Multe a Savona, la replica di Tpl: “Nessuna intransigenza, vogliamo solo far rispettare le regole. Valutiamo correttivi, ma occorre riabituarsi”

  • Postato il 4 marzo 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Savona. Primo: “Nessuna caccia alle streghe e nessun intento punitivo, il nostro obiettivo è solo far rispettare le regole per garantire un servizio efficiente a tutta la città”. Secondo: “Nessuno ha dato ordine di ‘fare cassa’, né noi né il Comune. Al contrario, l’amministrazione ci ha chiesto buonsenso. E i ragazzi non sono pagati a provvigione“. Terzo: “Ancora oggi, nonostante i controlli, ogni giorno più di 100 savonesi non pagano il parcheggio. Per qualche multa un po’ ‘ai limiti’ non è giusto maltrattare e insultare gli addetti“. Quarto: “Multe a chi espone male il tagliando? Presto potremo controllare se una targa è in regola direttamente dai parcometri. Mentre per chi ha il tagliando scaduto siamo disposti a valutare correttivi, come un avviso di pagamento anziché una multa, ma occorre anche che i savonesi si riabituino a pagare e a non avere l’auto sotto l’ufficio“.

Vincenzo Franceri, presidente di Tpl Linea, replica con fermezza alle polemiche esplose negli ultimi giorni sulla gestione dei parcheggi blu a Savona. L’azienda del trasporto pubblico, che da tre mesi ha ereditato anche la gestione degli stalli a pagamento, è finita nel mirino di diversi cittadini che da giorni sui social denunciano un clima di “intransigenza assoluta” da parte dei 19 nuovi ausiliari del traffico. Le accuse mosse dagli utenti sono pesanti: sanzioni staccate a pochissimi minuti dalla scadenza del ticket, multe comminate mentre l’automobilista è al parcometro a pagare e verbali notificati anche in presenza di tagliandi validi ma non leggibili perché esposti male.

Franceri non ci sta e analizza punto per punto le criticità sollevate, cercando di smentire l’immagine di un’azienda “affamata di verbali”. “Noi stiamo cercando di fare bene il nostro lavoro, non abbiamo nessun ordine di ‘fare cassa’ né tantomeno diamo provvigioni ai ragazzi – chiarisce il presidente – Per dare il servizio abbiamo dei costi e far pagare il biglietto serve a dare equilibrio economico, ma non c’è nessuna vessazione nella maniera più assoluta. Certo, è indubbio che una ‘riabitudine’ a pagare il biglietto può aver creato qualche episodio di ‘intempestività’ per i quali posso chiedere personalmente scusa, ma siamo pronti ad esaminarli e ad ascoltare le proteste“.

A sorpresa, però, Franceri smonta il caso mediatico dei “cittadini inferociti”: “Abbiamo un centralino interno con tre persone, in tre mesi abbiamo ricevuto circa 500 telefonate di cui solo 60 chiamate per lamentele o reclami. Si tratta dell’1% delle sanzioni fatte, un numero marginale a cui peraltro abbiamo sempre dato pronta risposta”.

Nonostante ciò, il “rumore del web” ha creato un clima di tensione che, racconta il presidente, sta avendo ripercussioni sugli ausiliari: “A fronte di alcune persone che vi contattano ritenendosi penalizzate, ce ne sono molte di più che non sono certo educate con i nostri ragazzi. Può capitare che durante la giornata una persona possa spazientirsi, ma dobbiamo anche pensare a chi lavora 8 ore e qualche cattiva parola la riceve con frequenza. Sono molto vicino ai nostri ragazzi che in prima linea da dicembre stanno svolgendo un lavoro delicato, quello ripristinare una regola. Probabilmente da troppo tempo non c’era una buona abitudine a pagare il parcheggio: a dicembre le auto irregolari erano quasi la metà…”.

Franceri si dice disponibile ad apportare correttivi, ma solo su basi più solide: “Per noi è determinante l’esame dei dati, non delle interviste sui giornali. Se c’è stato qualche disservizio, sicuramente sì, me ne scuso; ma non dimentico che la nostra Tpl dal 1 dicembre ha rilevato il servizio mettendo in campo investimenti e molto personale“. Ad esempio la presenza di manutentori e metronotte nei parcheggi principali o l’installazione, già programmata, di nuovi parcometri. Costi che l’azienda recupera solo dal pagamento dei parcheggi: gli introiti delle multe, infatti, non finiscono nel bilancio di Tpl bensì in quello del Comune.

Un punto critico sollevato dagli utenti nei giorni scorsi riguarda i tagliandi non leggibili o esposti male: “Gli attuali parcometri non permettono di ‘incrociare’ i dati della targa – spiega il presidente – Ma i nuovi parcometri in arrivo in primavera daranno questa possibilità, quindi a breve potremo controllare la regolarità anche di auto in cui il tagliando non è esposto o è capovolto”.

L’altra grande accusa mossa sui social a Tpl è quella di sanzionare le auto già a pochissimi minuti dalla scadenza: una soluzione alternativa potrebbe essere – come accade a Finale Ligure – lasciare un tagliando per regolarizzare la sosta anziché una multa. “Quando abbiamo rilevato la gestione siamo subentrati con regole che a oggi non prevedono questa possibilità – fa notare Franceri – Analizzeremo i dati tra qualche mese e non escludiamo di prendere in considerazione la proposta“.

Tuttavia c’è un ‘però’: “Dobbiamo ricordare che i parcheggi del centro sono storicamente ‘a rotazione’, non possono quindi essere trattati come park a lungo termine. Me ne dolgo, ma credo occorra un po’ riabituarsi – aggiunge Franceri – prendere in considerazione l’idea che quegli stalli non sono fatti per avere l’auto vicino al negozio o all’ufficio tutto il giorno. Per questo ci sono parcheggi come Priamar, Arsenale o via Piave che non sono certo parcheggi di cintura, piazza del Popolo è addirittura nel cuore della città: dobbiamo sensibilizzarci a usare maggiormente quel parcheggio, che peraltro con un abbonamento è sensibilmente più economico di un parcheggio a rotazione rinnovato ogni due ore. Anche qui possiamo proporre al Comune un’ottimizzazione diversa, ma dobbiamo farlo non ‘di pancia’ bensì esaminando i dati“.

Autore
Il Vostro Giornale

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