Leone XIV prega per Niscemi e ricorda le vittime cristiane in Nigeria

  • Postato il 9 febbraio 2026
  • Di Panorama
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La sua voce giunge dalla finestra del Palazzo Apostolico. È l’8 febbraio 2026 e Leone XIV, al termine dell’Angelus, si rivolge ai fedeli raccolti in piazza San Pietro con un appello che invita a ricordare. La preghiera come antidoto alla guerra, la storia come maestra di futuro: questi i temi delicati (molto attuali) affrontati dal Pontefice.

Leone XIV e la preghiera per Niscemi

Il Papa ricorda chi soffre attualmente sotto il peso della violenza della natura. Portogallo, Marocco, Spagna (in particolare Grazalema, in Andalusia) e Italia meridionale: un rosario geografico di dolore accomunato da inondazioni e frane che hanno stravolto vite e paesaggi. Ma è su Niscemi, in provincia di Caltanissetta, che si concentra l’attenzione più acuta. Dal 25 gennaio una frana di dimensioni immani, alimentata da piogge insistenti e da un terreno argilloso traditore, minaccia il centro abitato. Oltre 1.500 sfollati, famiglie strappate alle proprie case, un’intera comunità sospesa tra paura e attesa.

«Incoraggio le comunità a rimanere unite e solidali con la materna protezione della Vergine Maria», afferma Leone XIV, invocando quella fede e quella speranza che spesso (soprattutto in queste tragiche situazioni) rappresentano l’unica diga contro la disperazione.

La situazione nigeriana

Ma se da un lato la natura colpisce con cieca forza, dall’altro l’uomo continua a uccidere con lucida ferocia. I pensieri del Papa volano in questo caso verso la Nigeria, scossa da scontri intercomunitari che hanno trasformato interi villaggi in silenziosi teatri di morte. Nello Stato di Benue, due attacchi in pochi giorni hanno provocato 30 vittime; oltre 50 i rapiti nei raid contro quattro villaggi dello Stato di Kaduna. Numeri e dati che difficilmente si possono spiegare a parole, e che raccontano di una regione nella quale da tempo i cristiani vengono perseguitati incessantemente a causa della propria fede.

«Con dolore e preoccupazione ho appreso dei recenti attacchi contro varie comunità in Nigeria, che hanno causato gravi perdite di vite umane», dichiara il Pontefice, esprimendo vicinanza a tutte le vittime della violenza e del terrorismo. L’auspicio è che le autorità competenti «continuino ad operarsi con determinazione per garantire la sicurezza e la tutela della vita di ogni cittadino».

Autore
Panorama

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