Epatite A al Sud, il picco a marzo a causa dei frutti di mare

  • Postato il 28 marzo 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 3 Visualizzazioni

Il Quotidiano del Sud
Epatite A al Sud, il picco a marzo a causa dei frutti di mare

Alla base della epidemia di Epatite A scoppiata nelle ultime settimane al Sud ci sarebbero i frutti di mare secondo l’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità


Il picco di casi di epatite A che hanno interessato anche la Calabria nelle ultime settimane è dovuto prevalentemente al consumo di frutti di mare. E, purtroppo, ci sono finite in mezzo attività ristorative che hanno comprato frutti di mare dallo stesso canale di approvvigionamento di sempre.

A chiarire il punto sul perché al Sud nelle ultime settimane sembra essere scoppiata una piccola epidemia di Epatite A è l’Istituto superiore di sanità in un rapporto pubblicato negli scorsi giorni proprio sull’argomento. Secondo gli esperti dell’Iss la questione va avanti già da gennaio. Principalmente in Campania e Puglia, infatti, si è registrato un nuovo andamento negativo a partire da gennaio, ma generalmente tutto l’anno appena trascorso ha registrato un consistente aumento dei casi di Epatite A su tutto il territorio nazionale.

La situazione, comunque, è sotto controllo e non ci si aspetta complicanze importanti sui pazienti, ad esclusione dei più fragili. Insomma, l’Iss conferma quello che hanno fatto già i dipartimenti di prevenzione delle Asp di Catanzaro e Cosenza, che hanno individuato in due ristoranti la possibile origine dell’infezione.

EPATITE A AL SUD, I CASI IN CALABRIA

Nella provincia di Catanzaro registrati quattordici gli accessi al Pronto soccorso della Dulbecco, altri sei all’ospedale Annunziata di Cosenza. In un caso i medici hanno individuato situazioni particolarmente serie dovute principalmente ad insufficienza epatica. Abbastanza da valutare un possibile trapianto di fegato, non possibile qui in Calabria perché non effettuato.
Le raccomandazioni, in ogni caso, restano le stesse. Frequente igiene delle mani, evitare il consumo di alimenti crudi (principalmente frutti di mare), di verdure crude se non adeguatamente disinfettate con prodotti dedicati e massima attenzione ai frutti di bosco surgelati, che devono essere tassativamente cotti per almeno 4 minuti prima di essere consumati.

L’IMPORTANZA DELLA VACCINAZIONE

Dall’altro lato c’è la vaccinazione «che fornisce una protezione efficace per più anni – scrive l’Iss – particolarmente nel caso di vaccinazioni di richiamo. È in genere raccomandato a chi intenda recarsi, per vacanza o lavoro, nei paesi dove la diffusione (prevalenza) dell’infezione è alta (Africa, Asia Sudorientale o Sudamerica), ai portatori di epatite cronica e in caso di frequenti rapporti sessuali a rischio di infezione. La vaccinazione è efficace anche nella prevenzione dei casi secondari, è quindi raccomandata per contatti di casi, entro 15 giorni dall’insorgenza dei sintomi nei casi indice».

E ancora: «Nel 2025 si è osservato un numero di casi di epatite A in aumento rispetto all’anno precedente: sono stati infatti notificati 631 casi rispetto a 443. Nel corso del 2025, il picco di casi è stato raggiunto nel mese di settembre, con 89 segnalazioni, dopo di che si è osservato un leggero calo fino a dicembre. Nei primi 3 mesi del 2026, si osserva un ulteriore rialzo dei casi notificati, con un picco massimo osservato a marzo, mese nel quale 160 casi hanno riportato l’esordio dei sintomi (dato non consolidato)».

«L’analisi dei fattori di rischio riportati dai casi evidenzia come l’innalzamento dei casi osservato nel 2026 sia sostenuto prevalentemente dal consumo di frutti di mare: 262 casi nei primi 3 mesi 2026 riportano questa esposizione, rispetto a 43 casi nello stesso periodo del 2024. Un ulteriore fattore che si evidenzia dai dati è l’innalzamento dei casi legati alla trasmissione sessuale negli uomini che fanno sesso con uomini, aumento evidente soprattutto nel 2025 (101 casi nel 2025, 23,1% dei casi, e 26 tra gennaio e marzo 2026, 11,1%)».

Il Quotidiano del Sud.
Epatite A al Sud, il picco a marzo a causa dei frutti di mare

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti