Nasce MyGyna, il progetto che mette al centro la salute femminile

Nasce MyGyna, il progetto che mette al centro la salute femminile

In un mondo in cui la medicina fa passi da gigante il corpo femminile resta ancora terreno di tabù. Nasce MyGyna, il nuovo progetto ideato dalla dottoressa Monica Baldessin per riportare la salute intima delle donne al centro dell’attenzione clinica e culturale. Un’iniziativa che si distingue per l’approccio multidisciplinare e per la volontà di fornire risposte concrete a disturbi spesso nascosti, minimizzati o sopportati in silenzio. A muovere il progetto è l’esperienza ultraventennale della dottoressa Baldessin, specialista in chirurgia generale con un master in ginecologia funzionale, che nel corso della sua attività negli ospedali, nei reparti di oncologia e durante le giornate di prevenzione ha raccolto le testimonianze di migliaia di pazienti in difficoltà, spinte dall’imbarazzo o dalla rassegnazione a convivere con dolore, secchezza, bruciore, cistiti ricorrenti o disagi durante i rapporti. Da qui l’esigenza di creare un percorso capace di unire scienza, ascolto e trattamenti personalizzati.

Al centro dell’attenzione c’è la Sindrome Genito-Urinaria, una condizione che riguarda oltre la metà delle donne in menopausa e che resta tuttora ampiamente sotto diagnosticata. I cambiamenti ormonali legati all’età, alla menopausa precoce o chirurgica, ai trattamenti oncologici, alla terapia per endometriosi o al periodo dell’allattamento possono provocare una riduzione degli estrogeni e, di conseguenza, un insieme di sintomi che impattano sulla qualità della vita. Dolore, secchezza vaginale, dispareunia, urgenza urinaria o infezioni ricorrenti non sono un semplice effetto collaterale dell’invecchiamento, ma disturbi che meritano cure mirate e un supporto clinico adeguato. MyGyna nasce proprio per rispondere a questa mancanza di diagnosi e informazione.

Il progetto si struttura come una rete di cura dedicata alla ginecologia funzionale, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza delle donne, promuovere la prevenzione e fornire strumenti terapeutici avanzati. Al cuore di tutto c’è il Test MyGyna: un questionario clinico semplice e immediato, pensato per individuare in modo non invasivo la presenza e la severità dei sintomi legati alla salute intima. Attraverso un sistema di valutazione validato, il test permette allo specialista di costruire un percorso terapeutico su misura, coinvolgendo quando necessario anche altre figure professionali.

Le soluzioni si basano sulle più moderne tecniche della medicina rigenerativa: laserterapia vaginale per migliorare la continenza e l’elasticità dei tessuti, trattamenti PRP con plasma ricco di piastrine, l’utilizzo del Nanofat per stimolare la rigenerazione cellulare, biostimolazioni a base di vitamine e coenzimi, acido ialuronico per idratare e ristrutturare le mucose e la carbossiterapia per potenziare la microcircolazione. «È stato sviluppato un principio scientifico basato sulla rivitalizzazione dei vasi e sulla perfusione per spiegare come la carbossiterapia migliori la lubrificazione del canale vaginale» precisa Monica Baldessin, presente anche nel board scientifico della Societa Italiana di Carbossiterapia.  «Migliorando il circolo sanguigno, si aumenta automaticamente la trasudazione (un "sudore" acquoso proteico) che lubrifica il canale». Tutte tecnologie e protocolli mirati che consentono di trattare condizioni spesso considerate inevitabili, restituendo comfort, dignità e benessere».

MyGyna però non è solo un percorso clinico: è anche un progetto culturale. Intende creare una community di pazienti, professioniste della salute e caregiver, promuovere conoscenza e abbattere muri di silenzio che ancora circondano la salute sessuale femminile. L’obiettivo finale è restituire alle donne la possibilità di vivere senza dolore e senza imbarazzo la propria intimità, in ogni fase della vita.

Con MyGyna la dottoressa Baldessin mette a frutto anni di ricerca, studio e pratica clinica in contesti internazionali, dall’esperienza a Padova sotto la guida del professor Umberto Cillo, ai laboratori di chirurgia ricostruttiva a Milano con il professor Marco Klinger, fino ai Cadaver Lab dell’Università di Bordeaux, dove ha lavorato da ricercatrice e docente. Un bagaglio professionale che oggi si traduce in un progetto pensato per rispondere a un bisogno reale e troppo spesso ignorato: riconoscere che il benessere intimo è parte integrante della salute globale della donna.

Autrice dell'articolo Orchidea Colonna 
Orchideacolonna@yahoo.com 

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Autore
Libero Quotidiano