Rende, Maurizio Merluzzo in scena al TAU: «Il pubblico calabrese è caloroso e accogliente»
- Postato il 25 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Rende, Maurizio Merluzzo in scena al TAU: «Il pubblico calabrese è caloroso e accogliente»

Maurizio Merluzzo in scena al Teatro Auditorium dell’Università della Calabria con “E se facessi un tour!?”: «Il pubblico calabrese è caloroso e accogliente». Tutti i dettagli nell’intervista.
RENDE (COSENZA) – Doppiatore, attore, influencer e performer, Maurizio Merluzzo è una delle voci più riconoscibili del panorama italiano, con 18 anni di esperienza nel mondo del doppiaggio. Dal suo esordio su YouTube nel 2013 con “Cotto & Frullato”, ha conquistato il pubblico grazie a un’energia travolgente e un carisma fuori dal comune. Nel corso della sua carriera ha dato voce a personaggi memorabili in produzioni di grande successo come “Elvis”, “Shazam!”, “Vikings”, “La fantastica signora Maisel”, “Catfish” e “Fratelli in Affari”, oltre a lasciare il segno nell’animazione con titoli cult come “Dragon Ball Super”, “Naruto” e “One Punch Man”. La sua voce risuona anche nei videogiochi più amati, tra cui “Overwatch”, “League of Legends”, “Assassin’s Creed” e “Call of Duty”.
Tra i protagonisti del Rende Teatro Festival, diretto da Alfredo De Luca, Maurizio Merluzzo ha portato in scena al TAU (Teatro Auditorium Unical) di Rende lo spettacolo “E se facessi un tour!?”. Uno show dinamico e coinvolgente che ha registrato numerosi sold out in tutta Italia e unisce aneddoti, sketch ironici, riflessioni. Il risultato è un’esperienza capace di unire doppiaggio, comicità e motivazione. Durante la nostra intervista, emerge con forza una dimensione intima e potente: il contatto diretto con gli spettatori. Per Merluzzo, oggi più che mai, il confronto con il pubblico rappresenta una delle più grandi soddisfazioni artistiche, un ritorno alle origini del fare spettacolo. Ed è proprio nell’improvvisazione che lo show trova la sua anima più autentica: ogni replica diventa irripetibile, plasmata dalle reazioni della sala, dalle risate, dalle battute inaspettate, dalle energie che circolano tra palco e platea. Una connessione reale, senza filtri, che rende ogni performance diversa, sorprendente, viva e profondamente umana.
Maurizio Merluzzo, il suo spettacolo “E se facessi un tour!?” ha registrato sold out in numerose città italiane. Cosa significa per lei?
«Il mio è un ritorno alle origini. Molti mi dicono: “Adesso vai anche a teatro”. In realtà, io ho iniziato proprio lì, quando avevo circa 18 anni. Non essendo sui social, però, quel periodo non è “documentato”. Per me è un ritorno a dove tutto è cominciato. E poi è una grandissima soddisfazione, perché non è detto che chi ti segue online venga poi a vederti dal vivo. Trovare così tante persone in sala mi ha dato una motivazione enorme per continuare e migliorare».

Nel suo spettacolo interagisce molto con il pubblico. Quanto è importante per lei questo aspetto?
«Importantissimo. Mi piace improvvisare, giocare con le persone, parlare con loro. C’è una regola semplice: quando le luci sono spente parlo io, quando sono accese si interagisce».
Il suo monologo, accompagnato dalle immagini da bambino, è molto intenso. C’è qualcosa che vorrebbe dire al piccolo Maurizio?
«Gli direi tantissime cose. Gli direi di fare tutto, di vivere tutto. E soprattutto… non cambierei nulla del suo percorso. Perché ogni scelta, ogni errore, ogni passaggio è servito a costruire chi sono oggi».
Il tour è ormai terminato. Maurizio Merluzzo quando ritornerà sul palco?
«Credo che questo spettacolo abbia ormai raccontato tutto ciò che doveva raccontare: tra le 20 date dello scorso anno e le 20 di quest’anno, ha compiuto il suo percorso. Per ora porterò la mia energia dal vivo sul ring, nel wrestling. Poi chissà, magari nascerà un nuovo spettacolo. Ma questo ha già vissuto pienamente la sua storia, e va bene così».
C’è qualcosa di lei che il pubblico non conosce ancora?
«Sai, tra video, social, interviste e spettacolo, credo che si sappia già molto di me».

C’è qualche aspetto della sua vita da doppiatore che vorrebbe far conoscere meglio ai suoi fan?
«Le persone vedono il risultato finale, ma non conoscono le dinamiche del doppiaggio, quindi spesso si esprimono senza sapere come funziona davvero. Negli ultimi anni, ho doppiato meno: la mia vita oggi è divisa tra tanti progetti diversi».
Tra i personaggi iconici a cui ha dato voce, ce n’è uno che le è rimasto nel cuore o che porta sempre con sé?
«Ce ne sono tantissimi. Alcuni li porto addosso, li ho praticamente tatuati sulla gamba. Ma più che un singolo personaggio, è proprio il rapporto con loro che resta: quando li doppi, gli lasci qualcosa… e loro, inevitabilmente, lasciano qualcosa a te. È uno scambio continuo che ti rimane dentro, sempre».
Maurizio Merluzzo che tipo di preparazione occorre per entrare nella psicologia di un personaggio?
«Nel doppiaggio, spesso non sappiamo cosa andremo a doppiare. È parte del mestiere entrare e uscire continuamente dai personaggi. Possiamo doppiare più ruoli nello stesso giorno. Quindi, non c’è una vera e propria preparazione».
Prima di salire sul palco, come trova la concentrazione?
«Gioco con il telefono. Per me è un modo per annullare completamente la mente. La metto in pausa. Poi, quando entro in scena, lascio che tutto vada come deve andare. Anche perché una parte importante dello spettacolo è interattiva e un terzo è improvvisato: puoi prepararti fino a un certo punto, ma poi devi essere pronto a reagire, a vivere il momento».
Maurizio Merluzzo, che rapporto ha con il pubblico calabrese?
«Bellissimo. È un pubblico caloroso, accogliente. Una cosa che apprezzo molto è quando la gente mi porta il cibo locale al termine dello spettacolo: è un gesto che amo e sprono a fare».
Un messaggio per i giovani e per il pubblico in generale?
«Non abbiate fretta. E soprattutto: non fischiate a teatro. Il teatro è rispetto, ascolto e condivisione. È uno spazio vivo, dove l’energia si costruisce insieme».
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Rende, Maurizio Merluzzo in scena al TAU: «Il pubblico calabrese è caloroso e accogliente»