A cena con Macbeth: applausi per la rilettura di Shakespeare del Teatro della Tosse
- Postato il 16 ottobre 2026
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- Di Genova24
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Genova. È una rilettura del Macbeth di Shakespeare la nuova produzione della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse che ha inaugurato la nuova stagione alla Sala Trionfo dei Teatri in Sant’Agostino: A cena con Macbeth, drammaturgia e regia di Emanuele Conte, è stato a lungo applaudito dal pubblico della prima (repliche sino al 25 ottobre ore 20.30, domenica 18 e 25 ottobre ore 18.30, lunedì riposo).
La tragedia shakesperiana emblema degli effetti della brama di potere, è stata ridotta e modificata da Conte che ne ha da un lato stemperato i toni drammatici inserendo il personaggio del Portiere, un particolarmente apprezzato Alessandro Bergallo, che ha interpretato un giullare sempre sul filo dell’ubriacatura (all’inizio ha presentato i personaggi rendendo tutto più facile e poi è diventato parte integrante della messa in scena fungendo da raccordo tra le varie scene, dall’altro ha concluso la rappresentazione con un monologo del principe Malcolm (Marco Rivolta) che dimostra come alla fine Macbeth non è destinato a rimanere l’unico tiranno della storia, anzi: il potere trasforma e logora chiunque in una successione in cui il popolo è destinato sempre a subire.
Un plus, ben armonizzato a livello di scrittura con tutto il resto, che è l’aspetto vincente di questo allestimento.
Rispetto a Ubù Re Scatenato, altra messa in scena della tragedia, più grottesca, qui prevale la brutalità della coppia formata da Macbeth (Raffaele Barca) e la sua Lady (Ludovica Baiardi) che entrano in scena sulle note di You are my destiny di Paul Anka e sin dall’inizio si capisce quanto i due siano appunto uniti nella loro complementarità. Quando uno ha dubbi l’altra aiuta a impugnare il coltello per ammazzare re Duncan (Pietro Fabbri) e le uccisioni si moltiplicano fino ad arrivare a quella che farà uscire di senno Macbeth, ossia il fedele Banquo (Matteo Traverso), al suo fianco durante la guerra.
A contribuire a indirizzare le scelte fatali le tre streghe (Pietro Fabbri, Matteo Traverso e Graziano Sirressi, che interpreta anche il nobile Macduff), vestite da cuoche, ma in nero, orchestratrici della tragedia senza dimenticare l’ironia. E il nero caratterizza anche i volti degli attori in scena grazie a un trucco, gli abiti, con l’eccezione di quello di Lady Macbeth, bianco, presto lordato di sangue.
In questa versione Conte porta sulla scena il presunto neonato perso poi dalla Lady, a cui Shakespeare fa riferimento nel testo ma senza mostrarlo mai. Il fagottino è una presenza costante sul palco e fa capire quanto abbia contato nella trasformazione in una donna così spietata.
Il titolo dello spettacolo suggerisce come il banchetto sia un aspetto centrale della messa in scena e lo è in due occasioni: quando re Duncan fa visita a Macbeth e alla sua sposa, subendo l’orrore di essere ucciso dal proprio ospite, ma anche quando i nuovi re e regina ospitano i nobili e sulla sedia vuota appare l’ormai defunto Banquo, facendo impazzire Macbeth che viene riportato all’ordine dalla sua sposa.
L’inversione di ruoli che avviene nel finale della tragedia è forse l’aspetto un po’ meno approfondito in questo allestimento in cui la doppiezza dei personaggi impegnati nel tradimento viene anche evidenziata dalle luci di Matteo Selis, che tagliano quasi a metà i protagonisti tra ombra e luce.
Dopo Genova, lo spettacolo sarà in scena a Milano al Teatro Fontana dal Sala Fontana il 28, 29, 30 ottobre 2026.