A Montreal un mondiale che fa gola a tanti. Evenepoel non si nasconde, van der Poel sì. E occhio a Seixas, Del Toro e Pidcock
- Postato il 26 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Montreal, città aperta. Ma con una lieve modifica nel titolo: Montreal, gara aperta. Quella che assegna la maglia iridata, che dopo due anni traslocherà dalle spalle di Tadej Pogacar, presente in terra canadese ma soltanto con compiti di supporto alla squadra slovena. L’assenza del fuoriclasse di Komenda, se da un lato impoverisce il livello tecnico, dall’altro fomenta i sogni e le speranze di molti. Anche se un favorito d’obbligo c’è, e almeno anche un paio (forse tre) di rivali pronti ad approfittare di eventuali piccoli cedimenti. Oltre a una schiera di una decina di corridori che in virtù proprio dell’assenza di Pogacar hanno tutti licenza di sognare.
- Remco si sente il favorito. "Ma non sarà facile"
- Van der Poel e Van Aert corrono senza pressioni
- Seixas e Del Toro, il nuovo che avanza è già vincente?
- L'Italia vuol stupire anche se stessa (e c'è Finn)
Remco si sente il favorito. “Ma non sarà facile”
L’uomo attorno al quale ruoterà gran parte del mondiale risponde al nome di Remco Evenepoel. Che un mondiale l’ha già vinto (2022, in Australia) e che per questo s’è preparato con meticolosità e decisione. “Sono il favorito? Si, penso di esserlo”, ha ammesso alla vigilia della gara.
“La gamba è buona, le sensazioni pure, ma i rivali ci sono e non resteranno a guardare. Avere Van Aert in squadra può essere un bel vantaggio: chiunque vorrebbe evitare di portarselo al traguardo, perché Wout è forte anche in una volata affollata.
La Francia ha Seixas che è un gran talento e può ambire alla vittoria, ma chiaramente avrebbe più chance se arrivasse da solo, e pertanto mi aspetto che i francesi facciano esplodere la corsa presto, cosa che poi fanno tutti gli altri, anche se a parole dicono il contrario… pure Del Toro penso che vorrebbe arrivare in solitaria, perché non vorrebbe avermi con lui allo sprint. Io però allo sprint non vorrei giocarmela con van der Poel, che se incontra la giornata buona ha una gamba d’oro e diventa durissimo da staccare, e ancor più da battere in un arrivo in volata”.
Van der Poel e Van Aert corrono senza pressioni
Van der Poel è in effetti la grande incognita: non ha corso molto prima del mondiale, ha chiuso un Giro del Lussemburgo (sin lì) anonimo piazzando un assolo di 174 chilometri nella tappa conclusiva (la più grande fuga solitaria coronata con una vittoria della storia del ciclismo), ma ha ragione Evenepoel quando dice che, se in giornata, il nipote di Poulidor può diventare un cliente durissimo.
“Remco è senza dubbio il favorito, ma anche corridori come Seixas e Del Toro su questa salita lunga e dura hanno la possibilità di riuscire a fare il vuoto”, spiega il neerlandese. “Io mi sento bene e so che più la corsa sarà dura, più avrò chance di arrivare a giocarmi la vittoria finale, perché sulle lunghe distanze so di poter sviluppare tanti watt anche nel finale. A Glasgow, quando vinsi tre anni fa, la salita era meno difficile, ma ad ogni modo c’è la possibilità di arrivare in una volata ristretta e per me sarebbe l’ideale”.
Uno scenario che potrebbe far gola anche a Van Aert, che si attribuisce un… 8% di possibilità di vittoria. “Devo convincermi che questo percorso si addica alle mie caratteristiche. È una classica di 270 km, so quello che ci aspetta ma non posso sapere come andrà la corsa, perché quelle degli Under 23 e degli Juniores hanno avuto due sviluppi molto diversi tra loro. Avere Remco in squadra mi tranquillizza: avverto meno la pressione e dovremo coordinare gli attacchi in base all’evoluzione della corsa. Dovremo essere bravi a cogliere l’attimo giusto”.
Seixas e Del Toro, il nuovo che avanza è già vincente?
Seixas e Del Toro sono le due mine vaganti, comunque degne di attenzione e destinate ad avere un ruolo chiave nello sviluppo del mondiale. Il francese ha chiaramente detto di voler puntare alla vittoria, il messicano è stato più guardingo, anche perché non ha una squadra che può sorreggerlo come la Francia col giovane Paul. “L’occasione è ghiotta per tanti, ma dovremo muoverci in modo intelligente. Se starò bene, cercherò di mandare la corsa nella direzione migliore per me”.
Anche Tom Pidcock ha detto di sperare di fare la gara della vita, consapevole di essere nelle condizioni migliori possibili (e “dimenticando” Evenepoel dal novero dei grandi favoriti: per il britannico sono Seixas e Del Toro). “Per come si presenta il percorso, questa è un’opportunità come mai non l’ho avuta prima. Il fatto che si facciano meno giri del circuito finale rispetto alla gara World Tour è un vantaggio per chi è più scalatore, per questo vedo Paul e Isaac leggermente avanti a Remco. Van der Poel ha detto che per lui questo percorso è troppo duro, e lui non è uno che parla tanto per parlare…”.
L’Italia vuol stupire anche se stessa (e c’è Finn)
In casa Italia, il capitano sarà Giulio Ciccone, con Pellizzari, Piganzoli e l’esordiente Finn pronti a sostenerlo nei momenti cruciali della corsa. “Magari non avremo fenomeni in squadra, ma possiamo correre da squadra e puntare a un grosso risultato”, spiega Pellizzari. “Il podio è alla portata, a patto di cogliere le opportunità che si presenteranno. Senza Pogacar la corsa sarà molto più imprevedibile e bisognerà farsi trovare pronti”.
Per Finn l’emozione del debutto: “Questo è un sogno che si avvera e spero di godermela tutta. E magari di essere davanti con i migliori nel finale, perché non potrei chiedere di più al mio primo mondiale. Correre in mezzo a tutti questi campioni è emozionante”.