A Cotronei il rock di Tyler costa caro, specie se condito con ceci
- Postato il 11 luglio 2026
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Il Quotidiano del Sud
A Cotronei il rock di Tyler costa caro, specie se condito con ceci
Sanzione salata, su impulso del sindaco di Cotronei, all’associazione Steven Tyler per la pasta e ceci in onore del cantante rock.
COTRONEI – A Cotronei, paese della Presila crotonese che ha dato i natali agli avi di Steven Tyler, la cultura ha un sapore decisamente rock e, a quanto pare, un costo amministrativo da capogiro. Quindici mila euro. È questa la cifra monstre notificata dai carabinieri all’associazione culturale “Steven Tyler”, presieduta dall’avvocato Nino Grassi (che della rockstar mondiale è pure cugino). L’accusa che ha fatto scattare tre verbali di contestazione? Aver attentato alla quiete pubblica e all’ordine annonario mediante la somministrazione non autorizzata di un micidiale binomio: un piatto di pasta e ceci e un bicchiere di vino.
Il quadro di Tyler e il rimprovero del sindaco
I fatti risalgono al primo luglio scorso. Per celebrare un quadro raffigurante l’illustre concittadino e leader degli Aerosmith, una ventina di soci si ritrova in via Sgrò. Clima conviviale, quattro sedie, un pentolone e degustazione identitaria. Una roba da carbonari del legume. La cosa, però, non è andata giù al primo cittadino Antonio Ammirati, che è anche presidente della Provincia di Crotone. Trovatosi in Municipio a colloquio con il comandante della locale Stazione dei carabinieri, il sindaco non ha resistito e ha “rimproverato” il militare, manifestando – come si legge testualmente in una relazione di servizio – «particolare disappunto per le modalità con cui l’iniziativa era stata organizzata».
Tolleranza zero per la pasta e ceci
Tradotto: tolleranza zero per la sagra spontanea. Risultato? Indagini lampo, sia pure retroattive, e una pioggia di sanzioni per occupazione di suolo pubblico, mancanza di Scia e manifestazione non autorizzata. Il tutto accertato grazie alle foto pubblicate sui social, a distanza di diversi giorni dai fatti contestati. Il posizionamento dei tavoli, del resto, ha occupato qualche porzione di pubblica via. Il paradosso, sollevato con comprensibile veleno dall’associazione penalizzata, è che mentre la macchina comunale si dimostra inflessibile e chirurgica di fronte a un rombo di ceci in strada, le cose cambiano radicalmente se si passa dal folklore ai fondi strutturali. L’intera vicenda, infatti, si inserisce in una cornice ben più ampia che da tempo infiamma le aule del Palazzo di giustizia di Crotone e il dibattito politico nella cittadina silana.
L’inchiesta sul borgo del rock
Parliamo del famoso “Borgo della musica rock”, un progetto da 1,3 milioni di euro intercettato dal Comune tramite il Bando dei borghi della Regione Calabria. L’idea originaria, benedetta con tanto di autografo da Steven Tyler in persona, doveva vedere la luce nello storico palazzo Bevilacqua, casa natale del nonno del cantante, Giovanni Tallarico. E invece? Il museo è stato delocalizzato in un seminterrato di cemento armato. Un esposto della stessa associazione Tyler è sfociato in una maxi-inchiesta della Procura di Crotone per falso ideologico, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, concussione e persino voto di scambio (spunta anche un “Villaggio di Natale” che sarebbe stato promesso in cambio di 80 preferenze).
L’udienza preliminare: si decide a settembre
Tra i 14 imputati per cui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio figurano l’attuale sindaco Ammirati, il suo predecessore Nicola Belcastro e mezza tecnostruttura comunale. La nemesi si è consumata proprio nelle scorse settimane nell’aula dell’udienza preliminare del Tribunale di Crotone. Davanti alla gup Assunta Palumbo, i legali degli amministratori hanno tentato il tutto per tutto pur di escludere l’associazione Tyler dalle parti civili, sostenendo che una onlus culturale non avesse titolo per chiedere i danni per reati contro la pubblica fede. Il giudice ha detto no: l’associazione è stata ammessa a pieno titolo perché quel museo fantasma ha leso direttamente i suoi scopi statutari. Il pm invece reitera la richiesta di giudizio avanzata nei mesi scorsi.
Lo sfogo del cugino di Tyler
«È la prima volta nella storia di Cotronei che un’associazione culturale viene sanzionata per aver offerto gratuitamente una pietanza locale e un rinfresco», osserva il presidente Grassi, che stigmatizza «l’evidente intento di zittire e delegittimare chi vuole produrre cultura e aggregazione». Il cugino della rockstar rileva, non senza una certa ironia, che, da un lato, il sindaco Ammirati si mostra «impeccabile nel pretendere la rigida osservanza dei regolamenti», non ha esitando a segnalare il “grave” abuso della pasta e ceci. Dall’altro lato, prosegue Grassi, Ammirati «fa finta di dimenticare che proprio la sua Amministrazione ha sperperato con colpa grave 1 milione e 300 mila euro di fondi pubblici regionali cagionando alla comunità amministrata un danno incalcolabile». Accuse ancora tutte da appurare.
Quanto costa la pasta e ceci
Così, mentre l’udienza preliminare si avvia verso la decisione prevista a settembre, lo scenario si fa squisitamente teatrale. Da un lato, il Comune contesta all’associazione il “reato” di generosità gastronomica sotto le stelle. Dall’altro, la stessa associazione si siede ufficialmente al tavolo degli accusatori per chiedere i danni del presunto disastro da 1,3 milioni. A Cotronei la pasta e ceci costa carissima, ma la resa dei conti sul rock si preannuncia decisamente più salata.
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A Cotronei il rock di Tyler costa caro, specie se condito con ceci