“Dopo la conferenza stampa a Sanremo 2019 un addetto ai lavori mi disse ‘te la sei rovinata da solo la carriera’”: Ultimo festeggia 30 anni e ricorda la rottura con la stampa
- Postato il 27 gennaio 2026
- Musica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Pessimo rapporto con la stampa, carattere deciso, ma capace di trascinare migliaia di fan e i suoi concerti parlano chiaro: molti fatti e pochi fronzoli. E chi se ne frega della promozione o delle copertine patinate. Sono le caratteristiche peculiari di Ultimo che va dritto per la sua strada. Opinabile o no, il cantautore è una certezza nel panorama della musica italiana. I gusti sono gusti, ma i numeri sono chiari. Un esempio? “Il Raduno degli Ultimi” ha registrato un sold-out notevole, con 250.000 biglietti venduti in appena tre ore. E allora spiace che ci sa ancora una frattura tra Ultimo e la stampa che risale alla ormai famosissima conferenza stampa post Finale di Sanremo 2019, che ha visto trionfare “Soldi” di Mahmood, mentre Ultimo – tra i favoriti – è arrivato secondo con “I tuoi particolari”. “Voi, in questa settimana, per sentirvi importanti, voi dovete sempre rompere il cazzo”, aveva detto l’artista rivolto ai giornalisti da lì poi il nulla. Niente più interviste, se non con firme eccellenti di prestigiosi quotidiani. Scelte “editoriali”. Ed è un peccato perché in sette anni si cambia, si smussano le spigolosità e la voglia di approfondire il percorso artistico rimane, come ad esempio l’ultimo bel singolo “Acquario”. Ma nulla da fare, le domande rimangono lì, sospese nel nulla. L’artista rimane in silenzio. Chissà forse dopo il compleanno le cose potranno cambiare.
“Mi sono un attimo isolato dalla festa che sto facendo tra amici e famiglia. – ha esordito il cantautore col suo messaggio . Volevo scrivervi, venire un attimo da voi. Stamattina apro gli occhi nel letto e dico: è il mio ultimo giorno da ventenne!?
Abbiamo passato questi 10 anni insieme e se mi giro rivedo tutto. Dalla casa con Tonno a scrivere Pianeti, al quinto piano sopra tutti a fumare fino a tardi, alla vittoria di Sanremo Giovani che ho dedicato a Vale, Peter Pan e gli instore nei centri commerciali, Sanremo con I tuoi particolari e quel liberatorio dovete sempre rompe er….”.
E ancora: “Il tour dei 20 palazzetti, le lacrime finali del primo Olimpico, annunciare il primo tour negli stadi per poi fermarci tutti per la pandemia, nel 2021 arriva Solo e Quel filo che ci unisce diventa la mia nuova speranza, le gambe che tremavano nel 2022 prima del Circo Massimo. E poi il 2023 Alba è la mia “preghiera” e voi lo avete capito, l’estate tra San Siro e Olimpico, poi 2024 ancora stadi e Altrove che suona come una liberazione ma soprattutto arriva Enea che mi insegna a rimanere disincantato dalle cose della vita, 2025 il mio 10° Stadio Olimpico e l’annuncio di Tor Vergata, l’evento più importante per la mia vita. 2026, eccoci”.
Il discorso si sposta sull’ormai famoso Sanremo: “Non l’ho mai detto ma dopo quella conferenza stampa del 2019 un addetto ai lavori mi disse “te la sei rovinata da solo la carriera”. Tornando in stanza rimbombavano dentro di me quelle sue cazzo di parole. Io che avevo voluto così tanto vivere con la musica ero riuscito col mio spirito kamikaze a rovinare anche questo!? Non riuscivo a perdonarmelo. Ho passato la notte al telefono con Antonello (Venditti, ndr) e il giorno dopo mi sono svegliato col messaggio di Clemente (Zard, a capo dell’agenzia Live Vivo Concerti, ndr) che mi dice: stanotte abbiamo quasi riempito l’Olimpico”.
“Non ho mai sospirato così forte e mi sono detto che forse non era ancora finita! – ha concluso -. Eccomi qui ora a credere che ci aspettino dai 30 ai 40 anni altri 10 anni pieni ma insieme. Che continueremo ogni anno a crederci… in questa favola che è per sempre. Avevo un sogno in tasca da bambino e l’ho baciato in bocca tutti i giorni della mia vita. Con tanto amore ma anche tanti errori e puttanate, come ogni cristiano sulla faccia della terra. E poi alla fine sai che c’è? Che sono un cazzo di acquario!”.
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