F1 | Ocon come Antonelli, la FIA interviene ancora dopo le minacce social
- Postato il 26 marzo 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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Ocon nel mirino dopo il contatto con Colapinto in Cina: prima le minacce online, poi il sostegno della FIA che già aveva preso una posizione dopo quanto successo a Kimi Antonelli
Dal contatto in pista alle minacce sui social. Il GP della Cina ha lasciato strascichi pesanti per Esteban Ocon, finito al centro di una vera e propria ondata di odio online dopo l’incidente con Franco Colapinto. Un episodio che riaccende il tema, sempre più attuale, della tossicità nel mondo della Formula 1.
Il contatto è avvenuto in un momento chiave della gara. Colapinto, in lotta per un piazzamento importante dopo essere stato anche secondo, è stato colpito da un attacco aggressivo di Ocon alla prima curva subito dopo l’uscita dai box. Il risultato è stato un doppio testacoda che ha compromesso la gara dell’argentino. Nonostante il recupero fino alla decima posizione, Colapinto ha perso una possibile top-7, mentre Ocon è stato penalizzato con 10 secondi.

Il pilota Haas non ha cercato scuse, ammettendo subito l’errore e chiarendo la situazione direttamente con il collega. “La cosa più importante per me era parlare con Franco e dirgli cosa pensavo, e che mi dispiaceva per l’incidente, perché è stata colpa mia. Abbiamo avuto una buona conversazione, tra noi è tutto a posto e sono contento che sia riuscito comunque a fare punti.” Un approccio maturo, che però non è bastato a placare la reazione del pubblico online.
Minacce e odio social per Ocon come fu per Antonelli: il problema continua
Nei giorni successivi alla gara, Ocon è stato bersaglio di insulti e persino minacce di morte, un fenomeno sempre più diffuso nel paddock. “Non ci ho dato troppo peso, ma ho visto cosa stava succedendo online. Sono i soliti ‘leoni da tastiera’.”
Un’espressione che fotografa una realtà ormai nota: la distanza tra pista e social amplifica le reazioni, spesso senza alcun filtro. Un caso simile aveva coinvolto anche Kimi Antonelli, costretto in passato a chiudere temporaneamente i propri profili social dopo accuse infondate.
A sostegno di Ocon è intervenuta anche la FIA, con una lettera inviata dal presidente Mohammed Ben Sulayem. “La FIA mi ha scritto, è stato un tema importante. Qualsiasi forma di abuso online non deve essere tollerata e deve avere conseguenze serie.” Ben Sulayem è da tempo impegnato nella lotta contro l’odio online, anche attraverso l’iniziativa United Against Online Abuse, nata proprio per contrastare questi episodi.
Nonostante gli appelli alla calma, inclusi quelli del management di Colapinto che ha invitato i fan a essere rispettosi, il problema resta aperto. “In futuro sarà sempre più frequente e probabilmente ci saranno conseguenze per queste persone,” ha aggiunto Ocon. La F1 si trova così ad affrontare una sfida che va oltre la pista. E che riguarda il rapporto, sempre più complesso, tra sport e comunità digitale.
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