A Macerata le contraddizioni del presente danno forma a una mostra

Lavorando con curiosità ed intensità sulla tecnologia, Matteo Costanzo (Roma, 1985) approda al piano nobile dei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi (Macerata) con CTRL+Z, mostra personale nata dal conferimento del Premio Pannaggi/Nuova Generazione 2025. L’esposizione, curata da Paola Ballesi, è un percorso tra percezione e realtà: un invito a riflettere sul presente precario, sull’eccesso informativo e sulla fragile materialità delle immagini nell’epoca dei social network e dell’intelligenza artificiale. Il titolo, CTRL+Z, è un evidente richiamo al mondo digitale (è la combinazione di tasti per il comando “annulla”) e vuole suggerirci che l’arte – come la memoria e la comunicazione contemporanee – è per forza instabile, in continuo cambiamento, tendente ormai ad “annullare” il proprio passato e forse anche il divenire. 

CTRL+Z, Matteo Costanzo, Palazzo Buonaccorsi, Macerata
CTRL+Z, Matteo Costanzo, Palazzo Buonaccorsi, Macerata

La mostra di Matteo Costanzo a Macerata 

L’esposizione diventa così un gesto artistico fortemente concettuale: l’artista accumula le immagini come se fossero dati, pensando all’arte come a un flusso incessante di informazioni dal quale si viene travolti e saturati. Le opere combinano collage, sticker-painting, video e installazioni, e sono costituite da materiali eterogenei (come plastica liquida e vernice acrilica). Le creazioni restituiscono un forte senso di abbondanza e frammentarietà: Costanzo punta alla stratificazione e alla ripetizione di una serie sterminata di differenti immagini provenienti dal web e dai media. 

Il dialogo tra Matteo Costanzo e Palazzo Buonaccorsi 

Interessante è l’allestimento della mostra, perché genera un dialogo inaspettato all’interno di Palazzo Buonaccorsi: da un lato, la compostezza della pittura e della scultura di un tempo; dall’altro, l’inquieto linguaggio contemporaneo di Costanzo che esprime i propri giudizi sulla realtà. Le sue opere, “architetture polimorfe” strabordanti di immagini e, al tempo stesso, simili a rovine, ben rappresentano una metafora della nostra complessa contemporaneità: le superfici dei lavori sono tanto piene quanto inquiete, e la loro incontrollata opulenza è il segno evidente della precarietà del mondo che rappresentano. 

Criticare il presente senza nostalgia del passato 

CTRL+Z è, quindi, un’esperienza volutamente eccessiva che raggiunge il suo culmine con le opere esposte nella Galleria dell’Eneide del Buonaccorsi. In questo ampio e fastoso spazio barocco, l’installazione “barocca” di Costanzo dialoga efficacemente con l’ambiente circostante, mostrando contrasto e continuità tra queste due “visioni” lontanissime nel tempo. Ma CTRL+Z non è una mostra malinconica che critica il presente per portarci a rimpiangere il passato: è un’esposizione che invita il pubblico a essere consapevole, in maniera critica, e a tratti ironica, del proprio tempo. Con la sua produzione, l’artista ci indica come ripensare alla nostra relazione con la visibilità, l’informazione, la rappresentazione e la comunicazione contemporanee, trasformando la sfrenata abbondanza di media e di immagini in opere aperte a molteplici interpretazioni.

Silvio Gobbi 

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Autore
Artribune

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