Sinner sfoglia la margherita: Madrid sì o Madrid no? Il precedente del 2024 e un record nel mirino
- Postato il 16 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Esserci o non esserci, questo è il problema. Un po’ rivisitato alla maniera di Shakespeare, ma la sostanza poco cambia: per Sinner, esserci o non esserci a Madrid potrebbe cambiare radicalmente la sostanza. Perché il numero 1 al mondo sa che qualora si presentasse al via del Mutua Madrid Open avrebbe la possibilità di guadagnare altro margine su Alcaraz, e sarebbe peraltro l’ultima opportunità, perché poi da Roma anche Jannik tornerebbe a difendere i punti conquistati nella passata stagione. Ma giocare a Madrid potrebbe in qualche modo finire per sovraccaricare il fisico dell’altoatesino, che vedendo quel che è capitato ad Alcaraz a Barcellona magari potrebbe anche decidere di andarci cauto.
- Programmazione decisiva: Madrid è troppo vicino a Roma?
- Il passato di Sinner e la suggestione dei 5 Masters 1000 di fila
- La scelta di Alcaraz potrebbe condizionare quella di Jannik
Programmazione decisiva: Madrid è troppo vicino a Roma?
In Spagna non s’è fatta attendere l’esplosione della polemica legata alla decisione (azzardata) di Carlitos di giocare nel capoluogo catalano. Il polso destro gli ha presentato il conto, mettendo a repentaglio anche il prossimo appuntamento madrileno, e chissà se questo potrebbe avere ripercussioni anche in vista di Roma e Parigi.
Per questo Sinner, dal suo buen retiro di Montecarlo, avrà certamente preso appunti: lui dal torneo “di casa” è uscito in gran spolvero, sebbene qualche piccolo acciacco in corso d’opera l’ha dovuto gestire (soprattutto nell’ottavo di finale con Machac, dove ha ceduto l’unico set degli ultimi quattro tornei del Masters 1000 disputati). In quel caso, Sinner ha accusato un po’ di fatica dovuta probabilmente anche al caldo, con giramenti di testa e un malessere risolto con una benefica pastiglia. Un problema superato al momento, ma un indicatore di ciò che potrebbe trovare a Madrid, sebbene in condizioni totalmente diverse (la capitale iberica è a quasi 700 metri sul livello del mare).
A preoccupare però è il carico di partite da giocare in un lasso di tempo ravvicinato: a Madrid il torneo si chiuderebbe domenica 3 maggio, e Roma partirebbe a stretto giro di posta, con i big attesi in campo a partire da mercoledì 6.
Il passato di Sinner e la suggestione dei 5 Masters 1000 di fila
Solo nel 2022 Sinner scelse di disputare tutti e 4 i principali tornei sul rosso, ma all’epoca non si spinse oltre i quarti a Montecarlo e Roma, quindi disputando comunque un numero di partite limitato (15 nell’arco di quasi due mesi). In realtà ne gioco addirittura 6 l’anno precedente, nel 2021, ma per complessive 16 partite (ci mise dentro anche Barcellona, dove arrivò in semifinale, e Lione, ma senza mai andare oltre gli ottavi).
Nel 2024 invece saltò Roma per via del problema all’anca rimediato a Madrid, e proprio quel precedente potrebbe indurlo a mollare l’ipotesi di giocare al Mutua Open. L’unica reale motivazione che potrebbe spingerlo ad accettare di varare un vero e proprio tour de force è quella di riuscire a stabilire un record mai visto prima a livello Masters 1000: il numero uno del mondo è diventato infatti il terzo giocatore dal 1990 a oggi (da quando cioè sono stati istituiti i tornei del circuito 1000) ad aver conquistato 4 tornei consecutivi, pensando alle vittorie ottenute a Parigi-Nanterre a novembre, a Indian Wells e Miami a marzo e appunto a Montecarlo la settimana scorsa.
Neppure Djokovic e Nadal sono riusciti a infilare la cinquina magica: entrambi si sono “fermati” a quattro Masters 1000 di fila (il serbo addirittura in tre occasioni), quindi a Madrid l’opportunità per Sinner sarebbe quella di entrare una volta di più nella storia. Si, ma a che prezzo?
La scelta di Alcaraz potrebbe condizionare quella di Jannik
La stagione dell’altoatesino sin qui è stata positiva se si pensa al cambio di ritmo ammirato da marzo in poi: 26 le partite disputate (una ogni 4 giorni in media, anche se chiaramente non è così perché durante i tornei si gioca quasi tutti i giorni), con 24 vittorie (con striscia aperta di 17 da Indian Wells in poi) e due ko, quello con Djokovic a Melbourne e quello con Mensik a Doha.
Tra un torneo e l’altro c’è sempre stata almeno una settimana di stacco, quindi qualora Sinner decidesse di giocare a Madrid si ritroverebbe ad affrontare per la prima volta un torneo a distanza di soli 3 giorni dalla finale del precedente (sempre se in finale dovesse andarci…), quindi avendo pochissimo tempo a disposizione per programmare bene quello successivo.
Proprio per tale ragione in Spagna hanno criticato la scelta di Alcaraz di giocare a Barcellona, cosa che l’avrebbe esposto a un tour de force madornale (da Montecarlo a Roma senza un attimo di tregua, visto che lui a Madrid è iscritto di diritto, essendo un Masters 1000). Ora Carlitos sta meditando di saltare il torneo della capitale per concentrarsi subito sulla trasferta romana, e Sinner potrebbe decidere di non ingolfare troppo il proprio calendario, facendo altrettanto. Madrid resterebbe schiacciato nella selvaggia programmazione della stagione europea sulla terra: chiedere lumi a Shakespeare per trovare la risposta giusta.