Giancarlo Politi voleva fare di Flash Art il Time dell’arte contemporanea

  • Postato il 2 marzo 2026
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  • Di Artribune
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Giancarlo è un amico a cui, insieme a Helena, devo tantissimo, oltre che Politi Editore di Flash Art, che ha portato con intelligenza e creatività l’informazione e riflessione sull’arte contemporanea nel mondo.

Chi è Giancarlo Politi

Ho già detto in altre occasioni che lui è come Enzo Ferrari, Federico Fellini, … , che dalla provincia italiana ha saputo creare un prodotto, un immaginario e comunità mondiali. Cose che solo in un Paese – Provincia come l’Italia possono accadere. Giancarlo non amava l’Italia e gli italiani, diceva sempre che all’estero le cose erano migliori, ma non ha mai lasciato l’Italia. Come pochi Giancarlo era capace di intercettare le tendenze: Arte Povera, Transavanguardia, Neo-Geo…, ma non era partigiano. Ripeteva sempre che Flash Art, nata nel 1967 e diventata internazionale con la complicità e con-direzione della cara moglie Helena Kontova, non era una rivista faziosa, ma di informazione critica. La sua ambizione era quella di voler fare il Time Magazine dell’arte. In questo è stato anche il primo editore di una rivista d’arte, perché prima di lui le riviste d’arte erano per lo più delle house organ.

Politi, l’editore

Infatti pubblicava anche ciò che non condivideva, facendo sempre l’esempio del Time magazine che pubblica articoli su politici opposti alla linea politica del giornale stesso. Questo gli ha attirato anche grandi incomprensioni, che lo facevano spesso apparire per quello che non era. Lui era un vero editore disposto ad accogliere le novità anche quando non gli piacevano, ma da uomo libero non rinunciava mai a dire la sua. Riusciva a far ciò dando molta fiducia ai giovani, quasi sempre sconosciuti, cosa rara in Italia, e lo faceva, perché diceva che da un certo momento in poi per lui era difficile capire i cambiamenti e quindi aveva bisogno delle loro informazioni che gli indicassero le novità dell’arte. Per questo, in pieno successo, lui e Helena hanno capito che era arrivato il tempo di passare la palla a Gea e Cristiano.

Un’ammissione di umiltà che solo i grandi sono capaci di fare. 

Ciao Giancarlo,
Un abbraccio.

Giacinto Di Pietrantonio

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Autore
Artribune

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