Chris Horner rompe il silenzio dopo il licenziamento da Red Bull: i conti in sospeso in F1 e la rivalità con Wolff
- Postato il 31 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Nell’immaginario collettivo Amintore Fanfani è passato alla storia con il nomignolo di “arieccolo” (nella definizione datagli da Fortebraccio, come si ricostruisce, o semplicemente “rieccolo” nell’epiteto coniato invece a quanto pare da Indro Montanelli). Il sarcastico e pungente appellativo lo si potrebbe applicare anche a Christian Horner, che dopo il licenziamento da Red Bull starebbe scaldando i motori per il suo ritorno sulle scene del motorsport, possibilmente di nuovo in F1.
- Horner in silenzio per mesi dopo il licenziamento da Red Bull
- "Ho delle questioni in sospeso, ma non voglio tornare ad ogni costo"
- Horner socio di Alpine?
- "Ho enorme rispetto per Toto Wolff, è un vincente"
Horner in silenzio per mesi dopo il licenziamento da Red Bull
Intanto, l’ex team principal per la prima volta dai fatti della scorsa estate, che lo videro defenestrato con – si dice – lauta buonuscita da una scuderia ormai balcanizzata (e che dopo il suo addio ha ritrovato una sua serenità con la guida di Laurent Mekies e un nuovamente ispirato Max Verstappen, che caso volle che da quel momento ha iniziato la sua rimonta sino a giocarsi le chance per il quinto titolo piloti della sua carriera fino all’ultima gara del Mondiale), ha rotto il silenzio, serbato religiosamente in questi mesi alla stregua di un Edmond Dantès che attende solo il momento giusto per risalire la scala sociale da cui era precipitato.
Forte dello scagionamento dalle accuse per presunti “comportamenti inappropriati” nei confronti di una dipendente di Red Bull (anche da parte di un giudice indipendente, non solo dopo l’inchiesta interna di Milton Keynes), caso che accelerò l’esito di una sua cacciata dalla scuderia, Horner ha parlato al Salone dell’Automobile di Dublino, come riporta il Guardian, per la prima volta dopo il defenestramento e l’ufficialità dello stesso sancita lo scorso settembre.
“Ho delle questioni in sospeso, ma non voglio tornare ad ogni costo”
“Ho delle questioni in sospeso con la F1, le cose non sono finite come avrei voluto”, ha dichiarato il conte di Montecristo della F1, che in bacheca vanta 8 titoli nel Mondiale Piloti e 6 Costruttori, tutti con Red Bull. Tuttavia il britannico ha sottolineato come non abbia intenzione di tornare ad ogni costo, ma solo per qualcosa di “vincente”. Insomma, non vuole rientrare nel giro del paddock (se ne parlerebbe per la prossima primavera) “se non ho qualcosa da fare”.
Horner ha ammesso che gli manca la F1, ma anche “tutte le persone e la squadra che ho costruito” dopo “21 anni incredibili in F1, una grande carriera con tante vittorie tra gare e campionati, lavorando con piloti, ingegneri e partner straordinari”. L’ex team principal è comunque appagato di tutto quello che ha fatto, per cui se proprio ritorno deve essere, che sia come abbiamo visto con un progetto vincente. E non più da “semplice dipendente, ma da socio”.
Horner socio di Alpine?
E qui Horner dà la volata alle voci che lo vedrebbero rientrare nel Circus con una quota in Alpine, magari acquistando quel 24% del pacchetto azioni messo in vendita dal fondo Otro Capital, socio dalla scuderia di Enstone dal 2023. Si vocifera di una specie di scalata da parte del britannico, che dopo l’acquisto tramite cordata della quota potrebbe così ereditare dall’amico Flavio Briatore il ruolo di team principal, che il manager italiano occupa al momento ad interim dopo la fuoriuscita di Oliver Oakes.
“Non ho fretta”, ha puntualizzato comunque il sornione Horner in merito al suo possibile ritorno, aggiungendo che in questi mesi è stato associato “ad ogni singolo team di F1”, in particolare Aston Martin e persino Ferrari, oltre che Alpine. “Sembra ci sia una certa curiosità in merito a dove andrò e cosa farò, ma sino alla primavera non potrò fare nulla”, ha spiegato.
“Ho enorme rispetto per Toto Wolff, è un vincente”
Infine, Horner ha accennato anche alla sua celeberrima rivalità con Toto Wolff, a capo del team di F1 di Mercedes, la quale a sua volta da quest’anno fornisce i motori alla stessa Alpine (con somma gioia di Briatore). Se davvero l’ex Red Bull entrerà nel board del team anglo-francese, si confronterà con l’austriaco, con il quale spesso sono volati gli stracci. Ma qui Horner ha ridimensionato la cosa: “In molti hanno dato parecchio peso alla rivalità che avevo con lui. Ma per Toto nutro un enorme rispetto. È un uomo di successo, ha vinto moltissimo. È molto brillante. Siamo semplicemente persone diverse, ugualmente competitive. E lo sport è noioso se tutti sono amichevoli e si vogliono bene. Serve una rivalità che crei vero interesse. La cosa peggiore è quando tutti sono troppo gentili e amichevoli”.
Fanfani veniva appellato anche “misirizzi”, come il giochino che riesce sempre a stare in piedi ritrovando l’equilibrio sulla semisfera su cui si poggia. In fin dei conti, anche questo epiteto calza a pennello per Horner.