Piogge in aumento in Italia nel 2025, ma non in Calabria
- Postato il 10 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Piogge in aumento in Italia nel 2025, ma non in Calabria

Il rapporto nazionale Anbi parla di un aumento delle piogge sull’intera penisola. Ma la Calabria è sotto la media. Situazione grave a Reggio, in Sila e nel Pollino
IN ITALIA nel 2025 ha piovuto di più. Lo dice l’Osservatorio sulle risorse idriche dell’Anbi, l’Associazione nazionale Consorzi Gestione e Tutela del territorio e Acque irrigue, citando – per il periodo dicembre 2024 -novembre 2025 i dati Copernicus: +6,4% nelle precipitazioni sulla penisola. Tuttavie, avverte però l’Anbi, queste piogge sono state diffuse a macchia di leopardo.
PIOGGE IN AUMENTO IN ITALIA MA NON IN CALABRIA
Nel 2025 abbiamo avuto più precipitazioni rispetto al 2024, ma forte siccità in ampie zone del Paese, a conferma del fatto che gli eventi atmosferici sono ormai fortemente localizzati. In Calabria com’è andata? Abbastanza male. Non è ancora disponibile il dato complessivo del 2025, tuttavia il combinato disposto tra il report del primo semestre (elaborato da Arpacal) e alcuni dati a campione da alcune stazioni meteorologiche confermano il 2025 come anno siccitoso per la regione. Nel primo semestre del 2025 le temperature medie mensili sono sempre state superiori ai valori normali. Le precipitazioni, fatta eccezione per gennaio e maggio, sono sempre state al di sotto della media storica. E non sembra che le cose siano migliorate dopo.
I DATI IN CALABRIA NEL 2025
La stazione di Cosenza, ad esempio, ha registrato nel 2025 739 mm di pioggia complessivi. Nel 2024 però erano caduti 901 mm di pioggia e l’anno prima ancora 1.043. Reggio soffre una gravissima siccità: lo scorso anno non si è andati oltre i 444 mm, sempre al di sotto del dato 2024 (525 mm). Vogliamo spostarci in Sila e avvicinarci alle aree delle sorgenti? La stazione del lago Cecita nel 2025 ha registrato solo 645 mm di pioggia, a fronte degli 813 dell’anno precedente. Serra San Bruno si conferma una delle località più piovose della regione con 1.462 mm di pioggia nel 2025. Ma è comunque un dato in calo rispetto al 2024, quando furono 1.553. Con la stazione di San Sosti ci avviciniamo all’Abatemarco. Per il 2024 non è disponibile dicembre, quindi fermeremo il raffronto a novembre: resta il trend negativo con 1.092 mm del 2025 contro i 1.142 dell’anno precedente.
PIOGGE E INDICI DI SICCITÀ
Per farsi un’idea rapida e d’insieme, poi, è possibile consultare il sito del Cesmma (Centro Studi per il Monitoraggio e la Modellazione Ambientale) dell’Università della Calabria che, insieme alle previsioni, rende disponibili gli indici di siccità. Selezionando la variabile che tiene conto delle precipitazioni e dell’evaporazione al suolo (quindi delle temperature), quello che appare è l’immagine di una Calabria a secco. Nel 2025 è andata meglio solo in pochissime aree – golfo di Squillace, costa della Sibaritide, basso Tirreno cosentino – in cui però, come ci spiega il professor Alfonso Senatore del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Unical, piove tradizionalmente di meno, per cui il raffronto con la pioggia attesa è stato più clemente. Particolarmente grave, invece, la siccità nel reggino e sui rilievi della Sila e del Pollino.
PERCHÉ LA NEVE È UN TESORO
A fronte di questo quadro, quindi, il maltempo che in questi giorni sta spazzando aree della regione dovrebbe far ben sperare rispetto alla possibilità di far scorte per l’anno appena iniziato. Alla neve, caduta nelle scorse ore e attesa anche per le prossime, si guarda con speranza. Sono caduti finora oltre 10 cm di neve in Sila (Monte Scuro), mentre per oggi, con l’ingresso di aria più fredda, sono previste nevicate sulle aree montane, con accumuli moderati a partire dagli 800–1000 metri di quota. Sui rilievi della Calabria meridionale – si legge sul sito di Arpacal – la quota neve potrà risultare leggermente più elevata.
NEVE E E CARENZA IDRICA
«Nell’Italia Meridionale ancora alle prese con la carenza idrica, la neve ha la valenza di un vero e proprio tesoro, soprattutto qualora il manto nevoso si consolidasse, andando a costituire una riserva idrica, utile a rimpinguare i bacini artificiali, quando le piogge riprenderanno a scarseggiare» spiega Massimo Gargano, direttore generale di Anbi. Lo scorso anno proprio le scarse nevicate hanno aggravato la cronica crisi idrica della regione.
IL CRATI A SECCO LO SCORSO ANNO
Un dato per capire le proporzioni del problema ce lo fornisce lo Snow Water Equivalent (Swe), elaborato dalla Cima Foundation. Si tratta di una misura che rappresenta la quantità di acqua che si potrebbe ottenere dalla neve se venisse completamente sciolta. Il monitoraggio dello Swe permette di prevedere il contributo della neve alle portate primaverili dei corsi d’acqua, di stimare le riserve idriche disponibili nei mesi più caldi e di prevenire potenziali fenomeni di piena nei fiumi. La fondazione Cima, per fotografarne il trend, raffronta poi lo Swe con la sua media a partire dal 2011. Lo scorso anno questo indicatore ha fatto registrare solo dati negativi, con cali evidenti soprattutto al Sud: dopo il Simeto in Sicilia (-77%), la “performance” peggiore è quella del fiume Crati, in Calabria, con il -67%.
CALABRIA, IN ASSENZA DI PIOGGE LA NEVE È SALVIFICA
Ecco perché le nevicate di questi giorni possono essere preziose. Tuttavia le previsioni per i giorni a venire non garantiscono che le ‘scorte’ terranno. Per l’inizio della prossima settimana è atteso tempo stabile su tutta la regione, accompagnato da un graduale rialzo delle temperature che scioglieranno il manto bianco. «Si conferma la necessità di avviare il Piano Nazionale Invasi Multifunzionali per trattenere le acque di pioggia e poi trasportarle là dove necessita; come da noi ripetutamente segnalato non è la risorsa a mancare, ma una sua lungimirante gestione» commenta Francesco Vincenzi, presidente Anbi.
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