Caos nella programmazione e gaffe a ripetizione: disastro Rai a Milano Cortina, Bizzotto sostituisce il silurato Petrecca
- Postato il 9 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Potevano essere una grande occasione, si stanno trasformando in un mezzo (o forse totale) disastro. Le Olimpiadi di Milano Cortina avrebbero dovuto permettere alla Rai di tornare sulla mappa per quanto riguarda il mondo del Broadcasting sportivo, invece sin dalla cerimonia di apertura con il caso Petrecca (e forse anche prima), le cose hanno preso una direzione del tutto sbagliata.
Lo stop a Petrecca
La telecronaca della cerimonia di apertura andata in onda sulla Rai non può essere definita in altro modo che come un fallimento. Un flop iniziato ben prima della messa in onda. A pochi giorni dall’evento infatti una gaffe del telecronista designato (il vicedirettore di RaiSport Auro Bulbarelli) ha convinto i vertici a cambiare i piani e ha visto la discesa in campo, o meglio in cabina, di regia del direttore Paolo Petrecca. Ma la auto-investitura si è rivelata un disastro totale, in quella che per molti è diventata una delle peggiori telecronache sportive della storia. Sarebbe dovuta toccare a lui anche quella di chiusura, ma la Rai con uno scatto d’orgoglio ha deciso di convocare il direttore e sta valutando la possibilità di toglierli la conduzione in programma al 22 febbraio. Non è arrivato ancora l’annuncio definitivo ma le pesanti critiche dell’Usigrai stanno avendo un ruolo nella vicenda. Al suo posto ci potrebbe essere uno dei giornalisti più preparati della redazione sportiva come Stefano Bizzotto.
Caos nella programmazione
La Rai trasmette le Olimpiadi di Milano Cortina in qualità di membro dell’Ebu (European Broadcasting Union) nell’ambito di un accordo che prevede la trasmissione dei diritti in chiaro dei grandi eventi sportivi che andrà avanti fino al 2032. La televisione di Stato ha scelto Rai 2 come canale deputato a trasmettere le 250 ore previste dall’accordo ma ovviamente c’è da bilanciare il programma olimpico con quello della programmazione regolare. E come rete di appoggio c’è RaiSport, i telespettatori sono spesso costretti a fare lo “slalom” tra un canale e l’altro, magari proprio quando le gare arrivano ai momenti decisivi. Un caos che mette in difficoltà gli spettatori che provano a seguire il grande evento: “Il vero sport olimpico di quest’anno è saltata da Rai2 a RaiSport ogni tre quarti d’ora”.
Gaffe a ripetizione, Eurosport domina
Lo scenario televisivo, per quanto riguarda la trasmissione degli eventi sportivi, è molto cambiato negli ultimi anni. L’offerta si è ampliata moltissimo nel corso del tempo ed Eurosport, anche un po’ in sordina, è diventato uno dei punti di riferimento. La Rai offre una serie di contenuti molto limitati nel corso dell’anno e forse la scarsa abitudine a certe discipline sportive porta anche a degli errori. Nella gara di staffetta mista del biathlon, la televisione di stato oscura il momento decisivo con Lisa Vittozzi al poligono mentre si stava giocando la medaglia (arriverà un argento). Eurosport che fa parte del gruppo Discovery nel corso del tempo ha investito tante risorse sui diritti anche di sport considerati minori, li trasmette stagione dopo stagione e questo ha creato anche una redazione e un team di lavoro capace di gestire tutti i tipi di eventi. A partire dalla Cerimonia di apertura, la copertura è stata mettamente migliore in termini qualitativi rispetto a quella Rai.
Il critico televisivo del Corriere della Sera, Aldo Grasso, non ha dubbi a cominciare dalla telecronaca della cerimonia di apertura: “Mentre la Rai annaspava, i canali Eurosport offrivano una lezione firmata Luca Gregorio, Massimiliano Ambesi e Davide Livermore. Il loro racconto si è rivelato impeccabile. Chi ha potuto saltare da un canale all’altro ha assistito a un massacro mediatico: da una parte la professionalità documentata e discreta di Discovery +, dall’altra il chiasso approssimativo del servizio pubblico. Un decreto ministeriale permette alla Rai di trasmettere eventi considerati di particolare rilevanza. Ma certi privilegi bisogna poi meritarseli. Ormai sono molti i network che possono trasmettere anche in chiaro”.