F1 | Ferrari, svelato il perché della minore potenza rispetto al motore Mercedes
- Postato il 25 marzo 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Alla vigilia del GP del Giappone, emergono dettagli interessanti riguardanti la Ferrari e il perché il motore della SF-26 abbia meno potenza di quello Mercedes.
Uno dei principali limiti della Ferrari SF-26 sembra essere legato al motore. La Rossa, rispetto a una Mercedes dominante nelle prime due gare della stagione, ha infatti dimostrato di soffrire il confronto con le Frecce d’Argento soprattutto per quanto riguarda la potenza della Power Unit e la sua capacità di gestire al meglio l’energia con le due W17 di George Russell e Kimi Antonelli che sembrano riuscire a sfruttare meglio i cavalli dati dalla combinazione di parte endotermica e parte elettrica.

Per questo motivo a Maranello sono già a lavoro da tempo su quello che sarà il motore del 2027. In particolare, il team di Enrico Gualtieri starebbe cercando di utilizzare un design più complesso rispetto a quello attuale. Viste le tante modifiche introdotte dal regolamento attuale, infatti, in Ferrari hanno deciso di focalizzarsi sull’affidabilità della Power Unit, optando per un disegno più semplice rispetto a quello dei rivali.
Spiegato il perché della mancanza di cavalli nel motore Ferrari
A tutto ciò si aggiungono però alcuni dettagli emersi alla vigilia del weekend di Suzuka. Stando a quanto riportato da AutoRacer, infatti, la SF-26 era stata inizialmente concepita attorno a una power unit diversa, poi abbandonata durante lo sviluppo. Questa scelta ha costretto il team a rivedere parte dell’architettura, adattandola a un motore evoluzione della specifica 2025. Il risultato è un’unità affidabile, ma con qualche cavallo in meno rispetto alle aspettative iniziali.
Nonostante ciò, Ferrari mantiene una base competitiva su cui sviluppare aggiornamenti nel corso della stagione. Il lavoro sarà cruciale soprattutto nei circuiti veloci, dove l’efficienza aerodinamica fa la differenza. Se il team riuscirà a contenere il drag e recuperare potenza, la SF-26 potrà diventare una seria candidata per risultati di vertice, confermando i progressi intrapresi negli ultimi anni e rilanciando le ambizioni del Cavallino Rampante nella massima categoria del motorsport.
In questo contesto, la gestione degli sviluppi diventerà determinante, con aggiornamenti previsti nelle prime gare europee. Il dialogo tra reparto telaio e motoristi sarà fondamentale per ottimizzare l’integrazione complessiva. Anche il lavoro al simulatore e in galleria del vento avrà un ruolo chiave, permettendo di affinare dettaglio. I primi riscontri indicano una direzione positiva, ma servirà continuità per trasformare il potenziale in risultati concreti. La stagione sarà lunga e competitiva, e miglioramento potrà fare la differenza.
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Fonte dell’immagine utilizzata come copertina dell’articolo: Ferrari
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