Juve Stabia, colpo Avram Grant: chi è e cosa farà l'ex Chelsea entrato in Società

  • Postato il 26 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
  • 2 Visualizzazioni

Dall’adrenalina unica di una finale di Champions League al calore e all’affetto del calcio campano della Serie B italiana. Si può riassumere così il percorso di Avram Grant, un percorso che, in un tardo pomeriggio del gennaio 2026, si tinge incredibilmente di gialloblù.

L’ufficializzazione del suo ingresso nella Juve Stabia, infatti, rappresenta uno dei momenti più iconici e incredibili della storia recente del club. Un ingresso che porta un briciolo di nobiltà calcistica britannica, e di prestigio globale, sotto l’ombra del Vesuvio

L’uomo che guidò il Chelsea a un passo dalla vetta d’Europa nel 2008, infatti, approda nella “Città delle Acque”. E non si tratta di una semplice operazione d’immagine, ma di un innesto strutturale che punta a cambiare la dimensione internazionale delle “Vespe”. Cerchiamo di capire chi è Avram Grant e quale sarà il suo ruolo operativo all’interno del club campano.

L’annuncio che ha scosso la Serie B

La conferma è arrivata direttamente dalle principali agenzie di stampa e dai quotidiani sportivi nazionali: Avram Grant entra nell’organigramma della Juve Stabia con l’incarico di Head of Football Operations. Una nomina che, come sottolinea ANSA nell’annuncio, “lo pone al centro del nuovo coordinamento calcistico delle Vespe”.

[iol_placeholder type="social_instagram" id="DT73a6uDIBK" max_width="540px"/]

La firma, come detto, è arrivata nel tardo pomeriggio di domenica 25 gennaio 2026, e segna un prima e un dopo nella storia recente della Juve Stabia. L’obiettivo della nuova proprietà è chiaro: “strutturare l’area sportiva con una figura di caratura mondiale che possa fare da ponte tra la dirigenza, l’area tecnica e il mercato internazionale”.

Chi è Avram Grant: dal deserto israeliano alla finale di Mosca

Avram Grant è nato 71 anni fa a Petah Tiqwa, una città di 260.000 abitanti situata, come spiega wikipedia, nel distretto Centrale di Israele a 10,6 km a est di Tel Aviv, ed è davvero molto più di un semplice allenatore.

Grant, infatti, non è solo un tecnico, ma è un fine stratega, un uomo di relazioni importanti capace di muoversi, con grande destrezza, tra le pieghe del potere calcistico. Dopo aver dominato il calcio israeliano, sollevando ogni trofeo possibile con le maglie di Maccabi Tel Aviv e Maccabi Haifa, ha guidato la propria Nazionale prima del grande salto nel calcio che conta.

Il grande pubblico, però, scopre il suo volto imperturbabile solo nel 2007. E’ lui l’uomo scelto da Roman Abramovich per raccogliere la pesantissima eredità di José Mourinho al Chelsea, passando in un istante dalla scrivania di Direttore Tecnico alla panchina più bollente di Londra.

[iol_placeholder type="social_instagram" id="CAcK5RIoJ6r" max_width="540px"/]

Sotto la sua guida, il Chelsea vive una stagione leggendaria ma amara, amarissima. Grant porta i Blues alla loro prima finale di Champions League della storia, persa a Mosca contro il Manchester United di Cristiano Ronaldo solo ai calci di rigore.

Nello stesso anno, sfiora la vittoria della Premier League e perde le finali di Carling Cup e Community Shield. Ma nonostante l’assenza di trofei, Avram Grant dimostrò di saper gestire uno spogliatoio di stelle mondiali come Drogba, Lampard e Terry, mantenendo un profilo basso ma un’autorità indiscussa.

Una nuova visione: il ruolo operativo di Grant a Castellammare

Ma cosa farà, concretamente, un vicecampione d’Europa all’interno della realtà di un club di Serie B? L’interrogativo dei tifosi è degli appassionati del campionato cadetto è lecito, più che lecito. Specialmente perché il ruolo di Head of Football Operations è una figura di stampo prettamente anglosassone, ancora sostanzialmente assente nelle rotte del calcio italiano.

Avram Grant non sarà un uomo di campo nel senso classico, né tantomeno un’ombra per l’allenatore Ignazio Abate, ma agirà come il vero grande architetto del progetto sportivo.

Il suo compito principale, infatti, sarà quello di elevare il livello della struttura del club, portando al suo interno una metodologia di lavoro internazionale. Una metodologia che ha il suo cardine nella gestione del settore giovanile per arrivare fino alla prima squadra.

[iol_placeholder type="social_instagram" id="DS7GJ7riOK5" max_width="540px"/]

Il tutto grazie a una rete di contatti che spazia da Londra all’Africa. Grant, di fatto, diventerà il volano per un calciomercato Juve Stabia più ambizioso, capace di intercettare talenti emergenti in mercati spesso ignorati dall’Italia in generale e della Serie B in particolare.

Oltre all’aspetto tecnico, la sua presenza garantirà una gestione dello spogliatoio e delle pressioni ambientali tipica dei grandi club. Grant dovrebbe fungere da filtro autorevole tra la nuova proprietà e l’area sportiva.

E lo farà portando la mentalità vincente e il rigore professionale necessari per compiere il salto di qualità definitivo.

In sintesi, la missione del nuovo Head of Football Operations delle Vespe è quella di trasformare la Juve Stabia in un modello di efficienza europea. Un club dove ogni scelta, dallo scouting alla logistica, sia finalizzata alla crescita costante del brand e dei risultati sul campo.

Un colpo di calciomercato e non solo

Come sottolineato dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, l’operazione Grant “è il segnale di una società che vuole smettere di essere considerata una provinciale di passaggio”.

In un campionato difficile e logorante come la Serie B italiana. La proprietà della Juve Stabia vuole avere in organigramma un uomo che ha frequentato i salotti di Stamford Bridge e le finali della UEFA con lo scopo di avere un vantaggio competitivo in termini di credibilità e autorevolezza.

I tifosi della Juve Stabia, storicamente passionali e legati ai colori sociali, hanno accolto la notizia con un mix di incredulità ed entusiasmo. La sensazione è che Solmate, ovvero Brera Holdings PLC, NASDAQ: SLMT, i nuovi proprietari della club di Castellammare vogliano gettare le basi per un progetto pluriennale che possa, un giorno non troppo lontano nel tempo, sognare il salto in Serie A.

[iol_placeholder type="social_instagram" id="DQZJE0_CGkv" max_width="540px"/]

Per questo l’arrivo di Avram Grant alla Juve Stabia è una scommessa affascinante. È l’incontro tra la tradizione profonda del calcio campano e l’esperienza cosmopolita di un giramondo del pallone.

Se Avram Grant riuscirà a calarsi nella realtà della Serie B italiana con la stessa umiltà e la stessa determinazione con cui ha scalato le gerarchie nel Chelsea, Castellammare di Stabia potrebbe davvero diventare il nuovo laboratorio d’eccellenza del calcio italiano.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti