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A Londra il gelato ha il sapore della salsa di soia, dentifricio e burro salato, salvia e cipolla (e no, non è uno scherzo)

  • Postato il 12 luglio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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A Londra il gelato ha il sapore della salsa di soia, dentifricio e burro salato, salvia e cipolla (e no, non è uno scherzo)

Se pensavate che l’estate londinese fosse fatta solo di code per il tè delle cinque, ripensateci: a Chelsea c’è una fila ben più bizzarra, e porta dritti dritti a un cono di gelato al ketchup. Si chiama Ice Cream Project ed è il pop-up più folle (e più fotografato) della stagione: un negozio temporaneo firmato dalla designer di borse di lusso Anya Hindmarch, che ogni estate trasforma un angolo tranquillo di Chelsea in un tempio del gelato più assurdo che si possa immaginare. Siamo ormai alla quinta edizione, e a quanto pare il pubblico ne va matto.

Il pop-up ha aperto i battenti il 5 giugno e chiuderà domenica 16 agosto: chi vuole provare l’esperienza ha ancora qualche settimana di tempo, ma conviene sbrigarsi, perché nel weekend le code diventano epiche.

Il concept è semplice quanto spiazzante: niente pistacchio, niente stracciatella. Qui i gelati (e i sorbetti) sono ispirati ai prodotti che di solito si trovano nella dispensa, non nel freezer. Il risultato è una linea di gusti che definire “originali” è quasi riduttivo.

Per chi invece preferisce restare sul classico, ci sono anche opzioni più rassicuranti come il caffè Kenco, il burro di arachidi Sun-Pat, i biscotti McVitie’s Penguin e Jaffa Cakes, oltre a un paio di sorbetti a base di succo d’arancia Tropicana e limone Robinson’s.

Non basta assaggiare i gusti alla luce del sole: il pop-up propone anche una blind tasting experience, una sorta di “gioco a premi” del gelato in cui i visitatori devono provare 15 varianti bendati (metaforicamente) e cercare di indovinare di cosa si tratta, segnando le risposte su una scheda personalizzata. Il tutto accompagnato da shortbread e un bicchiere di limonata rosa o acqua frizzante per “pulire” il palato tra un assaggio e l’altro. Consigliata la prenotazione, perché il tasting è diventato uno dei momenti più richiesti dell’estate londinese.

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Il Fatto Quotidiano

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