A Parco Dora arriva il “Grande Crin”: il murales di Mrfijodor celebra l’anima libera del parco torinese
- Postato il 3 giugno 2026
- Società
- Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – Un gigantesco maialino rosa che sembra gridare al mondo “Maialino Liberoooo!” accoglie i visitatori di Parco Dora. È l’ultima opera dell’artista torinese Mrfijodor, realizzata nell’ambito di Street Opera Jam per Graffgo Magazine, un murales di circa 5 metri per 15 che sta già attirando l’attenzione di appassionati di street art, frequentatori del parco e curiosi.
L’opera, intitolata ironicamente “Welcome to Porco Dora!“, gioca sul nome del celebre parco post-industriale di Torino e su uno dei simboli più controversi e allo stesso tempo universali dell’immaginario popolare: il maiale. Ma dietro l’impatto visivo e il tono scherzoso si nasconde una riflessione molto più profonda sul ruolo di Parco Dora nella vita della città.
Un parco di tutti, e per tutti
Secondo l’interpretazione dello stesso artista, il grande suino rappresenta la natura inclusiva di Parco Dora, uno degli spazi pubblici più vivi e multiculturali del capoluogo piemontese. Il suo grido di libertà ricorda come il parco sia un luogo aperto, capace di accogliere comunità e passioni diverse.
Tra i piloni delle vecchie acciaierie convivono infatti writer, skater, famiglie, sportivi, giovani musicisti, fotografi e le numerose comunità straniere che utilizzano gli spazi verdi per ritrovarsi. Non è raro vedere partite di cricket organizzate dalla comunità asiatica, sessioni di skateboard sotto le strutture industriali o grandi eventi culturali e musicali che richiamano migliaia di persone.
Il paradosso di Parco Dora
L’opera di Mrfijodor racconta anche un paradosso. Come ricorda l’artista, “del porco non si butta via nulla”. Allo stesso modo, tutti sembrano voler prendere un pezzetto di Parco Dora per sé.
C’è chi lo considera il regno della street art, chi una palestra urbana a cielo aperto, chi uno spazio per eventi e manifestazioni, chi semplicemente un luogo dove passeggiare. Negli ultimi anni anche grandi marchi e organizzatori di eventi hanno scelto il parco come scenario per iniziative di richiamo nazionale.
Una pluralità di utilizzi che, pur generando talvolta discussioni e conflitti, rappresenta probabilmente la vera essenza del luogo: essere uno spazio condiviso e continuamente reinterpretato dai cittadini.
Il “Grande Crin” conquista Torino
Il gigantesco maialino è già stato ribattezzato da molti frequentatori del parco come il “Grande Crin”, richiamando il termine piemontese utilizzato tradizionalmente per indicare il maiale.
Una figura ironica, simpatica e provocatoria che sembra osservare dall’alto la vita quotidiana di uno dei luoghi più rappresentativi della Torino contemporanea. Una città che, proprio a Parco Dora, ha saputo trasformare le cicatrici del proprio passato industriale in uno spazio creativo, multiculturale e in continua evoluzione.
E forse è proprio questo il messaggio dell’opera: nonostante le contraddizioni, le trasformazioni e le diverse anime che lo abitano, Parco Dora continua a essere un luogo amato dai torinesi. Proprio come quel gigantesco maialino rosa che oggi ne è diventato uno dei simboli più curiosi e originali.
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