Tasse, arriva un nuovo taglio: ecco di quanto cresce la busta paga
- Postato il 26 febbraio 2026
- Economia
- Di Libero Quotidiano
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Tasse, arriva un nuovo taglio: ecco di quanto cresce la busta paga
Qualche buontempone, ignorando o fingendo di non sapere che l’aumento della pressione fiscale in percentuale sul pil è dovuto prevalentemente all’aumento della base imponibile provocato dal boom dell’occupazione, continua a raccontare in giro la frottola che il governo, lo stesso che ha sforbiciato oltre 20 miliardi di Irpef negli ultimi due anni, avrebbe aumentato le tasse. Bisognerebbe chiederlo a tutti quei lavoratori che nelle prossime settimane si troveranno le buste paga più gonfie grazie agli interventi che nell’ultima finanziaria hanno affiancato il taglio del cuneo fiscale. Con la circolare emanata ieri dalle Agenzie delle entrate diventano infatti operative le riduzioni fiscali previste dalla legge di bilancio su tutte le voci accessorie del salario, dagli straordinari ai festivi fino al lavoro notturno, e sugli aumenti previsti dai rinnovi contrattuali degli ultimi tre anni. Punto, quest’ultimo, non proprio marginale, considerato che è proprio su tale misura che si è consumato lo storico divorzio tra la Uil, soddisfatta per l’accoglimento delle proprie richieste, e la Cgil, restata fino all’ultimo sulle barricate in barba ai vantaggi di cui, ovviamente, godranno anche i suoi iscritti.
A sbloccare, e a spiegare senza burocratese, le novità fiscali è la circolare n 2/E firmata ieri dal direttore dell’Agenzia delle entrate, Vincenzo Carbone. «Fisco leggero», si legge nel documento, «sugli aumenti retributivi dei lavoratori del settore privato con reddito fino a 33 mila euro. La tassa piatta del 5 per cento si applica alle somme corrisposte quest'anno per effetto dei rinnovi dei contratti collettivi del triennio 2024-2026 e vale anche per le assenze retribuite come malattia, maternità-paternità o infortunio». Ma non è tutto. Un’aliquota agevolata ci sarà anche «sulle maggiorazioni e indennità pagate nel 2026 per lavoro notturno, festivo, svolto nei giorni di riposo e su turni: per i dipendenti, sempre del settore privato, con reddito fino a 40mila euro scatta la sostitutiva Irpef pari al 15 per cento». Entrambe le agevolazioni «saranno riconosciute dai datori di lavoro ai contribuenti in possesso dei requisiti». Coloro che, invece, non hanno un sostituto d'imposta, potranno “recuperarle” in dichiarazione.
Sugli aumenti dei rinnovi contrattuali la circolare attiva tagli importanti, soprattutto in un momento in cui si discute con sempre più insistenza della necessità di aumentare gli stipendi reali. Per la flat al 5%, ad esempio, facendo delle simulazioni, un lavoratore che guadagna 30mila euro l'anno cui si aggiunge nel 2026 un aumento contrattuale pari a 2.500 euro, per un reddito complessivo di 32.500, con la nuova tassazione agevolata verserà allo Stato: il 23% fino a 28mila euro (cioè 6.440 euro), il 33% sul reddito che supera i 28mila (2mila euro) (cioè 660 euro) e il 5% sui 2.500 euro annui di incremento contrattuale e cioè 125 euro. Viceversa con la tassazione ordinaria avrebbe versato: il 23% fino a 28mila euro (sempre 6.440 euro) e il 33% sul reddito da 28mila a 32.500 euro (cioè 1.485 euro). Per farla breve, con la nuova tassazione agevolata gli resta in tasca un aumento contrattuale pari a 2.375 euro, con un risparmio d'imposta di 700 euro. Risparmio che chiaramente cambia a seconda dell'aumento al lavoratore previsto dal Ccnl.
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Le due tipologie di flat tax sui salari privati sono entrambe legate allo stipendio annuo, per circoscrivere la platea ai ceti medio-bassi. La prima, sui rinnovi contrattuali, vale per chi ha redditi fino a 33mila euro per la parte di aumento legata ai contratti 2024-25. L'applicazione della tassa light del 5% vale anche per tutte le tipologie di assenze retribuite. La seconda fattispecie, che prevede l’introduzione di un’aliquota del 15%, riguarda invece tutte le maggiorazioni e le indennità pagate nel 2026 si applica, per un ammontare massimo di 1.500 euro, ai dipendenti con reddito fino a 40mila euro. Il governo è intanto al lavoro su un nuovo decreto fiscale che potrebbe arrivare sul tavolo di uno dei prossimi consigli dei ministri. Tra le norme attese quella sulla rottamazione fiscale (la riapertura della quater è stata espunta dal decreto Milleproroghe) e sul Superbonus. In questo caso si starebbe studiando un sistema per recuperare le somme percepite indebitamente attraverso un'imposta sostitutiva che metterebbe al riparo i proprietari da eventuali responsabilità (incolpevoli). Nel provvedimento dovrebbe rientrare anche il rinvio della tassa sui pacchi - anche questo espunto dal Milleproroghe e per il quale non sarebbe peraltro richiesta copertura - e l'atteso allargamento dell'iperammortamento oltre il perimetro Ue, annunciato dal viceministro all'Economia, Maurizio Leo.
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