Lo scienziato di Dio
- Postato il 9 febbraio 2026
- Scienza E Tecnologia
- Di Paese Italia Press
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Lo chiamavano “lo scienziato di Dio” per il suo impegno nel dimostrare che la scienza non nega Dio e nello scrutare “l’universo come un’opera che richiede un autore”. Strenuo sostenitore del “primato della ragione”, lo scienziato siciliano Antonino Zichichi, nato a Erice (Trapani) nel 1929, scomparso oggi, è stato senza dubbio la figura più celebre associata al binomio “scienza e fede” nell’Italia contemporanea. Il suo approccio si basava sulla comprensionre dell’universo “come Libro”. Zichichi ha sempre sostenuto che l’universo si regge su leggi matematiche precise e comprensibili. Il caos non potrebbe generare l’ordine perfetto che osserviamo. Contrariamente a chi vede in antitesi fede e ragione, Antonino Zichichi ha sempre affermato che la scoperta scientifica non è che un atto di fede nell’intelligibilità del creato. E ha sempre distinto nettamente tra scienza, come studio delle leggi della natura, e scientismo, l’ideologia che pretende di usare la scienza per negare l’esistenza di Dio, “senza alcuna base logica”.
E’ arcinota la sua battaglia, iniziata molti anni fa contro le superstizioni, definite dallo scienziato una ‘Hiroshima culturale’. Il suo credo cristiano, la sua aspra critica alla teoria darwiniana dell’evoluzionismo – che ha sempre considerato priva di sufficienti prove scientifiche e di una solida base matematica – la sua aperta contrarietà nei confronti della relazione tra attività umane e cambiamento climatico, a causa della “inaffidabilità dei modelli matematici utilizzati negli studi sul tema”, gli hanno provocato non pochi contrasti con buona parte della comunità scientifica contemporanea e con teorie “dominanti” sul piano politico e mediatico. Per Zichichi semplicemente “è opera da ciarlatani dire che l’inquinamento modifica il clima”.
Antonino Zichichi ha lavorato presso il Fermi Laboratory di Batavia, a trenta miglia da Chicago nell’Illinois. Il FermiLab è il laboratorio di fisica delle particelle elementari che gli Stati Uniti hanno intitolato al premio Nobel della Fisica del 1938, l’italiano Enrico Fermi. Poi, Zichichi ha lavorato presso il Cern di Ginevra, dove nel 1965 ha diretto il gruppo di ricerca che osservò per la prima volta l’antideutone, una particella di antimateria formata da un antiprotone e un antineutrone. Zichichi ha anche guidato il gruppo dell’Università di Bologna, dove era ancora professore emerito, durante i primi esperimenti sulle collisioni tra materia e antimateria presso i Laboratori Nazionali di Frascati. Dal 1977 al 1982 Zichichi è stato presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e nel 1978 è stato anche eletto presidente della Società Europea di Fisica.
È stato uno dei principali promotori e ideatori dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, la cui costruzione è iniziata nel 1980, e dal 1986 è stato a capo del World Lab, un’associazione che sostiene i progetti scientifici in paesi del terzo mondo, fondata da Zichichi stesso insieme al fisico statunitense Isidor Isaac Rabi.

Si deve a lui anche la fondazione, a Erice in Sicilia, del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, non a caso intitolato allo scienziato catanese scomparso nel nulla nel 1938, di cui si tramanda la profonda fede religiosa. Il Centro “Ettore Majorana” di Erice comprende oltre un centinaio di scuole postuniversitarie in tutti i campi della ricerca scientifica contemporanea.
Zichichi è stato autore anche di numerosi libri di divulgazione, alcuni dei quali hanno fatto molto discutere. Ricordiamo: “L’infinito” pubblicato in Svizzera nel 1988 e, poi, nel 1994 a Milano con Rizzoli, la stessa casa editrice con cui aveva pubblicato un anno prima “Scienza ed emergenze planetarie”. Nel 1999 pubblicò “Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo. Tra Fede e Scienza” con Il Saggiatore. Stessa casa editrice per “Galilei Divin Uomo” del 2001 e “Il vero e il falso. Passeggiando tra le stelle e a casa nostra” del 2003. Sul suo sostegno al nuclare ha scritto: “The New Manhattan Project. Science for Peace the World over” pubblicato dalla casa editrice Il Cigno di Roma nel 2015.
Le sue opere rimangono una pietra miliare nel dibattito scientifico contemporaneo perché ancorano le leggi della fisica “alle condizioni della Terra, alla storia del pianeta, agli influssi del Sole, alle condizioni astronomiche”.
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