Vannacci, più che un soldato un cabarettista

  • Postato il 12 febbraio 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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Vannacci, più che un soldato un cabarettista

Il governo Meloni è avviato a diventare il più longevo della storia repubblicana, con una scadenza naturale della legislatura (nel 2027) il record dell’esecutivo Berlusconi II (1412 giorni) sarebbe ampiamente superato.

Questo elemento di stabilità spiazza la sinistra che nel tentativo di logorare l’esecutivo non ha mai trovato una linea altrettanto solida nel fare opposizione. Tutti gli argomenti usati finora hanno fatto flop perché falsi in partenza (fascismo, tracollo finanziario, isolamento in Europa, contagio del trumpismo), l’esito di questi assalti a vuoto è che l’opposizione insegue il “caso del giorno” senza cavarne un ragno dal buco. L’unico punto di svolta verso il voto è il referendum sulla giustizia che, non a caso, ha scatenato una campagna del No massiccia, basata sulla menzogna e sulla complicità dell’establishment politico-editoriale.

Quanto alla rapida conversione della sinistra al “vannacismo” fa parte del copione del teatrino della politica (conio originale di Silvio Berlusconi), ma come si è visto ieri in Parlamento, il problema del generale Vannacci lo risolve Vannacci da solo: il suo sì alla fiducia al governo sul voto per gli aiuti all’Ucraina è una ritirata, è come quel tipo su un canotto, vestito da Commodoro, che grida «avanti miei prodi» e poi si accorge che galleggia dentro una vasca da bagno. Vannacci ha cercato di evitare di apparire come l’utile idiota della sinistra, ma il risultato finale è che è semplicemente inutile, perché il suo voto contro non avrebbe fatto cadere il governo e la sua sgangherata motivazione casca lo stesso sul lato dell’opposizione (tra Avs e il M5S, un destro che provoca un sinistro, nel senso di incidente della personalità). Non solo, nel momento in cui afferma di essere la “vera destra” smentisce se stesso due volte: prima quando critica la maggioranza e poi quando dice sì alla fiducia, per cui vota quella che per lui non è la destra e nega al primo atto tutto quello per cui racconta di esser nato. Più che un generale, Vannacci è un cabarettista.

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Autore
Libero Quotidiano

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