Ninni Bruschetta, l’attore messinese che ha dato volto all’“invisibile”
- Postato il 2 febbraio 2026
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- Di Paese Italia Press
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Ninni Bruschetta affronta uno dei ruoli più delicati della sua carriera interpretando Matteo Messina Denaro nel film televisivo L’Invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro, in onda su Rai 1 il 3 e 4 febbraio 2026. Il film si inserisce nel filone delle produzioni Rai dedicate alla storia recente del Paese e sceglie di concentrarsi sugli ultimi anni di latitanza del boss, evitando qualsiasi costruzione mitizzante.
La fiction è diretta da Michele Soavi, regista noto per la sua capacità di trattare temi complessi e drammatici, con un linguaggio visivo incisivo che unisce realismo e tensione narrativa; la sua regia riesce a restituire in modo intenso e credibile l’atmosfera della latitanza e della cattura di Matteo Messina Denaro, evidenziando la freddezza e la disumanità del personaggio senza mai scivolare nella spettacolarizzazione del male.”
Attore e scrittore messinese, Bruschetta arriva a questo lavoro al termine di un percorso lungo e coerente, nato nel teatro e sviluppatosi nel tempo attraverso esperienze diverse ma legate da una stessa linea di rigore. Dagli anni Ottanta ha legato la propria attività scenica a testi di forte impegno sociale, alternando i classici alla drammaturgia contemporanea, con particolare attenzione ai temi della giustizia e ai nodi irrisolti della storia italiana. Anche gli incarichi di direzione artistica e il lavoro di regista hanno contribuito a definire uno stile essenziale, controllato, lontano dall’enfasi.
Nel cinema e nella televisione Bruschetta ha attraversato generi e linguaggi differenti, lavorando con alcuni tra i principali registi italiani e partecipando a fiction dedicate a figure centrali della storia repubblicana. Accanto a ruoli di forte intensità drammatica, ha raggiunto una vasta popolarità grazie a personaggi di segno opposto, come Duccio Patanè nella serie Boris, dimostrando una versatilità costruita su studio e continuità.

In L’Invisibile queste esperienze confluiscono in un’interpretazione controllata, priva di compiacimenti. Il Matteo Messina Denaro di Bruschetta appare freddo, lucido, immerso in una quotidianità che rende la sua figura ancora più inquietante. La violenza resta affidata al linguaggio, agli sguardi, alla sicurezza di chi si muove all’interno di una rete di silenzi e protezioni.
Ne emerge il ritratto di un potere criminale, un racconto del male invisibile.
Il racconto segue il lavoro investigativo che conduce all’arresto dopo trent’anni di latitanza, una latitanza vissuta a ridosso dei luoghi d’origine e resa possibile da complicità diffuse. La narrazione mantiene uno sguardo asciutto anche nei passaggi più attesi, compreso il momento della cattura, evitando il sensazionalismo.
Per Bruschetta, siciliano e da sempre attento al racconto del proprio territorio, l’incontro con questo personaggio ha rappresentato un confronto impegnativo. Avvicinarsi a una figura segnata da una ferocia precoce e da un distacco totale dall’altro ha significato restituirne i tratti senza commenti, lasciando che siano i fatti e i comportamenti a emergere.
Accanto a lui, un cast composto da Lino Guanciale, Leo Gassmann, Paolo Briguglia e Levante contribuisce a costruire un racconto corale, nel quale il lavoro delle forze dell’ordine viene restituito con equilibrio e senza retorica. L’Invisibile affida alla sobrietà della scrittura e alla qualità delle interpretazioni il compito di affrontare una pagina ancora aperta della storia italiana. @Riproduzione riservata
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