Mercato Sampdoria, il bilancio di Fredberg e Mancini: “L’obiettivo è salvarsi ma ora pretendiamo di più”

  • Postato il 4 febbraio 2026
  • Calcio
  • Di Genova24
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mancini fredberg

Genova. Salvarsi il prima possibile. E’ questo il mantra ripetuto dal ceo sport Jasper Fredberg e dal direttore sportivo della Sampdoria, Andrea Mancini durante la conferenza stampa andata in scena oggi, mercoledì 4 febbraio, fissata per tracciare un bilancio al termine della sessione di calciomercato invernale.

Tanti i giocatori arrivati (e altrettanti partiti) ma ora la società confida che agli sforzi economici corrispondano importati prestazioni in campo, che valgano i tre punti. “Ora bisogna lavorare sodo da qui a fine stagione, è stato fatto un mercato aggressivo come chiesto dalla società, adesso non ci sono più scuse. Ci aspettiamo di più da tutti: staff e giocatori, ma anche da noi stessi. Dobbiamo uscire il prima possibile da questa situazione che dura da due anni, ormai è diventata pesante”, affermano in coro.

A gennaio la Sampdoria ha fatto un mercato importante con dieci nuovi acquisti, una sorta di mini rivoluzione. “Voglio prima di tutto ringraziare Jasper, il presidente e la proprietà per aver dimostrato un attaccamento alla Sampdoria perché sono stati fatti investimenti importanti – afferma Mancini –  quella che è stata fatta a gennaio non la chiamerei rivoluzione. Ci siamo accorti, in questi cinque mesi inziali, che la squadra aveva bisogno di aiuto. Crediamo di aver fatto buon mercato, siamo soddisfatti ma c’è tanto lavoro da fare poi sarà campo a parlare”.

Al 4 gennaio erano già arrivati quattro giocatori il che ha permesso alla società di lavorare con più serenità per il proseguo della sessione invernale: “Abbiamo lavorato con tranquillità e in modo migliore, senza fare le cose di fretta”, prosegue il direttore sportivo.

Quasi al gong finale della chiusura del mercato è arrivato Nicholas Pierini, con grande soddisfazione da parte di Mancini che lo inseguiva da tempo: “Credo che la sua carriera parli da se. E’ un giocatore che ci porta qualcosa e che forse a noi mancava nel reparto offensivo. E’ un giocatore di categoria, che a Sassuolo non ha giocato tantissimo ma per loro è un giocatore importante e lo è anche per noi. Ringrazio il Sassuolo per averci dato la possibilità di prenderlo e portare a termine questa operazione”, spiega Mancini.

Tanti i giocatori che sono arrivati in prestito, come Mattia Viti. Il difensore è arrivato dal Nice in prestito secco fino al 31 giugno 2026. Come Viti diversi i calciatori arrivati in prestito: chi con obbligo, chi con diritto o, appunto, prestito secco. Ma il direttore sportivo non esclude che chi è arrivato con quest’ultima formula non possa poi continuare a vestire la maglia blucerchiata anche nella prossima stagione: “E’ un prestito secco ma questo non vuol dire che chi arriva con questa formula non possa continuare a rimanere. Altrimenti non ha senso prenderli. Vediamo se troveremo poi una soluzione con il Nizza”.

Ma se c’è chi arriva, c’è chi parte. Tra le uscite quella che ha fatto più scalpore è stata sicuramente quella di Altare: “Lo abbiamo ceduto a malincuore, è un ragazzo fantastico – ammette Mancini – è stato nove mesi fermo, aveva bisogno di giocare e noi non potevamo garantirglielo”.

Mercato di gennaio è per definizione quello di riparazione, per aggiustare alcune valutazioni sbagliate fatte in estate. Ma da come si è mossa la Sampdoria, come per esempio l’acquisto di Esposito, potrebbe voler significare un cambio di rotta. Un gettare le basi per il mercato estivo, creare un telaio per il futuro: “Per noi è importante mandare un segnale di voler costruire  anche a lungo termine. Esposito è un esempio di questo segnale che vogliamo dare. Ci sono giocatori nuovi affamati e giocatori che sono qui da tanto dobbiamo cercare il giusto equilibrio”, spiega Fredberg.

“L’ esperienza di questa estate è stata difficile anche perché abbiamo iniziato a lavorare tardi, abbiamo fatto il meglio che potevamo – afferma il ceo sport – con il tempo si capisce quali innesti fare e cosa cambiare”.

Tornando alla quantità importante di prestiti che la Sampdoria ha sottoscritto, l’esempio più lampante è stato quello dei portieri. Ben nove in questi due anni: Stankovic, Cragno, Vismara, Silvestri, Chiorra, Perisan, Coucke, Ghidotti e in ultimo il giovanissimo Martinelli. L’unico di proprietà è Ghidotti che però ha perso il posto proprio a causa dell’ultimo arrivato Martinelli: ” Ci siamo accorti che serviva un portiere, c’erano diverse opzioni e diverse vedute. Però visto che abbiamo Ghidotti, che quando è stato chiamato in causa ha sempre fatto bene, abbiamo ritenuto di andare su portiere giovane con qualità molto importanti. Uno dei più forti in Europa a mio parere”.

Non solo la prima squadra, anche il mercato della Primavera è stato importante e ha avuto l’obiettivo di creare un bacino dove poter eventualmente attingere dalla prossima stagione. “Puggioni e il settore giovanile hanno fatto buon lavoro  in questa finestra mercato. Era importante rafforzare la Primavera sia per rafforzare la prima quadra e permettere ad Andrea di avere prospetti importanti ma, soprattutto  per rafforzare anche la mentalità vincente del settore giovanile”, spiega Fredberg.

Durante la conferenza stampa si è toccato anche l’argomento Pafundi. Ultimamente il calciatore non si sta esprimendo ai suoi massimi livelli. A tal proposito anche Gregucci lo ha punzecchiato per avere una sua reazione: “In Simone noi ci crediamo tanto – sottolinea Mancini – ha qualità enormi, dipende da lui io ci parlo quasi tutti i giorni. Dopo è il campo che parla ma la fiducia rimane intatta. La competizione fa parte del calcio, ma deve e può migliorare tanto ma dipende da lui. La fiducia rimane intatta”.

“E’ sempre più facile dare giudizi a posteriori. questa estate non è stata facile, lo ripeto – aggiunge Fredberg – ora conosco tutti meglio e so meglio quali sono le esigenze della squadra. L’estate è stata difficile, il passato non si può cambiare. Questa sessione di mercato darà delle risposte”.

Buone notizie invece per quanto riguarda il recupero di Esposito, potrebbe rientrare prima del previsto. “E’ sempre stato un giocatore che io stimo, di categoria superiore. E’ il miglior centrocampista della serie B e per me può fare anche la serie A. L’infortunio fa parte del calcio, ci sta. Per fortuna sembra che stia recuperando in maniera buona e forse si possono accorciare i tempi di recupero rispetto a quanto previsto  inizialmente ma bisogna andare cauti”.

Ciò che forse alla prima parte di Stagione è mancato ai blucerchiati sono stati i gol. Con la partenza in estate di Tutino, che lo scorso anno ha giocato poco e niente, a tenere in piedi l’attacco c’era rimasto solo Coda. Su Massimo la società ha sempre puntato, non è mai stato messo in discussione né tantomeno sul mercato: “Credo che adesso abbiamo due attaccanti che se messi insieme negli ultimi tre anni hanno fatto più di 100 gol. Siamo intervenuti perché abbiamo notato delle difficoltà nelle finalizzazioni, ora vedremo cosa ci dirà il campo. Siamo fiduciosi. Massimo non è mai stato in vendita, ha la nostra fiducia totale”, prosegue nella sua analisi.

“Ora non ci sono più alibi per nessuno – aggiunge – abbiamo fiducia totale nei confronti di Angelo e del suo staff. In questa sessione di mercato abbiamo lavorato in sintonia anche con l’allenatore, ci siamo confronti tutti i giorni e crediamo di avergli dato a disposizione una rosa con meno lacune rispetto a quando siamo arrivati. Io non pretendo di più solo da loro, pretendo di più anche da me stesso e quindi da tutti. E’ la seconda volta in due mesi che siamo fuori dalla zona retrocessione. Il nostro obbiettivo è quello di salvarsi il prima e pensare domenica dopo domenica”.

In questi due anni e mezzo di difficoltà ciò che non è mai mancato è stato l’apporto dei tifosi. In alcuni momenti, anche durante i match, hanno criticato la società ma sono sempre stati al fianco dei giocatori. “A me non piace far promesse quindi ai tifosi dico che ce la metteremo tutta – afferma il direttore sportivo – li capisco perché anche io sono tifoso ma sono sicuro che con il lavoro e l’ impegno, che non è mai mancato, riusciremo a fare bene. Ce la metteremo tutta, questo mercato dimostra che la nostra ambizione è uscire il prima possibile da questa situazione che è pesante”.

“La Sampdoria non è solo una società, vogliamo dare qualcosa indietro ai tifosi, vogliamo che siano orgogliosi si noi – aggiunge Fredberg – è una situazione pesante che ci influenza”.

La Sampdoria ha una nutrita lista di giocatori prestati ad altre squadre (con gran parte dello stipendio pagato dai blucerchiati) o ceduti. Il ceo sport in questi mesi per sfoltire la squadra e permettere nuovi arrivi mirati ha dovuto adottare la tattica dell’incentivo all’esodo, ovvero contribuire al pagamento degli ingaggi per far partire più facilmente i calciatori fuori dal progetto. “A volte bisogna dare qualcosa per ricevere in cambio altro – spiega – bisogna far uscire giocatori per poi avere qualche entrata. C’è sempre negoziazione però ovviamente più sei messo bene in classifica meglio è. Quando la posizione in classifica è meno importante hai meno potere di negoziazione”.

Un passaggio anche su Barak. Un giocatore che è rimasto e che potrebbe essere anche lui un acquisto di gennaio se cambiasse rullino di marcia: “Non è mai stato in uscita, ci crediamo. E’ arrivato a fine mercato di questa estate. Era fuori rosa a Firenze e dunque ci ha messo di più per entrare in forma anche perché è alto. Nelle ultime 10 giornate ci ha portato 7-8punti tra gol, assist e ha anche guadagnato un rigore. Che ognuno di noi possa dare di più è normale”, continua Mancini.

“Abbiamo alte aspettative per tutti, credo che anche Barak abbia diverse aspettative per se stesso – aggiunge Fredberg – la concorrenza fa bene, noi abbiamo creato una squadra competitiva”.

L’altro grande colpo di mercato è stato Brunori, arrivato da Palermo: “Ci crediamo tanto in Matteo, negli ultimi tre anni ha fatto quasi 50 gol a Palermo, che è una piazza importante. È arrivato da non molto, prima giocava poco. Io sono contento ma forse si deve ancora ambientare – spiega Mancini

“Per lui ci sono alte aspettative per quello che ha dato – afferma il ceo – ora spetta agli allenatori cercare la giusta collocazione del giocatore ma anche a Brunori deve dare di più”.

Importanti accordi raggiunti anche per quanto riguarda i rinnovi come quello di Conti. Poi ci sono trattative come quella di Diop e di Casalino. “Siamo contenti di Francesco, cresciuto alla Sampdoria. E’ riuscito ad affermarsi in prima squadra. Sugli altri due crediamo tanto. Sono fissi in prima squadra. Mi posso sbilanciare, su tutti e due siamo vicini alla chiusura. Poi nel calcio si sa che finché non firmi può succedere di tutto, però sono positivo sul fatto di poter concretizzare nei prossimi giorni” dice Andrea Mancini.
Contro lo Spezia, nell’ultima gara di campionato, gli 11 giocatori scesi in campo erano tutti nuovi, anche a causa di alcuni infortuni. Nessun filo con la scorsa stagione a testimonianza di quanto ci si voglia scrollare di dosso le scorie.

Sicuramente la scorsa non è stata una stagione positiva. I giocatori rimasti hanno la nostra fiducia, li abbiamo tenuti apposta. Ma il passato è passato ora dobbiamo far parlare il campo – concludono entrambi – è sempre difficile ripartire dopo due anni complicati come quelli che abbiamo avuto. I nuovi giocatori portano nuova linfa. Lo stadio è bellissimo, in ogni partita ma può anche essere difficile giocarci perché è uno stadio importante ma la nostra aspirazione è quella di avere una squadra competitiva, la migliore possibile”.

Autore
Genova24

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