Le atlete trans sono avvantaggiate fisicamente?

  • Postato il 18 febbraio 2026
  • Di Focus.it
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Le atlete transgender hanno, in virtù della precedente esposizione al testosterone, un vantaggio fisico nelle prestazioni sportive? La questione è al centro di un dibattito spesso più politico che scientificamente informato. Uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine che ha analizzato la letteratura precedente sul tema ha concluso che, dopo la terapia ormonale, le atlete trans hanno una forma fisica e una capacità aerobica paragonabili a quelle delle atlete cisgender, e non risultano pertanto favorite dal punto di vista atletico.. Escluse dai giochi. Le donne transgender sono donne alle quali è stato assegnato sesso maschile alla nascita, che in alcuni casi, per colmare un'incongruenza tra la loro identità di genere e il sesso con il quale sono state inizialmente identificate, hanno affrontato una transizione di genere con farmaci soppressori del testosterone e ormoni estrogeni, una terapia con effetti femminilizzanti. È opinione diffusa che l'influenza del testosterone (il principale ormone maschile che influenza anche le caratteristiche sessuali secondarie, come la massa ossea e muscolare) durante la pubertà possa conferire alle atlete transgender un vantaggio residuo nelle prestazioni sportive. Questa convinzione è stata spesso portata da correnti politiche conservatrici come argomento per richiedere divieti assoluti di partecipazione delle donne transgender agli sport femminili. Ma che cosa dice la scienza a riguardo?. Prestazioni simili. Un gruppo di scienziati dell'Università di San Paolo, in Brasile, ha passato in rassegna 52 studi che hanno coinvolto in totale 6.485 persone. È stato così possibile confrontare composizione corporea e forma fisica di 2.943 donne transgender e 2.309 uomini transgender, prima e dopo la terapia ormonale, con gli stessi parametri in 568 donne cisgender e 665 uomini cisgender. I risultati più interessanti riguardano il confronto tra atlete trans e cisgender. E mostrano che, dopo un periodo di tempo compreso da uno a tre anni di terapia ormonale con effetto femminilizzante, le atlete trans avevano più massa magra rispetto alle atlete cisgender, ma che non c'erano differenze osservabili nella forza fisica della parte superiore o inferiore del corpo, né nel consumo massimo di ossigeno, una misura chiave della salute cardiorespiratoria.. Diversi limiti, ma una conclusione convincente. La ricerca presenta diverse criticità evidenziate dagli autori stessi, come quella di aver preso in considerazione studi con pochi partecipanti, per lo più osservazionali, cioè che si limitano a descrivere un fenomeno senza testarlo dal punto di vista sperimentale. Inoltre, lo studio non ha riguardato atleti d'élite, quelli che competono ai massimi livelli delle proprie discipline e sui quali normalmente si concentrano i dibattiti a cui abbiamo accennato.. «Il messaggio veramente importante è che allo stato dell'arte non abbiamo dati solidi per sostenere che le atlete transgender siano avvantaggiate in termini di prestazioni rispetto a quelle cisgender e per giustificare l'esclusione delle prime dalle competizioni femminili», ha commentato a Fatti per capire Mauro Mandrioli, genetista, professore ordinario di Genetica dell'Università di Modena e Reggio Emilia. L'auspicio è che la ricerca fornisca elementi scientifici in più per orientare le decisioni del Compitato Olimpico Internazionale, che sarà chiamato a esprimersi sulla possibilità di escludere le atlete trasngender dalle gare femminili, in base a presunti vantaggi atletici intrinseci. «Al momento il Comitato non ha preso alcuna decisione - dice Mandrioli - si pronuncerà sulla questione probabilmente entro le Olimpiadi del 2028. Le conclusioni di questo studio introducono un elemento di dubbio: i dati che emergono dalla letteratura scientifica non confermano il vantaggio ipotizzato delle atlete transgender rispetto a quelle cisgender. È necessario quindi un approfondimento di ricerca prima di adottare politiche potenzialmente discriminatorie»..
Autore
Focus.it

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