Piano Mattei. Tutto pronto per il test strategico con il vertice Italia-Africa
- Postato il 12 febbraio 2026
- Esteri
- Di Formiche
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Il secondo Vertice Italia-Africa, in programma, domani, venerdì 13 febbraio ad Addis Abeba, segna un passaggio politico rilevante per la strategia italiana nel continente. Per la prima volta l’appuntamento si svolge in Africa e in concomitanza con il Vertice dell’Unione Africana, alla vigilia della 39ª Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’UA. Non è solo una scelta logistica: è un messaggio politico.
Secondo fonti italiane, la decisione, fortemente voluta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di tenere il Summit nella capitale etiope – sede dell’Unione Africana – mira a consolidare l’ambizione di Roma di proporsi come ponte privilegiato tra Europa e Africa, superando approcci percepiti come paternalistici e puntando su un modello di cooperazione “da pari a pari”. Lo slogan scelto, “A bridge for a common growth”, sintetizza questa impostazione.
Dal lancio alla verifica politica
Il Vertice rappresenta un momento di verifica del Piano Mattei, a due anni dalla sua formalizzazione. L’obiettivo, spiegano fonti italiane, è fare il punto sui risultati conseguiti, raccogliere il riscontro dei partner africani e individuare insieme le priorità operative e le modalità di lavoro per le fasi successive, confermando la natura del Piano Mattei come piattaforma aperta e in continua evoluzione.
Il Piano coinvolge oggi 14 Paesi africani e comprende circa cento progetti nei settori energia e transizione climatica, agricoltura e sicurezza alimentare, infrastrutture fisiche e digitali, sanità, acqua, formazione, capitale umano, intelligenza artificiale e spazio. La dimensione settoriale riflette un’impostazione ampia: non solo energia o migrazioni, ma una piattaforma multilivello che tenta di integrare sviluppo economico, innovazione tecnologica e stabilizzazione politica.
L’architettura finanziaria come elemento chiave
Uno dei punti più enfatizzati dalle fonti italiane riguarda la costruzione di un’architettura finanziaria dedicata, come ricordato già da Daniele Fattibene (Iai). Negli ultimi due anni sono state rafforzate le sinergie con la Banca Africana di Sviluppo e la Banca Mondiale, oltre che con istituzioni come la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) e la Banca europea per gli investimenti (Bei). Dal lato italiano, sono stati mobilitati oltre un miliardo di euro tra finanziamenti, strumenti concessionali e garanzie.
Questo elemento è politicamente rilevante: il Piano Mattei viene presentato come piattaforma operativa con strumenti finanziari già attivati. La credibilità dell’iniziativa, anche in chiave europea, si gioca su questo terreno.
Il Vertice si inserisce nel quadro più ampio del dialogo tra Africa ed Europa e conferma l’impegno dell’Italia a costruire, insieme ai partner africani, partenariati concreti e orientati ai risultati, fondati su interessi comuni, responsabilità condivise e piena coerenza con le priorità espresse dalle Nazioniafricane e con l’Agenda 2063 dell’Unione Africana, in sinergia con le iniziative europee e multilaterali.
Nei fatti, oggi il Piano Mattei non è più un’iniziativa solo italiana, ma è riconosciuta come una strategia di respiro europeo e internazionale, che può contare su sinergie strutturate a vario livello, con l’Unione Europea attraverso il Global Gateway, il G7, l’Unione Africana, le istituzioni internazionali e molteplici partner a livello bilaterale.
Dimensione multilaterale e segnale politico
Al Vertice parteciperanno il presidente della Commissione dell’Unione Africana, Mohammed Ali Youssouf, il presidente dell’Unione Africana e presidente della Repubblica dell’Angola, João Lourenço, il primo ministro della Repubblica Federale Democratica di Etiopia, Abiy Ahmed Ali e numerosi Capi di Stato e di Governo delle Nazioni dell’intero Continente africano.
Saranno inoltre presenti, in rappresentanza delle organizzazioni internazionali e delle istituzioni finanziarie internazionali con le quali l’Italia ha rafforzato collaborazioni e sinergie strategiche: il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, il presidente della Banca Africana di Sviluppo, Sidi Ould Tah, e la direttrice esecutiva della Banca Mondiale, Anna Bjerde.
A conferma del pieno coinvolgimento nel Piano Mattei del Sistema Italia, parteciperanno al vertice anche rappresentanti delle istituzioni finanziarie italiane, di alcune delle principali realtà del mondo imprenditoriale italiano e delle organizzazioni della società civile coinvolte nelle iniziative.
La composizione dei partecipanti riflette la dimensione politica, continentale e multilaterale del Vertice, nonché il ruolo centrale attribuito al coordinamento tra governi, istituzioni africane, organizzazioni internazionali e istituzioni finanziarie.
Meloni all’Assemblea UA: il passaggio simbolico
Il giorno dopo del vertice, sempre ad Addis Abeba, la presidente del Consiglio parteciperà come ospite d’onore alla sessione plenaria di apertura della 39ª Assemblea dell’Unione Africana. Secondo fonti italiane, l’invito rappresenta un segnale di fiducia e di riconoscimento del percorso di cooperazione consolidato negli ultimi anni.
Nel suo intervento, Meloni ribadirà l’ambizione italiana di fungere da ponte tra Europa e Africa, il sostegno all’Agenda 2063 dell’UA e l’impegno a costruire un partenariato basato su corresponsabilità e strumenti finanziari innovativi.
La scelta di affiancare il Vertice bilaterale alla partecipazione alla plenaria UA rafforza il messaggio: il Piano Mattei non è concepito come canale parallelo rispetto alle priorità africane, ma come iniziativa che si inserisce nel quadro strategico definito dall’Unione Africana.
La dimensione operativa: dai corridoi energetici all’AI
La portata del Piano si misura anche nella concretezza dei progetti avviati. Dall’interconnessione elettrica Elmed tra Italia e Tunisia al sostegno al Corridoio di Lobito in Angola, fino agli investimenti in energie rinnovabili in Egitto (impianto Abydos II) e ai programmi di elettrificazione rurale in Mauritania e Mozambico, il focus è su infrastrutture energetiche e logistiche con impatto regionale.
Accanto a queste direttrici, emergono iniziative su filiere agroalimentari, sovranità alimentare e formazione tecnico-professionale, oltre al lancio di un AI Hub for Sustainable Development e di programmi per la trasformazione digitale in diversi Paesi partner. L’impostazione è quella di una piattaforma che combina infrastrutture fisiche, capitale umano e innovazione tecnologica.
Il vero banco di prova
Al di là della dimensione simbolica, il Vertice di Addis rappresenta un banco di prova politico. Dopo la fase di lancio e di strutturazione, il Piano Mattei entra in una fase in cui la misurazione dei risultati, la sostenibilità finanziaria e la coerenza con le priorità africane saranno determinanti.
Per l’Italia, la posta in gioco è duplice: consolidare una presenza strategica in un continente centrale nei nuovi equilibri geopolitici e rafforzare il proprio ruolo europeo come interlocutore credibile nel dialogo con l’Africa.
Addis Abeba non è soltanto la sede dell’Unione Africana. In questa fase, diventa anche il luogo in cui Roma prova a trasformare una narrazione politica in una strategia strutturata di lungo periodo.