25 Aprile, in Liguria e in provincia di Savona celebrato l’81esimo anniversario della Liberazione
- Postato il 25 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Provincia. Dalla costa all’entroterra, la provincia di Savona ha celebrato il 25 Aprile con un importante calendario di iniziative dedicate all’81° anniversario della Liberazione.
Cerimonie ufficiali, deposizioni di corone, fiaccolate, incontri pubblici e momenti di partecipazione civile hanno coinvolto istituzioni, associazioni, scuole e cittadini. Un mosaico di appuntamenti che ha attraversato l’intera provincia, dai comuni costieri ai centri dell’entroterra, rinnovando il ricordo della Resistenza e il legame con i valori fondanti di libertà, democrazia e pace.
Oltre agli scatti della giornata da tutta la nostra provincia, di seguito trovate tutti i commenti alle celebrazioni sul territorio diffuse dalla Regione, i comuni savonesi e i rappresentanti delle istituzioni.
IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DI REGIONE LIGURIA MARCO BUCCI
Regione Liguria celebra l’81° anniversario della Liberazione. Questa mattina a Genova il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, dopo aver preso parte alla messa a Staglieno e al corteo cittadino da piazza della Vittoria, è intervenuto alla cerimonia in piazza Matteotti.
“Senza memoria non c’è futuro – afferma il presidente della Regione Liguria Marco Bucci -. Ci troviamo qui oggi per celebrare una data che appartiene alla storia d’Italia, ma soprattutto alla coscienza civile del nostro Paese e nello stesso tempo festeggiamo il voto alle donne conquistato 80 anni fa, il 2 giugno 1946. Il 25 aprile non è una ricorrenza come le altre, è il giorno in cui l’Italia ha ritrovato la libertà, una libertà che non è caduta dal cielo, ma che è stata combattuta, voluta, cercata e conquistata. Per questo dobbiamo dirlo con chiarezza, oggi più che mai: il 25 aprile è un valore universale. È la festa della libertà, della democrazia e della dignità umana, è un patrimonio che appartiene a tutti gli italiani. Quella storia è fatta di volti, di persone, di sacrifici, di scelte difficili, è fatta di giovani che hanno lasciato le loro case, di famiglie che hanno sofferto, di comunità che hanno resistito, con più di 2000 morti a Genova e più di 2000 deportati. La nostra terra, la Liguria, ha dato un contributo straordinario a quella lotta. Tra le figure che voglio ricordare oggi c’è Aldo Gastaldi, il partigiano “Bisagno”, un uomo che seppe incarnare in modo esemplare il senso più profondo della resistenza: disciplina, rispetto, responsabilità, amore per il prossimo e amore per l’Italia. La sua testimonianza ci parla ancora oggi. Ci ricorda che la libertà non è un diritto acquisito, ma rappresenta un dovere da portare avanti per tutti, di custodirla, difenderla e renderla viva ogni giorno attraverso i nostri comportamenti, le nostre istituzioni, il nostro rispetto reciproco, il nostro esempio per chi verrà in futuro. Celebrare il 25 aprile non significa guardare soltanto al passato ma anche al futuro con consapevolezza, significa riconoscere che anche nelle differenze possiamo e dobbiamo trovare ciò che ci unisce. E ciò che ci unisce, oggi come allora, è l’amore per il nostro Paese. Un amore che sa riconoscere il valore della libertà come bene comune e come fondamento della nostra convivenza. Questo è il messaggio che vogliamo trasmettere oggi da questa piazza: il 25 aprile è di tutti, è per tutti e soprattutto è responsabilità di ognuno di noi. Viva la libertà, viva Genova, viva la Liguria e viva l’Italia per tutti”.
In mattinata altri assessori della giunta hanno partecipato a varie commemorazioni sul territorio ligure. Alla Spezia l’assessore Giacomo Raul Giampedrone ha preso parte alle celebrazioni partite da Piazzale del Marinaio. Nell’imperiese, l’assessore Luca Lombardi ha partecipato alla cerimonia istituzionale a Sanremo ai giardini “Gino Napolitano”, mentre l’assessore Alessandro Piana ha presenziato alla cerimonia in piazza della Vittoria a Imperia.
L’ASSESSORE REGIONALE SAVONESE PAOLO RIPAMONTI
Nel savonese, l’assessore Paolo Ripamonti ha partecipato alla cerimonia in piazza della Vittoria a Cairo Montenotte, mentre alle 18 poterà i saluti istituzionali ad Albenga, ai Giardini Pubblici “Libero Nante” di Viale Pontelungo, per il tradizionale “Concerto della Liberazione”.
PARTITO DEMOCRATICO IN REGIONE
“Il Partito Democratico della Liguria e il Gruppo PD in Regione, partecipando oggi alle iniziative organizzate su tutto il territorio ligure in occasione del 25 aprile, rinnovano ancora una volta una presenza che non è solo simbolica, ma rimarca una profonda condivisione di quei valori che erano alla base della lotta di Resistenza e che hanno contraddistinto l’impegno di chi, attraverso il proprio sacrificio, in nome della democrazia, ha assicurato un futuro di libertà a noi e a tutte le generazioni future. Valori che ancora oggi, attraverso la Costituzione nata da quella lotta, ci guidano per affrontare le sfide attuali e quelle future. La Resistenza non è una pagina chiusa, ma un’eredità viva che chiama ciascuno di noi a fare la propria parte. I principi per cui tanti giovani, donne e uomini hanno lottato – libertà, giustizia, partecipazione – non possono essere dati per acquisiti. La festa di Liberazione è un momento di riflessione su quanto mai sia necessario tenere alta l’attenzione su quei valori che ci devono vedere impegnati ogni giorno nella nostra azione politica e di governo”. Così il Partito Democratico della Liguria e Gruppo PD Regione Liguria.
IL CONSIGLIERE REGIONALE ANGELO VACCAREZZA (FORZA ITALIA)
“Buon Sabato Amici. Esiste un luogo, ad Altare, dove il silenzio parla più di mille piazze urlanti: il cimitero delle croci bianche, dove da tempo, ogni volta in occasione di questa giornata, mi reco. Lì, nel rigore del marmo, riposano insieme le spoglie dei soldati che un tempo indossarono divise contrapposte: ragazzi che hanno vissuto, combattuto e perso tutto sotto bandiere diverse, oggi accomunati dalla stessa terra e dallo stesso eterno riposo. Davanti a quelle croci, la retorica svanisce e resta la pietà, insieme a una domanda scomoda: che ne abbiamo fatto della libertà che quella pace dovrebbe rappresentare? Oggi assistiamo a un fenomeno alquanto bizzarro, il paradosso della libertà “selezionata”: molti rappresentanti del centrosinistra si ergono a custodi unici del concetto di libertà, ne parlano nei salotti, la sbandierano nei cortei, la rivendicano come un’esclusiva di proprietà, ma sembra che questa libertà sia valida solo a una condizione, che sia allineata alla loro visione. Se il tuo pensiero devia dal coro non sei “libero”, sei “pericoloso”; se metti in dubbio i loro dogmi la tua libertà diventa un errore da correggere. Il diritto di espressione si trasforma troppo spesso in un lasciapassare concesso solo a chi parla la lingua del politicamente corretto. Il 25 Aprile dovrebbe essere la festa di tutti, ma lo sarà davvero solo quando smetterà di essere occasione per trasformarsi in un tribunale ideologico: una data potrà dirsi autentica celebrazione della libertà solo quando ogni cittadino sarà libero di esprimere la propria idea, la propria identità e la propria visione del mondo senza il timore di essere condannato, deriso o, peggio, aggredito. La libertà non è un club esclusivo con tessera di partito: o è di tutti, o è solo un’altra forma di imposizione. Onorare chi è caduto per la nostra Patria significa costruire un’Italia dove il dissenso non sia un peccato, ma il segno vitale di una democrazia matura”.
Albenga
Ad Albenga, in zona Foce, si sono svolte le celebrazioni per il 25 Aprile, con un significato ancora più profondo per una città Medaglia d’Oro per la Resistenza.
Il sindaco Riccardo Tomatis: “Un giorno davvero importante, soprattutto in un momento come questo, in tutta Italia ma ad Albenga in particolare, perché è Medaglia d’Oro. Siamo alla Foce del Centa dove 59 cittadini albenganesi e dei paesi vicini sono stati trucidati. Erano tutti ragazzi giovani, fucilati in questo bunker. Albenga ha pagato un prezzo molto caro alla libertà, alla Liberazione, ed è giusto che la difenda sino alla fine”.
Alassio
Loano
Anche Loano ha celebrato il 25 Aprile. Di seguito il discorso integrale pronunciato dal sindaco Luca Lettieri:
Ci ritroviamo oggi, come comunità, per celebrare l’81° anniversario della Festa della Liberazione. Lo facciamo davanti ai nostri monumenti, nei luoghi della memoria civile della città, con il rispetto che si deve alle date che non appartengono soltanto al calendario, ma alla coscienza più profonda di un Paese. Il 25 Aprile non è una ricorrenza ordinaria. È una data fondativa della nostra Repubblica. È il giorno in cui l’Italia ricorda la fine dell’occupazione nazifascista, il riscatto dalla dittatura, il ritorno alla libertà, alla dignità, alla possibilità di scegliere il proprio futuro. Non siamo qui per ripetere parole già dette. Siamo qui per rinnovarne il significato. Il manifesto di questa giornata ci consegna un’immagine forte: una catena spezzata, e attorno il volo degli uccelli. È un’immagine semplice, ma profondamente evocativa. La catena spezzata richiama la liberazione da ciò che opprime, da ciò che priva l’uomo della libertà, da ciò che cancella i diritti e umilia la dignità delle persone. Il volo richiama invece il futuro, la responsabilità, la possibilità di guardare avanti. Ecco, il 25 Aprile è questo: memoria di una liberazione concreta, pagata con il sacrificio, ma anche impegno quotidiano a non rendere vana quella conquista. La libertà non è nata da sola. La democrazia non è arrivata per caso.
La Costituzione non è il frutto di una stagione qualsiasi. Dietro queste parole ci sono donne e uomini che hanno vissuto la guerra, la paura, la persecuzione, la clandestinità, la prigionia, la deportazione, la scelta difficile e spesso drammatica di opporsi a un regime e a un’occupazione che avevano negato i diritti fondamentali della persona. Ci sono i partigiani. Ci sono i militari che, dopo l’8 settembre, scelsero di non collaborare con il nazifascismo. Ci sono i civili che aiutarono, nascosero, protessero. Ci sono le donne che ebbero un ruolo decisivo nella Resistenza, spesso senza ricevere, per troppo tempo, il pieno riconoscimento dovuto. Ci sono le comunità locali, le famiglie, i giovani di allora, che con coraggio contribuirono alla rinascita del Paese. Ricordare tutto questo non significa riaprire ferite. Significa comprendere da dove veniamo. Perché una comunità che non coltiva la propria memoria diventa più fragile. Una comunità che dimentica il prezzo della libertà rischia di considerarla scontata. Una comunità che non conosce la storia è più esposta all’indifferenza, alla semplificazione, alla divisione. La memoria, invece, è un presidio civile. È una forma di responsabilità pubblica. È il modo con cui una città trasmette alle generazioni successive non soltanto il ricordo dei fatti, ma il senso delle scelte che quei fatti hanno richiesto. Per questo oggi assume un valore particolare la presenza degli studenti dell’Istituto Falcone di Loano. Li ringrazio sinceramente per essere qui, per partecipare non da spettatori, ma da protagonisti, portando i loro pensieri, le loro riflessioni, la loro voce.
È importante che i giovani non ricevano il 25 Aprile come una formula già pronta, ma come una domanda viva: che cosa significa oggi essere liberi? Che cosa significa vivere in una democrazia? Che cosa significa rispettare le istituzioni, i diritti degli altri, la dignità di ogni persona? Le loro parole sono preziose perché ci aiutano a capire se la memoria riesce ancora a parlare al presente. E se i ragazzi sanno interrogarsi su questi temi, allora la memoria non è ferma, non è rituale, non è distante. È viva. Desidero rivolgere un saluto e un ringraziamento particolare alla professoressa Ivana Mandraccia, già preside dell’Istituto Falcone, alla quale è affidata l’orazione ufficiale di questa giornata. La sua presenza ha un significato importante. La professoressa Mandraccia ha rappresentato per molti anni un riferimento educativo e istituzionale per la nostra città. Ha guidato una scuola che non è soltanto un luogo di istruzione, ma una comunità formativa, uno spazio in cui si costruiscono cittadini consapevoli. Affidare a lei l’orazione ufficiale significa riconoscere il valore della scuola nella trasmissione della memoria democratica. Perché il 25 Aprile non si custodisce soltanto con le corone e le cerimonie, pure necessarie e doverose. Si custodisce anche nelle aule, nello studio della storia, nel dialogo tra insegnanti e studenti, nella capacità di educare alla libertà, al rispetto e alla responsabilità. E proprio la scuola ci ricorda che la libertà non è soltanto un diritto individuale. È anche un dovere verso gli altri. Essere liberi significa poter esprimere le proprie idee, ma anche rispettare quelle degli altri. Significa poter partecipare alla vita democratica, ma anche riconoscere il valore delle regole comuni. Significa difendere i propri diritti, ma anche non dimenticare i propri doveri. La Liberazione ci ha consegnato tutto questo. La Repubblica lo ha trasformato in ordinamento democratico. La Costituzione lo ha reso patrimonio comune.
Per questo il 25 Aprile appartiene a tutti. Non appartiene a una parte sola. Appartiene alla Repubblica. Appartiene alle istituzioni. Appartiene ai cittadini che credono nella libertà, nella pace, nella democrazia, nella dignità della persona. Celebrare questa giornata significa anche riaffermare un principio fondamentale: le istituzioni democratiche devono essere luogo di unità, di responsabilità e di servizio. Chi amministra una comunità ha il dovere di custodire questa continuità. Ha il dovere di ricordare che ogni scelta pubblica, anche la più concreta e quotidiana, si inserisce dentro una storia più grande: la storia di un Paese che ha conosciuto la dittatura e la guerra, e che ha scelto di fondarsi sulla libertà, sulla partecipazione democratica e sul rispetto della persona. Oggi, deponendo le corone ai nostri monumenti, non compiamo soltanto un gesto simbolico. Rendiamo onore ai Caduti. Rendiamo onore a chi ha lottato per la Liberazione. Rendiamo onore a chi ha permesso a noi di vivere in un Paese libero. Ma insieme a questo omaggio rinnoviamo anche un impegno. L’impegno a non banalizzare la storia. L’impegno a non cedere all’indifferenza. L’impegno a difendere ogni giorno il valore della democrazia, della legalità, della pace e della convivenza civile. In un tempo in cui nel mondo tornano guerre, contrapposizioni, violenze e nuove forme di intolleranza, il 25 Aprile ci richiama a una responsabilità ancora più attuale: costruire comunità unite, capaci di dialogare, di riconoscersi nei valori comuni, di respingere ogni forma di odio e di sopraffazione. Questa è la consegna che riceviamo dalla storia. Questa è la consegna che dobbiamo trasmettere ai nostri giovani. Questa è la continuità istituzionale che oggi, come Comune di Loano, vogliamo onorare. Con sobrietà. Con rispetto. Con gratitudine. Con senso di responsabilità. Viva il 25 Aprile. Viva la Festa della Liberazione. Viva la Repubblica Italiana.
Finale Ligure
Si legge sulla pagina ufficiale del Comune di Finale Ligure:
Una comunità unita nel ricordo e nei valori fondanti della Repubblica, in una giornata di profonda partecipazione, che rinnova l’impegno della comunità finalese nel custodire e trasmettere questi principi. Il Comune di Finale Ligure ha celebrato così, con partecipazione e solennità, il 25 Aprile. La ricorrenza si è aperta con la seduta straordinaria del Consiglio Comunale, seguita dal tradizionale corteo per le vie cittadine, durante il quale sono state deposte corone nei luoghi simbolo della memoria collettiva. Un momento partecipato e sentito, volto a rendere omaggio a quanti hanno contribuito alla conquista della libertà e della democrazia. Le celebrazioni sono quindi proseguite in piazza Vittorio Emanuele, dove si sono svolti gli interventi istituzionali del Sindaco Angelo Berlangieri, del dirigente del Polo Scolastico Daniele Scarampi – accompagnato dalle alunne che hanno realizzato il manifesto dedicato alla giornata – e della Presidente dell’ANPI locale Marta Dabove. A concludere la mattinata, l’orazione ufficiale affidata ad Anna Giacobbe, Presidente di Auser Savona.