“Mi hanno invitato su Whatsapp, ho fatto una controproposta e mi hanno ignorato. Serve rispetto”: anche Gros si unisce alla protesta dei tedofori di Milano-Cortina

  • Postato il 14 gennaio 2026
  • Olimpiadi
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 3 Visualizzazioni

“Sono stato contattato circa un mese fa con un messaggio su Whatsapp in cui mi si chiedeva se avessi voglia di fare il tedoforo, in un posto che sinceramente non saprei dirvi neanche quale fosse”. La polemica sui tedofori delle olimpiadi di MilanoCortina 2026 non si spegne. Anzi, continua ad alimentarsi. E questa volta – ancora a La Gazzetta dello Sport – a parlare è Piero Gros, oro nello slalom speciale ai Giochi di Innsbruck 1976 e vincitore due anni prima della Coppa del mondo di slalom gigante e di quella generale. Anche lui dimenticato, come altri.

Io ho risposto con una proposta: ho scritto che lo avrei fatto molto volentieri, però a Milano insieme a tutti i medagliati olimpici azzurri di tutte le edizioni dei Giochi, perché ritengo che le Olimpiadi si facciano perché ci sono gli atleti e se gli atleti non sono invitati neanche a un’Olimpiade che si svolge in casa tanto vale stare a casa tutti”, ha spiegato Gros.

A differenza di Fauner e della polemica che ieri è poi diventata anche politica, Gros in realtà è stato invitato, ma con modalità discutibili. Un messaggio whatsapp e dopo la “controproposta” è stato ignorato. “Niente, zero. Nemmeno un ‘Ma che stai dicendo‘, un ‘No non è possibile’… Non mi sembrava di aver detto un’eresia. Invece sono stato ignorato totalmente. Peraltro io sono abbastanza lapidario, per cui dopo poco ho cancellato tutto e ora non ho più quel numero. E poi una cosa così non si chiede su Whatsapp, si alza il telefono no?”.

La figuraccia sulla selezione dei tedofori delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 è diventata perfino una questione politica, con la Lega di Matteo Salvini che ha definito la gestione “incomprensibile e sconcertante“, mentre il ministro dello Sport Andrea Abodi ha annunciato che chiederà “informazioni alla Fondazione Milano-Cortina e al Coni per capire quali siano stati i criteri di selezione“.

“Ho detto di no all’assessore allo Sport del Comune di Torino Carretta che mi ha chiamato sabato scorso per essere pronto a portare la Fiamma alle cinque del pomeriggio del giorno dopo – ha spiegato Gros -. Ho detto di no perché ho ritenuto che l’iniziativa nascesse da una dimenticanza, non sua, perché che la Fiamma sarebbe passata domenica da Torino si sapeva da molto tempo, se mi chiamano il giorno prima è palesemente una dimenticanza”.

Il nodo della questione lo aveva anticipato ilfattoquotidiano.it già settimane fa, ma è servita la protesta degli atleti perché diventasse evidente: a portare la fiamma olimpica in giro per l’Italia si sono visti influencer, celebrità di vario genere tra attori, chef e cantanti. Gli sportivi, specialmente quelli delle discipline invernali ma non solo, denunciano invece di non essere stati coinvolti.

“Io non voglio fare polemica, anzi io vorrei cercare di essere positivo. Non mi interessa la politica, penso che lo sport debba essere superiore a certe cose, ma un minimo di rispetto per le persone ci deve essere, perché altrimenti cade tutto il castello dei valori olimpici“, ribadisce Gros che cerca anche di evitare polemiche, non aprendo il discorso sugli altri profili che hanno avuto la possibilità di portare la fiamma olimpica.

“E non voglio soffermarmi a parlare di cantanti o attori coinvolti al posto di tanti campioni, sarebbe una caduta di livello anche per noi. Però credo che anche gli appassionati che seguono la Fiamma sul suo percorso sarebbero stati contenti nel poter applaudire atleti che hanno rappresentato la storia dello sci o di altre discipline, è un valore aggiunto. Un po’ più di rispetto ci vuole e magari anche un po’ di organizzazione e di logica“, ha concluso Gros. Insomma, dopo le varie proteste degli atleti ormai il caso è scoppiato. Ma il danno è ormai fatto.

L'articolo “Mi hanno invitato su Whatsapp, ho fatto una controproposta e mi hanno ignorato. Serve rispetto”: anche Gros si unisce alla protesta dei tedofori di Milano-Cortina proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti