La domanda in questi casi non è legata al nome del vincitore, quanto piuttosto a dove saluterà tutti per andare a prendersi l’ennesima vittoria. Una consuetudine radicata quando Tadej Pogacar attacca il numero sulla schiena: sarà la prima volta che lo farà nel 2026, con una sola cartuccia da sparare prima di dare l’assalto a quella Milano-Sanremo che a parole non cita quasi mai, ma che in testa ha scolpita alla stregua di un chiodo fisso. Per provare a vincere tra due settimane la Classicissima di Primavera, Pogacar ha scelto ancora una volta gli sterrati senesi come terreno ideale per testare la gamba. E sebbene quest’anno la concorrenza sembrerebbe essere un po’ aumentata, resta lui l’uomo da battere.
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Pogacar può anche scegliere dove provare a staccare tutti…
Due anni fa vinse con una fuga solitaria di 50 chilometri, lo scorso anno se ne fece bastare una ventina, ma solo perché a metà corsa era finito a terra e s’era visto costretto a recuperare un po’ di posizioni. Chiaro però che se Pogacar dimostrerà una forma simile a quella delle ultime due edizioni corse, i rivali farebbero bene a mettersi l’animo in pace: lo sloveno nella classica del Nord più a Sud d’Europa (citazione degli stessi appassionati del Nord Europa: più bel complimento non avrebbero potuto rivolgere) sa sempre come essere sprezzante del pericolo e dove individuare il punto esatto per sferrare l’assalto.
Non gli aggrada troppo l’idea di portarsi dietro qualche altro corridore nella salita di Santa Caterina, l’ultimo tratto impervio che porta direttamente all’ingresso in piazza del Campo, e pertanto in tanti si chiedono dov’è che potrà attaccare stavolta.
Nel 2024 fu il Monte Sante Marie (sterrato dedicato a Fabian Cancellara) il palcoscenico perfetto per la fuga, lo scorso anno sul Colle Pinzuto, che da qualche giorno porta ufficialmente il nome dello sloveno. Che magari vorrà omaggiare… se stesso scattando nuovamente nei 2,4 chilometri del tratto di sterrato (forse) più iconico della corsa.
Del Toro, occhio al “fuoco amico”. Seixas “studia” già da grande
Quest’anno la Strade Bianche avrà 16 chilometri in meno di sterrati (sono stati tolti quelli di La Piana e Serravalle), che passano da 80 a 64. In generale però pochi possono realmente pensare che questo possa rappresentare un vantaggio per provare a sfidare Pogacar.
Ci proverà Tom Pidcock, che ha vinto nel 2023 l’ultima edizione alla quale non prese parte lo sloveno (che vinse la prima al debutto, nel 2022). In casa UAE ci sarebbe anche Isaac Del Toro, potenzialmente perfetto per una corsa così: il messicano ha mostrato un’ottima forma nelle prime prove stagionali, imponendosi anche all’UAE Tour in assenza del capitano e compagno di squadra Pogacar, ma chiaramente l’idea è di correre proprio in appoggio a Tadej.
E allora occhio a Paul Seixas: l’enfant prodige del ciclismo francese, 19 anni e mezzo, non ha nascosto il proposito di volerci provare. Non ci sarà van der Poel, mentre Van Aert e Alaphilippe proveranno a vedere se a distanza di anni dai loro trionfi (2019 e 2018) ci fosse ancora qualche cartuccia da sparare. E gli Italiani? Pellizzari e soprattutto Zana da tenere d’occhio, ma forse più per ben figurare.