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Il discorso del presidente degli Stati Uniti non durò più di dieci minuti. Eppure passò alla Storia come un capolavoro di arte oratoria: uno degli interventi più riusciti di J. F. Kennedy. Ad ascoltarlo, a Berlino Ovest, migliaia di persone rapite da parole che si rivolgevano al loro cuore.
Al termine, dirà A. W. Daum, autore di Kennedy in Berlin, «Kennedy giocava un po' con la giacca, sorrideva come un ragazzo che aveva appena fatto un colpo di Stato». Il giorno dopo Kennedy si confidò con un consigliere dicendogli soddisfatto: "Non vedremo mai più un giorno così finché vivremo".. Un anno particolare
Il discorso fu pronunciato nel 1963, quando la crisi dei missili di Cuba era appena terminata e in Germania il Muro era stato eretto da appena due anni trasformando Berlino Ovest in un'enclave occidentale nel cuore della Germania dell'Est filosovietica. Ufficialmente fu costruito per limitare le informazioni che passavano dalla Repubblica Democratica tedesca a quella Federale a Ovest. Ma la realtà era diversa: la migrazione da Est a Ovest stava mettendo in imbarazzo il Paese, privandolo della forza lavoro più capace.. Scacchiere geopolitico
Il presidente americano decise d'intervenire in prima persona muovendosi su uno scacchiere complicatissimo: la politica sovietica era sempre più aggressiva e il presidente francese Charles de Gaulle cercava di dar vita a un contrappeso franco-tedesco da opporre alle sfere d'influenza americane e sovietiche.. Fu anche per questo che J. F. Kennedy parlò alla nazione tedesca: "Ich bin ein Berliner", disse loro, "Io sono berlinese", sono uno di voi. L'espressione fece breccia e gli animi si incendiarono. Mentre i muri, almeno quelli geografici, parvero improvvisamente cadere. Con 26 anni di anticipo sulla Storia.. La frase "riciclata"
"Duemila anni fa, il vanto più grande era questo: Civis romanus sum. Oggi, nel mondo della libertà, il maggior vanto è poter dire: Ich bin ein Berliner".
La frase "Civis romanus sum" significa "Sono cittadino romano". Lo status apparteneva ai cittadini dell'Urbe, a lungo unici beneficiari della cittadinanza. Questo fino alla Constitutio Antoniniana (212 d.C.) che concesse la cittadinanza a tutte le popolazioni entro i confini dell'impero.
Il discorso di Berlino ricorda quello pronunciato da Kennedy il 4 maggio 1962 a New Orleans; anche lì usò la frase Civis romanus sum dicendo: «Duemila anni fa il vanto più orgoglioso era dire: "Sono un cittadino di Roma". Oggi, credo, nel 1962 il vanto sia poter dire: "Io sono un cittadino degli Stati Uniti"».. Retroscena
Non è chiaro se il discorso nella sua prima versione contenesse già la frase "Ich bin ein Berliner". Alcuni collaboratori dissero che quella frase era stata inserita prima di cominciare il viaggio. Altri invece sostengono che Kennedy abbia chiesto come tradurre "Io sono un berlinese" pochi minuti prima del discorso, nell'ufficio del sindaco di Berlino Willy Brandt, e che si sia appuntato la pronuncia su un foglio..
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