La rivoluzione degli Emirati parte da Ras Al Khaimah: ecco dove sta nascendo una Las Vegas sul mare

  • Postato il 29 novembre 2025
  • Di Panorama
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A circa un’ora di auto dal centro di Dubai, all’estremità settentrionale degli Emirati Arabi Uniti, Ras Al Khaimah, anche chiamata brevemente Rak, è nota per le sue ceramiche e le montagne. Per la sua natura e il ricco patrimonio culturale risalente a 7.000 anni fa. Oggi è una delle destinazioni più ambiziose del Paese, dove progetti multimilionari e nuovi concetti di ospitalità stanno rimodellando la sua immagine e la sua economia. Da qualche anno è sotto i riflettori perché si sta preparando per l’apertura nel 2027 del Wynn Al Marjan Island, un resort integrato da 5,1 miliardi di dollari che introdurrà per la prima volta il gioco da casinò regolamentato negli Emirati Arabi Uniti, integrandolo in un’esperienza di viaggio di lusso più ampia. Costruita su un’isola artificiale di sessanta ettari, la torre-albergo in oro bianco e bronzo spiccherà per settanta piani sopra il Golfo Persico e ridefinirà la percezione mondiale dell’emirato. Qualcuno già la definisce la Las Vegas del Golfo.

Con 1.530 stanze, promette shopping, 22 ristoranti, tra cui una steakhouse dello chef Alain Ducasse e il debutto in Medio Oriente di Delilah, il rinomato supper club di Las Vegas, una spa a cinque stelle con salone di bellezza e centro fitness, un’elegante area commerciale con una selezione curata di boutique di stilisti, un centro eventi intrattenimento e vita notturna esclusiva, un porto turistico per ospitare yacht di lusso e 420 metri di spiaggia privata di sabbia bianca. Una volta aperto, non sarà soltanto un progetto di lusso ma un game-changer che trasformerà l’economia di Ras Al Khaimah e rivoluzionerà il turismo degli Emirati Arabi Uniti. Attirerà investitori di alto profilo e genererà significative opportunità di lavoro.

Per decenni il Paese ha mantenuto una posizione rigorosa sul gioco d’azzardo, in linea con la legge islamica che lo vieta nella maggior parte dei Paesi del Medio Oriente. Solo il Libano è sede del più grande casinò del mondo arabo, Casino du Liban a Jounieh, mentre in Arabia Saudita sono i più severi, i trasgressori sono puniti persino con il carcere.

Negli Emirati Arabi Uniti si è deciso di dare una svolta con l’introduzione di nuovi quadri normativi, nel 2024, e con la creazione della General commercial gaming regulatory authority. Da qui, ecco il rilascio della prima licenza di gioco a Wynn Resorts. Adesso l’autorità supervisiona tutto l’attività d’azzardo legale nel Paese comprese le licenze, la conformità e la regolamentazione per casinò, lotterie e piattaforme online. Si è passati così da un netto proibizionismo a un’apertura strutturata. Un approccio che vuole consentire al Paese di sviluppare un’industria del gioco d’azzardo legale, evitando al contempo conflitti diretti con le tradizioni e aspettative culturali diffuse nei sette emirati. Perché così come ci sono residenti che lo considerano un passo necessario verso la crescita economica e una leadership nel settore turistico, c’è chi invece è preoccupato per il possibile impatto negativo sul sistema di valori islamico.

Posizionandosi come futuro hub per i casinò legali, è facile che ci sia un aumento delle licenze di gioco nel prossimo futuro oltre a quella già assegnata a Wynn Resorts, che possiede importanti resort a Las Vegas e Macao. Prendendo ad esempio queste due città, che beneficiano massimamente del turismo dei giocatori, c’è chi crede che gli Emirati Arabi Uniti potrebbero eguagliarle o superarle, aggiungendo decine di miliardi alla loro economia.

Il Paese si aspetta che l’azzardo legalizzato possa attirare 3,5 milioni di turisti entro il 2030, ovviamente per lo più di fascia alta, stranieri abituati a viaggiare e giocare, catturando l’interesse al gioco anche dei circa 9 milioni di espatriati che vivono qui. Il posizionamento strategico di Rak, a metà tra l’Est e l’Ovest e con un terzo della popolazione mondiale disponibile entro quattro ore di volo, facilita l’appeal. È infatti una porta d’accesso agli stessi Emirati Arabi Uniti, al Medio Oriente, all’Africa, all’India. La sua economia è tra le più diversificate della regione e offre un ambiente business-friendly con bassi costi operativi, zero imposte sul reddito delle persone fisiche e una delle aliquote fiscali sulle società più basse del mondo. Già ospita cinquantamila aziende. Ma quello che salta subito all’occhio visitandolo e parlando con le persone è quanto sia un emirato multietnico con 0,4 milioni di persone provenienti da 150 Paesi.

I progetti di resort integrati stimolano anche l’aumento della domanda immobiliare ed è ciò che sta già accadendo qui. Mentre la attraversiamo in macchina notiamo molte gru per costruzioni edili con lavori in corso e cartelli di real estate. Marjan, uno dei più grandi sviluppatori immobiliari negli Emirati Arabi Uniti e il principale negli Emirati del Nord, responsabile dell’espansione rivoluzionaria dell’isola di Al Marjan, sosterrà la crescita di Rak fondendo lo sviluppo immobiliare e le operazioni di ospitalità. Il governo di Ras Al Khaimah ha una visione chiara per il futuro dell’Emirato: vuole essere un pioniere nella regione per la vivibilità e un luogo in cui le opportunità prosperano. Investendo nelle infrastrutture, migliorando la qualità della vita dei suoi residenti con uno dei tassi di occupazione più alti al mondo, e promuovendo un ambiente favorevole alle imprese. Obiettivi che già stanno creando fiducia tra gli investitori nel futuro dell’Emirato.

Tra questi c’è il produttore di batterie californiano Statevolt che prevede di produrre celle allo stato solido in loco entro la fine del 2026. La consociata Statevolt Emirates si sta preparando a costruire una gigafactory da 3,2 miliardi di dollari a Rak. Con una capacità produttiva annua fino a 40 gigawattora, il progetto mira a sfruttare i mercati emergenti di esportazione per l’accumulo di energia e la mobilità elettrica nella regione del Medio Oriente, tra cui Africa e India. C’è poi lo sviluppatore immobiliare quotato a Londra Dar Global che ha unito le forze con Aston Martin per creare una comunità residenziale sulla spiaggia di Al Marjan Island, che ha un valore di sviluppo di circa 250 milioni di dollari. La partnership segnerà la prima collaborazione immobiliare della casa automobilistica in Medio Oriente. Anche il gruppo Armani ha annunciato il lancio delle prime beach villas al mondo con il proprio marchio firmando le sue prime proprietà balneari che sorgeranno nella baia incontaminata dell’isola di Raha.

Se per anni Rak è stato all’ombra dei vicini emirati di Dubai e Abu Dhabi, ora sta emergendo come una delle alternative più convincenti in un mercato già consolidato.

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Panorama

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