Guerra in Iran, materani bloccati a Gerusalemme
- Postato il 3 marzo 2026
- Guerra In Iran
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Guerra in Iran, materani bloccati a Gerusalemme

Trenta materani bloccati a Gerusalemme dopo il pellegrinaggio in Terra Santa: mancano farmaci salvavita. Il Comune di Matera e la Farnesina al lavoro. Il consigliere comunale di Potenza Di Noia fermo a Dubai: «Un drone sul nostro hotel»
Servono farmaci salvavita. E servono subito. Per i trenta materani bloccati a Gerusalemme dopo un pellegrinaggio in Terra Santa c’è adesso una difficoltà in più rispetto al filare continuo di droni e missili su Israele. Avrebbero dovuto rientrare in Italia ieri, lunedì 2 marzo 2026, ma il pantano degli spostamenti aerei causato dagli attacchi degli Usa e di Israele contro l’Iran per ora li ha lasciati a terra in una situazione di totale incertezza.
MATERANI A GERUSALEMME, ALLARME MEDICINALI SALVAVITA
«Stiamo tutti bene – spiega Gaspare L’Episcopia, componente del Consiglio direttivo dell’Ente Parco della Murgia Materana – il problema è che abbiamo necessità di farmaci. Tramite il consolato, i farmaci semplici per il diabete, come la metformina, siamo riusciti a recuperarli. Ma ci sono altri tipi di farmaci salvavita per i quali c’è necessità di una procedura completamente diversa rispetto all’Italia e non riusciamo ad averli. Nel gruppo ci sono anche persone anziane. Si tratta di terapie abbastanza importanti che hanno necessità di una prescrizione medica: in Italia sono garantite dal sistema sanitario nazionale. Qui è diverso. Questo è un vero problema».
IL BUNKER SOTTO LA STRUTTURA RICETTIVA
Ma non l’unico: il gruppo (71 persone, di cui trenta i materani) può contare su un bunker posto sotto la struttura recettiva che li ospita, ma «si sente il contraerea israeliana che intercetta i missili iraniani, si sentono gli scoppi, c’è un pò di paura soprattutto quando si sentono le sirene o arrivano gli alert sul cellulare». Nel frattempo il Consolato italiano è al lavoro, oltre che per reperire i farmaci, anche per cercare di capire come e quando far rientrare gli italiani a casa.
MATERANI A GERUSALEMME, SERVE AIUTO ECONOMICO
Tra i tanti disagi del caso anche il fatto che i costi del viaggio, con questi extra non previsti per gli alberghi «stanno creando un problema a qualcuno che ha risparmiato per anni per poter permettersi il pellegrinaggio, solo per la fede, e oggi si ritrova trascinato in questo caos, che era impensabile. Per cui chiediamo un aiuto». Il sindaco di Matera Antonio Nicoletti nel frattempo ha reso noto di aver preso immediato contatto con il Ministero degli Affari Esteri, dove è stato martedì scorso per presentare “Matera 2026”, e che sta «monitorando con attenzione l’evolversi degli eventi, al fine di raccogliere aggiornamenti precisi e verificare le loro condizioni. L’Amministrazione comunale – spiega la nota – è impegnata a garantire un supporto costante ai materani che stanno vivendo questo momento di difficoltà, offrendo la massima collaborazione istituzionale e assicurando vicinanza alle famiglie»

IL CONSIGLIERE COMUNALE DI POTENZA, MASSIMILIANO DI NOIA A DUBAI
Qualche migliaio di chilometri più a sud, a Dubai, il consigliere comunale di Potenza Massimiliano di Noia attende invece in un hotel di poter ripartire. Il suo volo avrebbe dovuto decollare ieri, lunedì 3 marzo 2026. «Stamattina a colazione un drone è stato colpito sopra il nostro albergo, le dico che è complicato gestire queste cose da un punto di vista psicologico. Ma qui, nonostante tutto, la vita va avanti, la città si muove e le attività non si sono fermate. Forse solo quelle edili sono ferme. Noi intanto siamo in attesa di capire come si svilupperà il rientro».
UN DRONE HA COLPITO L’HOTEL
L’attività della contraerea emiratina è febbrile: «si sentono i jet della dell’aviazione e poi arriva il boato dei droni abbattuti. perché praticamente che vengono distrutti». L’attività del consolato, nell’esperienza riportata da Di Noia in queste lunghe giornate di attesa, finora è stata minima: solo le informazioni essenziali che vengono fornite di default sui siti, «non ci hanno garantito assistenza e non ci hanno chiamato. Per i biglietti ce la vediamo noi, con l’agenzia di Potenza, nessuno ci ha detto niente. Speriamo solo di poter ripartire presto».
E poi: «La considerazione che mi sento di fare è che vedere queste immagini in televisione è una cosa, ma dal vivo le cose cambiano. Purtroppo quando le cose non ci riguardano hanno una valenza totalmente diversa rispetto a quanto ci capiti in prima persona: si pensa a tutto ciò che che è lontano, che è a casa, e a tutto quello che che si ha e che da un momento all’altro potrebbe essere perduto».
Il Quotidiano del Sud.
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