Schlein umiliata da FdI: "Allora lo vuoi?", Elly in confusione totale
- Postato il 19 aprile 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Schlein umiliata da FdI: "Allora lo vuoi?", Elly in confusione totale
Prendere a modello gli altri è sempre pericoloso. Perché non sempre quel che luccica è oro, per dirla con la saggezza popolare. Ieri è toccato ad Elly Schlein imparare la lezione. La segretaria del Pd, intervenendo al Global progressive mobilisation organizzato da Pedro Sanchez a Barcellona, in uno slancio di entusiasmo per il Paese governato da un premier socialista, ha invitato il governo italiano a fare come quello spagnolo sull’energia.
Il prezzo dell’energia in Italia, ha spiegato Schlein, «è di 180 euro megawattora e di 18 in Spagna, cioè costa 10 volte di più». E questo, ha continuato, nonostante «la Spagna 6-7 anni fa fosse in una situazione simile alla nostra». Solo che Sanchez ha «fatto molto velocemente una politica industriale di sviluppo delle rinnovabili che ha portato risultati incredibili molto in fretta ed è riuscita molto velocemente a ridurre in modo drastico il prezzo delle bollette. Cosa che si bisognerebbe fare con urgenza in Italia», ha aggiunto. Grazie a queste politiche, infatti, Madrid «è stata in grado di reggere molto meglio all'urto dell’oscillazione dei prezzi dell’energia in queste settimane di guerra illegale voluta da Trump e Netanyahu».
Mancavano però due dettagli che gli ha ricordato Nicola Procaccini, europarlamentare di FdI: «Elly Schlein continua a descrivere la Spagna in materia di energie rinnovabili con una visione distante dalla realtà.
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Dimentica sistematicamente il ruolo delle centrali nucleari nel mix energetico spagnolo e, allo stesso tempo, evita di affrontare un dato rilevante: il governo di Pedro Sanchez sta aumentando in modo significativo gli acquisti di gas russo». E non di poco. La Spagna, ha continuato l’eurodeputato, «è oggi il primo paese d’Europa per importazioni di energia fossile dalla Russia, con un incremento del 124% rispetto al mese precedente».
Ed è proprio così. L’energia nucleare in Spagna copre circa il 19-20% della produzione elettrica totale. Ha 7 reattori operativi in 5 centrali attive. Quanto al gas, nel 2026 la Spagna è stata il maggior acquirente europeo di gas naturale liquefatto da Mosca. Solo nel marzo scorso ne ha acquistato circa 355 milioni di euro. Il gas russo rappresenta circa il 26,1% del totale delle importazioni spagnole di gas liquido. Certo, la Spagna non è l’unica. Anche Francia, Belgio e Paesi Bassi comprano gas russo. Ma certo il Paese di Sanchez è quello che ne importa di più. Al contrario dell’Italia che, invece, dopo l’invasione della Russia in Ucraina, ha ridotto drasticamente gli acquisti di gas da Mosca che ora rappresenta solo l’1,3% - 4% del fabbisogno nazionale.
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Per il resto Schlein, nel suo intervento, si è detto sicura che si può battere la destra, ma, ha aggiunto, «senza rincorrerla sui suoi temi e costringendola a parlare delle questioni su cui è in difficoltà», «costruendo una nostra agenda», che insista su «giustizia sociale, giustizia climatica, democrazia e pace». E ha invitato gli altri leader progressisti a «dimostrare che abbiamo un programma comune e che un altro mondo è possibile». Perché «quello che vuole la gente è pace e sentirsi protetta». Dunque, i pilastri di un programma progressista sono due, per Schlein: «Pace e cooperazione».
Nel frattempo, in Italia, il M5S ha dato il via al suo percorso per costruire il programma (da negoziare poi con gli alleati della coalizione): «Non c’è un minuto da perdere e quindi oggi iniziamo a scrivere il programma», ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte, a margine dell’iniziativa. Ieri ha incontrato cinquecento rappresentanti dei 5Stelle che poi, sui territori, dovranno organizzare gli eventi locali dove raccoglieranno le proposte dei cittadini. Il traguardo è maggio. Il vero obiettivo, però, è un altro: allargare i confini del Movimento, agganciare nuove realtà, magari provenienti anche da altri partiti. Come ha detto esplicitamente Conte, in questi eventi che a breve partiranno in tutta Italia «non ci saranno soltanto gli iscritti del Movimento ma tutti i cittadini, la società civile», persone provenienti «anche da altre forze politiche, dovremo coinvolgere tutti». Un modello che ricorda i comitati dell’Ulivo, dove appunto si mescolarono militanti di vari partiti del centrosinistra.
Lo scopo è ambizioso: pescare oltre i confini del Movimento. Un’operazione che, se riesce, potrebbe tornare utile nelle primarie di coalizione, se mai ci saranno. O anche nella nascita di un partito di Conte, se Beppe Grillo riuscisse a riappropriarsi del simbolo.
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