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“A Bahia sono prof all’università. Qui ho raggiunto il mio sogno e vedo rapporti umani più sani. L’Italia è ferma”

  • Postato il 7 giugno 2026
  • Cervelli In Fuga
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“A Bahia sono prof all’università. Qui ho raggiunto il mio sogno e vedo rapporti umani più sani. L’Italia è ferma”

Voleva arrivare ad essere professore universitario “in tempi ragionevolmente più brevi di quelli che ci avrei messo in Italia per raggiungere il mio sogno”. Per questo Giuseppe Benedini, 48 anni, ha deciso di andarsene da Cremona per trasferirsi a Torino, poi Roma, poi Parigi, successivamente in Brasile a Salvador de Bahia e infine sull’isola Itaparica, dove vive attualmente. Sulla prima esperienza all’estero, Giuseppe, a ilfattoquotidiano.it, racconta tuttavia di non aver mai avuto veramente l’intenzione di trasferirsi in pianta stabile in Francia: “La situazione mi sembrava abbastanza simile a quella dell’Italia. L’idea iniziale era quella di andare in Argentina, dove ho alcuni familiari. Allora, però, il paese aveva appena attraversato la crisi del 2001 e dunque, godendo comunque della cittadinanza di un paese del Mercosur, mi sono recato a Brasilia”.

Nella capitale brasiliana ha tenuto due corsi d’italiano con cui sì è pagato due mesi di vacanza e un bellissimo giro in macchina da Salvador a Natal, oltre mille chilometri lungo la costa nord-orientale del Paese. “Allora mi sono detto: il posto giusto è questo!”. Così torna in Italia, fa le valigie e nel 2006 va ad abitare a Salvador de Bahia: “Qui nella Roma Negra, la città più africana del Sudamerica, ho proseguito la mia attività d’insegnante d’italiano finché nel 2008, a trent’anni, sono entrato in un ateneo privato come professore di storia e due anni più tardi ho vinto il concorso all’Università Statale di Bahia”.

Non più a Salvador, bensì 800 chilometri più a sud, a Teixeira de Freitas, una città di 150mila abitanti che fino al 1986 non faceva neanche Comune e che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita rapidissima. Piccola parentesi, poi, racconta Giuseppe, “ho avuto l’occasione di trasferirmi in un altro campus, a Santo Antônio de Jesus, a soli cento chilometri dalla mia amata isola di Itaparica, famosa per le acque calde protette dalla barriera corallina”. Dalla fine del 2007 Giuseppe si è stabilito sull’isola e “quando non preparo le lezioni, vado in spiaggia o esploro le mangrovie in kayak. A Bahia quando fa molto freddo (un paio di volte all’anno, di notte) ci sono 18 gradi”.

Dal 2018, infine, Giuseppe insegna nel campus della capitale della Bahia, Salvador. “Due o tre giorni a settimana mi faccio una ventina di minuti in macchina fino al porto, attraverso la baia in battello (o in traghetto, se c’è brutto tempo) e poi prendo un autobus fino all’università”. Ovviamente non è tutto rose e fiori: Bahia è uno stato molto violento, “anche io ho subito furti e rapine – racconta Giuseppe -. Nonostante ciò non tornerei in Italia se non a fronte di una proposta irrinunciabile”. E spiega: “Qui i rapporti umani sono più sani che in Italia, qui vivo in un ambiente più stimolante che mi ha permesso di raggiungere livelli di carriera universitari che mai avrei raggiunto in Italia. La mia impressione – conclude – è che il Brasile, seppur tra mille difficoltà e inefficienze, progredisca, vada avanti, maturi, cresca. L’Italia, invece, sarà la paura, sarà la mancanza di fiducia, resta ferma”. Una o due volte all’anno, comunque, Giuseppe torna a casa: “Vengo con mio figlio a far visita alla famiglia, agli amici e al nostro caro stadio Zini, anche se quest’anno alla Cremonese, purtroppo, non è andata bene”.

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L'articolo “A Bahia sono prof all’università. Qui ho raggiunto il mio sogno e vedo rapporti umani più sani. L’Italia è ferma” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Il Fatto Quotidiano

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