Gaia Tortora, il fronte del "No" tocca il fondo: "Giù la testa e suca"

  • Postato il 25 marzo 2026
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  • Di Libero Quotidiano
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Gaia Tortora, il fronte del "No" tocca il fondo: "Giù la testa e suca"

«Avete strumentalizzato quel povero cristo di tuo padre per andare contro alla democrazia». Col corredo degli hashtag “cialtrona” e “vergognati”. Contestualizziamo. Il padre è Enzo Tortora, la figlia Gaia mentre lo scenario arriva proprio dal profilo X del vicedirettore del TgLa7. La giornalista scrive: «In nome e per conto del 46% andiamo avanti. A testa alta, sempre». La chiusura di una campagna in favore del Sì, al referendum sulla giustizia, vissuta in prima persona in memoria della tragica vicenda giudiziaria del genitore, raccontata in queste settimane nella miniserie televisiva Portobello, co-scritta e diretta da Marco Bellocchio (che per qualcuno durante la campagna referendaria era diventata spot per il Sì). Dicevamo del commento. Una volta mandato sull’etere le gabbie hanno spalancato il loro repertorio. «Eh è proprio quel 46% che ci fa vergognare tanto!», il primo servizio. «In nome e per conto del 54%... abbassa la testa e suca», il secondo delicatissimo. Il prosieguo è da baronetti social. «Vai vai, andate pure. Non vi fermate alla porta», uno dei più sobri. Poi c’è chi azzarda «vicedirettore del TgLa7, ricordiamo... Sembra una capopopolo di Fratelli d’Italia”.

Per galanteria vi risparmiamo le volgarità. In un florilegio di profili “verificati” - questa volta sotto il post, pubblicato dalla Tortora, del video in cui alcuni magistrati a Napoli festeggiano la vittoria del no intonando “Bella ciao” - c’è chi scrive «vi ricordiamo così», mostrando le immagini dei leader del centrodestra saltellare sul coro “Chi non salta comunista è”, “pupi di pezza in mano a un’ignorantella”. Evviva, dev’essere caduto il monocolo al commentatore.

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E poi ancora: “Eccola là! Parte la delegittimazione del legittimo voto referendario! Fate letteralmente schifo”. Il plurale maiestatis. Perché insultarne uno quando puoi insultare tutti i tuoi nemici. Qualcuno chiede “come passerai le tue giornate adesso?”, un altro con gli occhi a est dice “abbiamo salvato la costituzione da Orban”, firmato “Bella ciao”. E, infine, torna al centro delle risposte Enzo Tortora. “Tuo padre si vergognerebbe di te. La sua dignità era leggendaria, lo hai trasformato in un oggetto di contesa. Vergognati!”. Il giudizio morale è l’abc del giorno dopo il voto sui social. «Comunque», prova a chiudere la cronista, «è bello vedere il “fairplay” dei No sui Sì. Ricordatevi che è la metà del Paese». Ma la partigianeria è lì a osservarci, ancora e ancora. In una Nazione dove la negazione, l’eterno no, è il motore del risentimento.

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Libero Quotidiano

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