L’album blu
- Postato il 18 marzo 2026
- Di Il Foglio
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L’album blu
L’album blu che dà il titolo al libro “fu la prima cosa, insieme al grammofono, che acquistarono i miei nonni dopo aver reso la nuova casa abitabile, a metà degli anni cinquanta”. Su quell’album cominciarono a incollare le foto di famiglia, e intorno a quelle foto Yaryna Grusha annoda una storia che viene da lontano e arriva fino ai giorni nostri. Comincia con il bisnonno Mykola, che negli anni Trenta attraversa il Dnister per andare in Moldavia, “di nascosto, per procurarsi del cibo per sfamare la moglie e la figlia, mia nonna Polina. Qualche sera dopo, degli uomini in uniforme bussarono alla porta e lo portarono via. Non fece più ritorno”. Prosegue con la lotta di Stalin per “eliminare un’intera generazione che stava lavorando alla rinascita della cultura ucraina”, una lotta che prosegue fino alla caduta dell’Unione sovietica. Pochi anni prima del crollo dell’Urss c’è il disastro di Chornobyl (non è un refuso, è la versione ucraina). A quel tempo Yaryna è nel grembo della madre. Quando, fra mille silenzi e reticenze, il nonno Fedir capisce quel che sta succedendo, carica la figlia incinta su una vecchia Zaz rossa e fugge più lontano che può, salvando la figlia dall’aborto forzato e permettendo a Yaryna di vedere la luce. Sana nel corpo, ma portando sempre nell’animo le ferite di una storia fatta di miseria e menzogne. E insieme di grande dignità. La dignità di un popolo che dopo il 1991 cerca faticosamente di ricostruire un’identità, una cultura, un futuro.
Intanto Yaryna cresce, scopre l’amore e la morte, divora libri e occidente. Ascoltando Al Bano e Romina Power si innamora dell’italiano, e finisce per studiarlo all’università. Partecipa alla “rivoluzione arancione” del 2004, “la festa della libertà e dell’apertura verso un futuro con il cielo ripulito dalle grigie nubi sovietiche”. Nove anni dopo è di nuovo sul Maidan per difendere la fragile libertà ucraina. Qui collabora con due giornalisti italiani e decide definitivamente il grande salto: andrà in Italia. L’ultima parte del libro è dedicata all’entusiasmante scoperta del nostro paese e alla faticosa conquista di una nuova vita in bilico fra vecchia e nuova identità. Fino al 24 febbraio 2022, quando carri armati e missili sovietici attaccano la sua terra. E lei decide di tornare dove stanno le sue radici. Pagina dopo pagina, le vicende personali di Yaryna si intrecciano, sempre con garbo e freschezza, con gli eventi della grande storia e con le voci della memoria e della cultura ucraine. Se qualcuno vuol capire chi sono gli ucraini, L’album blu è un’introduzione formidabile.
Yaryna Grusha
L’album blu
Bompiani, 400 pp., 20 euro