A cent’anni dalla sua morte, scoperto un nuovo edificio realizzato da Antoni Gaudì, è uno chalet nel bosco
- Postato il 27 febbraio 2026
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- Di SiViaggia.it
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A volte la storia dell’architettura somiglia a un romanzo investigativo, tra disegni scomparsi e attribuzioni incerte ed è proprio quello che è successo con lo Xalet del Catllaràs, un edificio immerso nei boschi della Catalogna che per quasi un secolo ha alimentato dubbi e teorie. Ora, però, il mistero è stato finalmente risolto e un nuovo studio commissionato dal Dipartimento della Cultura della Generalitat de Catalunya ha confermato finalmente che il progetto dell’edificio appartiene proprio al grande architetto modernista Antoni Gaudí.
La ricerca, realizzata dall’architetto e docente Galdric Santana, direttore della Cattedra Gaudí della Universitat Politècnica de Catalunya, ha analizzato documenti storici, geometrie strutturali e modelli tridimensionali dell’edificio. Il risultato adesso è chiaro: il progetto originale è di Gaudí, anche se la costruzione non fu seguita direttamente da lui. Una scoperta che arriva in un momento simbolico: il 2026 segna il centenario della morte dell’architetto, celebrato con l’Any Gaudí 2026, un programma di eventi internazionale dedicato alle sue grandi opere.
Il misterioso chalet nel bosco progettato da Gaudí
Lo chalet si trova nella Serra del Catllaràs, una zona montuosa e ricca di foreste nel territorio di La Pobla de Lillet, a circa un’ora e mezza da Barcellona. Costruito nei primi anni del Novecento, tra il 1901 e il 1908, l’edificio era stato progettato come alloggio per tecnici e ingegneri legati all’attività mineraria della zona, in particolare alle miniere di carbone e alla vicina fabbrica Asland.

La struttura è piuttosto insolita rispetto alle opere più celebri di Gaudí, infatti non si tratta di una grande cattedrale o di un edificio monumentale, ma di una costruzione compatta immersa nella natura, quasi un rifugio alpino reinterpretato con il linguaggio dell’architettura modernista. Eppure, osservando bene l’edificio, emergono elementi che parlano chiaramente la lingua di Gaudí. Lo studio ha identificato archi con geometrie paraboloidi e catenarie (una delle firme strutturali dell’architetto), oltre a particolari soluzioni spaziali come corridoi disposti a 45 gradi tra le stanze.
Altri indizi arrivano da una struttura oggi scomparsa: una volta a “angolo di chiostro”, una tipologia costruttiva molto cara all’architetto catalano. Confrontando questi elementi con altre opere, tra cui la Torre Bellesguard, gli studiosi hanno trovato analogie troppo precise per essere casuali. Il motivo per cui Gaudí non rivendicò mai l’opera resta però affascinante: secondo gli studiosi, la costruzione fu modificata durante i lavori da altri architetti, probabilmente dal suo collaboratore Juli Batllevell, alterando il progetto originale.

L’importanza della scoperta
La conferma dell’autorialità dello chalet in Spagna non è soltanto una curiosità accademica, significa aggiungere un nuovo tassello al mosaico creativo di uno degli architetti più studiati al mondo. Il nome di Gaudí è legato a capolavori universalmente noti come la Sagrada Família, ma gran parte del suo lavoro meno celebre rimane ancora oggi oggetto di ricerche e interpretazioni.

Il caso dello Xalet del Catllaràs dimostra quanto il suo linguaggio architettonico fosse riconoscibile anche in edifici più piccoli e funzionali. Le geometrie strutturali, l’uso innovativo degli archi e la relazione tra architettura e natura sono tutti elementi che definiscono il suo stile.
La scoperta ha anche un valore culturale e territoriale importante. Il Berguedà, una regione meno conosciuta della Catalogna, rafforza così il proprio patrimonio storico e turistico grazie a un nuovo legame diretto con Gaudí. Oggi l’edificio è oggetto di interventi di recupero e valorizzazione, dopo decenni di abbandono, sperando sia presto aperto al pubblico.