Perché alcuni hanno difficoltà in matematica?

  • Postato il 10 febbraio 2026
  • Di Focus.it
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I bambini che hanno difficoltà con la matematica potrebbero averle anche perché il loro cervello lavora diversamente da quello di chi non ha lo stesso tipo di problemi. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience, il cervello di chi fatica in matematica potrebbe stentare non solo nel processare i numeri, ma anche ad aggiornare e riadattare i propri processi di pensiero quando si compiono ragionamenti numerici e quando ci si deve riprendere da un precedente errore.. Nel corso dello studio, quando bambini con difficoltà in matematica hanno dovuto riferire quale, tra due quantità di puntini o tra due numeri arabi, fosse maggiore, hanno ottenuto punteggi simili ai loro coetanei; tuttavia, sono risultati meno in grado di risolvere i problemi alla velocità corretta, e anche meno capaci di rallentare e cambiare modo di ragionare dopo aver compiuto errori, specialmente quando dovevano lavorare con simboli numerici. Le scansioni cerebrali hanno registrato livelli più bassi di attività cerebrale nei centri coinvolti con le funzioni esecutive, che permettono di dirigere correttamente l'attenzione e di controllare eventuali errori.. Qual è più grande?. Gli scienziati dell'Università di Stanford hanno coinvolto 87 bambini di 7-9 anni di età, 34 dei quali con difficoltà di apprendimento in matematica, cioè con performance collocabili nel quarto inferiore dei punteggi in un test standard di fluidità matematica. Il criterio scelto per definire chi faticasse con la matematica è stato - volutamente - lasciato molto ampio, per includere sia i bambini con discalculia diagnosticata (la difficoltà di capire, imparare e lavorare con i numeri), sia bambini con difficoltà più blande, sufficienti però a creare problemi di autostima.. Mentre i piccoli volontari venivano sottoposti a una risonanza magnetica del cervello, sono stati chiamati ad analizzare immagini con diverse coppie di quantità numeriche e a premere un pulsante per indicare quale dei due elementi della coppia fosse maggiore. Le quantità erano espresse con puntini o in numeri, e le comparazioni presentavano gradi diversi di difficoltà. Il compito di confronto, che può sembrare molto semplice, è stato scelto perché il team era interessato a valutare le differenze nel modo in cui il cervello dei bambini lavorava con i numeri, indipendentemente dalle prestazioni raggiunte in matematica.. Un diverso modo di lavorare. Anche se, come previsto, le performance nel test di bambini con o senza difficoltà in matematica sono risultate simili, le scansioni cerebrali hanno dato risultati diversi. Gli scienziati hanno sviluppato un modello computazionale per capire come i partecipanti si muovevano all'interno del compito prescritto - con quanta cautela prendevano le decisioni, quanto rapidamente si accorgevano di aver sbagliato e quanto erano capaci di rallentare, prendere tempo e cambiare strategia.. Mentre i bambini con abilità in matematica rallentavano in previsione dei compiti più difficili, quelli con difficoltà non sono apparsi propensi a modificare il modo in cui affrontavano le domande più ardue, né a cambiare il loro operato in caso di errori. Le difficoltà maggiori sono emerse nei compiti con simboli numerici, durante i quali, il loro cervello ha mostrato una minore attività neurale nel giro frontale medio, una parte del lobo frontale cruciale per dirigere e mantenere l'attenzione, e anche nella corteccia cingolata anteriore, che aiuta a rilevare gli errori, prendere decisioni e controllare gli impulsi.. L'idea è che i bambini con difficoltà in matematica utilizzino meno queste risorse cognitive per assolvere ai compiti assegnati. Alla base delle carenze in matematica potrebbe dunque esserci un diverso funzionamento dei processi di problem solving nel cervello..
Autore
Focus.it

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