Offensiva bipartisan per limitare i poteri di grazia di Trump
- Postato il 17 febbraio 2026
- Estero
- Di Agi.it
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Offensiva bipartisan per limitare i poteri di grazia di Trump
AGI - La decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di concedere la grazia ad amici e donatori della sua campagna elettorale, incluse persone condannate per traffico di stupefacenti, frodi ed evasione fiscale, e gli insurrezionisti del 6 gennaio 2021, sta creando sempre più imbarazzi e malumore tra i repubblicani. Alcuni membri conservatori della Camera stanno pensando di unirsi ai democratici per portare avanti un emendamento costituzionale che, se approvato, limiterebbe i poteri di grazia del presidente.
Il deputato progressista del Maryland, Johnny Olszewski, ha annunciato che il deputato del Nebraska, il repubblicano Don Bacon, è diventato firmatario del cosiddetto Pardon Integrity Act. L'emendamento prevede che venti membri della Camera e cinque senatori possano forzare un voto per annullare una grazia concessa dal presidente. In quel caso servirebbero due terzi di entrambe le camere per cancellare il provvedimento.
Il dibattito bipartisan e lo strappo repubblicano
Il fatto insolito che un testo che limita i poteri presidenziali, e quindi di questa amministrazione, sia stato promosso in modo bipartisan segna un nuovo strappo dei repubblicani verso Trump, dopo quello che ha cancellato, con un voto alla Camera la settimana scorsa, i dazi imposti al Canada. Tra i conservatori c'è il timore che il presidente possa dare il via a una nuova infornata di grazie controverse, tra cui quella a Ghislaine Maxwell, la complice del pedofilo Jeffrey Epstein condannata a vent'anni di carcere per il suo ruolo nel creare la rete di minorenni e aver partecipato agli abusi sessuali.
Il caso Ghislaine Maxwell e lo scambio proposto
Trump, il cui nome è citato più di un milione di volte nei file, non ha mai escluso la possibilità di graziarla, mentre Maxwell, attraverso il suo legale, ha proposto pubblicamente alla Casa Bianca uno scambio: lei è pronta a testimoniare al Congresso che Trump non ha commesso reati legati a Epstein, ma solo se il presidente le concederà la grazia, facendola uscire dal carcere. "Le grazie presidenziali sono un'importante prerogativa costituzionale, ma come tutti i poteri detenuti dal ramo esecutivo, queste prerogative traggono beneficio dagli appropriati meccanismi di controllo ed equilibrio previsti dalla Costituzione", ha dichiarato Bacon.
Precedenti storici di grazie controverse
Gli ultimi presidenti hanno avuto in passato a che fare con grazie concesse a personaggi controversi: il democratico Bill Clinton graziò Marc Rich, incriminato nell'83 per evasione fiscale su larga scala, frode, commercio illegale con l'Iran durante l'embargo legato alla crisi degli ostaggi. L'ex moglie di Rich aveva fatto consistenti donazioni al Partito democratico e alla biblioteca presidenziale di Clinton. George W. Bush, invece, graziò Scooter Libby, capo di gabinetto del vicepresidente Dick Cheney. Nel 2007 Libby venne condannato per falsa testimonianza, ostruzione alla giustizia e spergiuro legato alla rivelazione dell'identità di una agente della Cia, Valerie Plame. Bush commutò la pena detentiva, facendo evitare il carcere a Libby, ma lasciando la condanna formale e la multa. Nel 2018 Trump gli concesse la grazia completa. Il tycoon già nel primo mandato aveva deciso una serie di controverse grazie, incluse quelle ai suoi alleati e collaboratori, Michael Flynn, Roger Stone e Paul Manafort, accusati di una serie di reati, tra cui falsa testimonianza. Joe Biden ha graziato invece il figlio Hunter Biden, condannato per porto abusivo di armi e incriminato per evasione fiscale.
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