Per anni il modello è stato semplice: servizi gratuiti finanziati dalla pubblicità. Ora Meta sembra pronta a compiere un passo ulteriore, affiancando alle versioni gratuite di Facebook, Instagram e WhatsApp nuovi abbonamenti premium. L'accesso base non scomparirà, ma accanto all'esperienza standard potrebbero comparire pacchetti a pagamento con funzionalità avanzate.
La svolta non nasce solo da esigenze commerciali: i costi delle infrastrutture e dei servizi basati sull'intelligenza artificiale sono in crescita e la dipendenza totale dalla pubblicità espone l'azienda a vincoli normativi sempre più stringenti, soprattutto in Europa.. Funzioni extra. Le anticipazioni parlano di strumenti mirati soprattutto a produttività, controllo delle interazioni e creatività. Su Instagram, per esempio, si sperimentano opzioni come la visualizzazione anonima delle Storie, l'accesso a informazioni sui follower non ricambiati e la gestione di liste di pubblico più ampie.
Per Facebook e WhatsApp i dettagli sono meno definitivi, ma l'orientamento sembra puntare su una maggiore personalizzazione dell'esperienza. Non si tratta di una semplice estensione di Meta Verified, il servizio lanciato nel 2023 per creator e profili business con badge di verifica e supporto dedicato. I nuovi abbonamenti avrebbero un pubblico più vasto.. UE contro Meta: la fine dei dati gratis? La questione economica si intreccia con quella normativa. In Europa, il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) e il Digital Markets Act (DMA) impongono alle grandi piattaforme di offrire alternative reali alla profilazione pubblicitaria.
Nel 2023 Meta aveva introdotto su Facebook e Instagram il modello "pay or consent", permettendo di pagare per evitare annunci personalizzati; nel 2025 la Commissione europea ha però sanzionato l'azienda per non aver previsto un'opzione gratuita senza profilazione.
Nel caso di WhatsApp, dove la pubblicità dovrebbe comparire nella sezione Aggiornamenti, un eventuale abbonamento per rimuoverla risponderebbe anche a queste pressioni normative. Resta però aperto il nodo delle opzioni intermedie: secondo il DMA, gli utenti dovrebbero poter scegliere tra pubblicità profilata, pubblicità non profilata e servizio senza pubblicità a pagamento.. Social e IA: super poteri, ma solo per chi paga. C'è un altro pezzo fondamentale nel puzzle di Meta: l'intelligenza artificiale. Pagare l'abbonamento, infatti, non servirà solo a nascondere i post sponsorizzati, ma diventerà il biglietto d'ingresso per funzioni extra davvero potenti. Dopo aver acquisito nel 2025 la startup Manus, specializzata in "agenti" capaci di gestire compiti difficili in totale autonomia, Meta potrebbe riservare questi super poteri proprio a chi paga. Anche la creatività seguirà questo modello: strumenti come Vibes, che crea e remixa video in un attimo grazie all'IA, avranno una versione base gratuita e una "full optional" solo per gli abbonati. In breve, sottoscrivere un piano premium servirà a sbloccare algoritmi molto più evoluti e sofisticati. Anche se prezzi e date d'uscita sono ancora avvolti nel mistero, la direzione è ormai tracciata: i social diventeranno come Netflix o Spotify, con una convivenza stabile tra chi sceglie la pubblicità e chi preferisce i servizi esclusivi..