Juventus, De Sciglio al veleno: cosa è successo con Thiago Motta. Il difensore, ora svincolato, attacca anche Montella

  • Postato il 3 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
  • 5 Visualizzazioni

Non è il momento dei bilanci: quelli si fanno a fine carriera e Mattia De Sciglio, a 33 anni, ha ancora voglia di giocare. Ma qualcosa da raccontare c’è per chi ha percorso mille e mille volte la fascia destra avanti e indietro, vestendo le maglie di club prestigiosi come Milan e Juventus dai quali, tuttavia, non sempre è stato apprezzato. Il terzino lombardo ha deciso di parlare al Corriere della Sera, spiegando la fine delle sue esperienze in bianconero e in rossonero e il suo feeling arcinoto con Max Allegri.

La Juve, gli scudetti e Max Allegri

Lo sport sa regalare gioie e dolori. Mattia De Sciglio ha conosciuto entrambi i volti della stessa medaglia. Il calcio gli ha dato tanto e il terzino vorrebbe ricevere ancora, sentendo di avere molto da offrire. Negli anni alla Juventus ha vinto, è cresciuto e si è misurato con uno spogliatoio ricco di campioni. Sotto la guida di Massimiliano Allegri ha trovato stabilità, fiducia e un ambiente che gli ha permesso di esprimersi senza pressioni eccessive.

Nel racconto di De Sciglio, Allegri occupa un ruolo centrale. Il tecnico livornese è stato per lui una figura di riferimento, capace di proteggerlo e valorizzarlo nei momenti più complicati. Allenarsi ogni giorno accanto a campioni come Buffon, Chiellini e Cristiano Ronaldo ha rappresentato una scuola di vita prima ancora che sportiva. In quello spogliatoio, racconta, si respirava fame di vittorie e senso di appartenenza. Un contesto che ha lasciato un segno profondo nella sua carriera. Per viverlo, De Sciglio ha anche detto no all’interesse del Liverpool e dunque alla possibilità di giocare in Premier League.

L’esclusione con Motta e l’addio inatteso

La rottura con la Juventus è arrivata in modo improvviso. Con l’avvento di Thiago Motta, De Sciglio si è trovato fuori dal progetto senza reali spiegazioni. “Me l’hanno detto e mi ha sorpreso“, ha ammesso il difensore, raccontando un distacco freddo e privo di confronto. Essere escluso già in fase di preparazione è stato un colpo duro da accettare. Un epilogo amaro, soprattutto dopo anni vissuti con professionalità e sacrificio. Inaspettato, considerato che il tecnico italo-brasiliano era stato suo compagno di squadra in Nazionale.

Montella, il Milan e le ferite mai chiuse

Nel suo racconto non manca un passaggio sul Milan e sul rapporto con Vincenzo Montella. Anche in rossonero, De Sciglio non si è sempre sentito valorizzato, vivendo periodi di panchina e incertezza. Situazioni che, col tempo, hanno minato la fiducia e la serenità. Un caso emblematico o per dirla in termini scolastici la classica goccia che fa traboccare il vaso è stata Milan-Empoli del 2017. “Eravamo sotto di due goal. Al 70’ Montella aveva deciso di togliermi. Ero arrabbiato. Un cambio che non ho mai capito. Mi è sembrato solo un modo di usare me e ciò che stavo passando per distogliere l’attenzione dalle difficoltà dell’intera squadra. Mentre uscivo, una pioggia di fischi si è abbattuta su di me. Quel giorno ho compreso che non potevo più continuare così, la mia storia a Milano era finita“. Oggi, guardando indietro, il difensore non cerca polemiche, ma rivendica il proprio impegno. E rilancia: a 33 anni non si sente affatto alla fine, ma pronto per una nuova sfida.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti