Diritto all’acqua e riduzione della plastica, a Tursi la mozione per mappare e potenziare le fontanelle in città

  • Postato il 5 febbraio 2026
  • Altre News
  • Di Genova24
  • 8 Visualizzazioni
Fontanelle rotte

Genova. Dopo le recenti analisi sullo stato della rete idrica urbana, il dibattito sull’accesso all’acqua pubblica a Genova approda a palazzo Tursi. E’ stata infatti presentata una mozione che punta a trasformare l’impegno “Plastic Free” del Comune in azioni concrete per cittadini e turisti: la firma sul documento è della consigliera Sara Tassara, che già aveva presentato una proposta simile nel consiglio municipale del Medio Ponente e che oggi ripropone a livello cittadino insieme al gruppo consigliare della Lista Salis.

Nonostante la presenza di oltre 800 fontanelle sul territorio, il sistema di monitoraggio risulta attualmente frammentato. L’ultima mappatura completa delle fontanelle attive risale infatti al 2019, mentre quella relativa agli impianti chiusi è ferma addirittura al 2015. Il dato più alarmante riguarda l’efficienza della rete: negli ultimi due anni, almeno 250 fontanelle sono state chiuse, privando ampie zone della città di un servizio essenziale. La mozione impegna dunque la Giunta a eseguire un censimento aggiornato per comprendere lo stato di manutenzione di ogni singolo punto di erogazione e valutare i ripristini necessari.

L’iniziativa non si limita alla dimensione funzionale, ma punta a integrare il decoro urbano con la memoria storica di Genova. Prendendo spunto da esempi virtuosi come quelli di Roma e Milano, la mozione propone di affiancare al ripristino tecnico un vero e proprio percorso di valorizzazione delle fontanelle storiche, previo parere della Soprintendenza. Al contempo, si rende necessario un coordinamento con i singoli Municipi per individuare le carenze locali e pianificare l’installazione di nuovi punti di erogazione laddove il territorio ne sia attualmente sprovvisto.

Un ulteriore passaggio per ridurre il consumo di plastica monouso potrebbe arrivare con l’introduzione delle “casette dell’acqua”: distributori collegati direttamente alla rete idrica urbana in grado di erogare acqua fresca, naturale o gassata. La proposta prevede che ogni Municipio possa dotarsi di almeno una di queste strutture. Per garantire un servizio realmente accessibile, i distributori dovrebbero offrire prezzi popolari, compresi tra i 5 e i 10 centesimi al litro, gestiti tramite un sistema di tessere che limiti il prelievo giornaliero a sei bottiglie da un litro e mezzo per famiglia, così da evitare sprechi.

Autore
Genova24

Potrebbero anche piacerti