Furti d'arte, i 'colpi grossi' più famosi in Italia
- Postato il 29 marzo 2026
- Cronaca
- Di Agi.it
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Furti d'arte, i 'colpi grossi' più famosi in Italia
AGI - Fa sempre notizia il furto di un'opera d'arte. Anche se in Italia, ahimè, è abbastanza frequente. Il Belpaese è al primo posto di questo tipo di trafugamenti anche per l'immenso patrimonio artistico che possediamo. Secondo gli studi più recenti, circa 600 reperti prezioni vengono rubati all'anno, ossia ben due al giorno. L'ultimo furto riguarda quello scoperto oggi: i dipinti di Renoir, Cezanne e Matisse -'Les Poissons', 'Natura morta con ciliegie' e 'Odalisca sulla terrazza' - sono stati sottratti alla fondazione Magnani Rocca di Parma da una banda di ladri che è riuscita a introdursi all'interno della villa a Mamiano di Traversetolo. Anche se il valore non è stato stimato esattamente, si tratta sicuramente di un colpo da milioni di euro. Purtroppo le opere dei tre impressionisti sono solo le ultime della lista.
La "Natività" di Caravaggio
Tra i furti più famosi in Italia, c'è La "Nativita'" di Caravaggio di cui non si hanno più notizie da quasi 60 anni. Nell'autunno del 1969, a Palermo, un gruppo di uomini sospetti irruppe nell'oratorio di San Lorenzo, arrotolò la tela e poi si dileguò. Sembra che il furto del dipinto, valutato attorno a 20 milioni di dollari, sia stato commissionato dalla mafia, ma non vi sono prove certe. Ci sono moltissime leggende attorno alla sua sorte: c'è chi dice che addirittura Riina la conservasse come scendiletto, chi afferma che invece giaccia nascosta insieme ad altri beni della mafia, sotterrata in qualche landa sperduta, o anche chi sostiene che venne nascosta in una stalla e quindi rosicchiata dai topi o che sia stata trafugata in Svizzera per essere venduta a collezionisti spregiudicati.
La tela di "Ecce homo"
Altra opera scomparsa è la tela di "Ecce homo", di Antonello da Messina, rubata dal Museo Broletto di Novara nel 1974, e la "Madonna con Bambino" di Giovanni Bellini rubata dalla chiesa veneziana della Madonna dell'Orto 33 anni fa. Sempre a Venezia, nello stesso anno cioè nel 1993, venne portata via una tela del Tiepolo dalle pareti della chiesa di Santa Maria della Fava mentre dall'abitazione dell'industriale Alberto Falk, cinque anni dopo, scomparve una tela di Canaletto. Sempre negli anni 90, dalla Galleria d'arte Ricci Oddi di Piacenza venne rubato il "Ritratto di signora", di Gustav Klimt ma più ritrovato, e la sua sorte è diventata perfino oggetto di leggende.
Fece poi scalpore il furto al Palazzo Ducale di Urbino, nel 1975
I ladri approfittarono delle impalcature e della mancanza di un sistema di allarme per portare via La Muta di Raffaello, La Madonna di Senigallia e La Flagellazione di Piero della Francesca. La vicenda è stata degna di essere il 'plot' di un film per come si è svolta: si scoprì che il colpo era stato ad opera di un falegname di Pesaro, non di una banda di professionisti come sembrava in un primo momento. Lui venne fermato ma le opere erano in mano ai suoi complici. I malviventi caddero poi nella trappola dei carabinieri e i dipinti tornarono al loro posto, accolti al Palazzo Ducale da una folla festante.
Tra i casi a lieto fine, c'è quello più famoso e che riguarda il quadro più celebrato del mondo, la Gioconda. Vero che successe a Parigi ma l''autore del furto e il quadro erano italiani. Nel 1911 un giovane imbianchino italiano Vincenzo Peruggia, che aveva lavorato al Louvre rubò il capolavoro di Leonardo dalle sale del Museo. Si chiuse in uno sgabuzzino e poi ne uscì, s'approprio' del dipinto, lo nascose nel cappotto e se ne andò indisturbato. Lo staff del Museo si accorse della scomparsa della Monna Lisa solo la mattina seguente. Scattarono le indagini: Peruggia fu scoperto e l'opera recuperata, ma prima che tornasse al proprio posto passarono due anni.
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