Arrendetevi allo slop, è un ordine
- Postato il 10 gennaio 2026
- Di Il Foglio
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Arrendetevi allo slop, è un ordine
Il 2 gennaio, l'account Instagram ufficiale di Vasco Rossi ha pubblicato un reel che è stato discusso online. Nella didascalia si leggeva che il 2026 è "l'anno del Cavallo Rosso di Fuoco secondo la cultura cinese, un periodo caratterizzato da energia intensa, Maximum Power!". Il video mostrava un Vasco Rossi generato con l'intelligenza artificiale che cavalcava un cavallo rosso infuocato. I commenti si sono riempiti di offese e improperi, con i fan che hanno aspramente criticato la scelta del cantante di usare l’AI per un contenuto social.
Quella che stai per leggere è la trascrizione di un episodio di Screenshot - Codse dai nostri schermi, il podcast di Pietro Minto per Il Foglio. Ascoltalo qui:
È una storia che abbiamo gà visto: la Coca-Cola fa uno spot natalizio con l'AI e viene sommersa dalle critiche sui social. Vasco cavalca cavalli infuocati digitali e il risultato è lo stesso. A vedere la discussione sui social, si direbbe che la maggior parte delle persone detesti i contenuti generati dall'intelligenza artificiale; eppure questi contenuti sono ormai ovunque.
Negli ultimi giorni del 2025, Satya Nadella, il CEO di Microsoft, è intervenuto sulla questione con un post sul suo nuovo blog, "sn scratchpad", in cui ha affrontato direttamente il tema dello "slop", il termine spregiativo che indica la "brodaglia" di immagini e video generati dall'AI. La sua posizione è chiara: bisogna superare la discussione, smettere di dire “slop” e “sviluppare un nuovo equilibrio nella nostra teoria della mente". In altre parole: accettate il nuovo normale e andiamo avanti.
Non è un caso che questa dichiarazione sia inserita in un post sui buoni propositi per il 2026: Microsoft è da tempo completamente investita nelle intelligenze artificiali, con Copilot ormai integrato in ogni prodotto dell'azienda. Il fastidio di Nadella è comprensibile anche dal punto di vista aziendale: come si fa a giustificare investimenti di centinaia di miliardi di dollari in data center per l’AI quando i risultati di tutto questo vengono definiti "brodaglia"? Senza contare che il termine “slop” è stato anche scelto come parola dell'anno per il 2025 dal dizionario Merriam-Webster, a conferma della sua diffusione, anche al di fuori dei paesi anglofoni.
Per le aziende tecnologiche questo rappresenta un problema sia di PR che industriale, perché slop implica una differenza di percezione tra i contenuti “umani” e quelli “artificiali”, distinzione che il Big Tech vorrebbe superare al più presto. Nadella non è l’unico a chiederlo: anche Adam Mosseri, capo di Instagram, ha chiuso l'anno con un memo aziendale che è stato molto discusso online. A un certo punto Mosseri ha scritto: "Ci piace lamentarci della slop, ma esistono anche moltissimi contenuti straordinari fatti con l'AI. Anche quello di qualità, però, ha un aspetto riconoscibile: troppo patinato, con la pelle eccessivamente levigata. Questo cambierà: vedremo contenuti di IA più realistici."
Secondo Mosseri, lo slop è in crescita costante al punto che potrebbe diventare più semplice rovesciare l'equazione: invece di marchiare le immagini generate o modificate con l'AI – come Meta e altre aziende hanno provato a fare con risultati discutibili – forse sarebbe più pratico segnalare i contenuti umani. Tutto il resto sarebbe automaticamente slop.
Questa provocazione è avvolta in messaggi pseudo-motivazionali per i creator, che dovrebbero usare la loro originalità e umanità per emergere, ma il messaggio di fondo è chiaro: lo slop ha vinto e tutti dovremmo accettarlo, abituandoci rapidamente a un mondo in cui la prova fotografica non è più garanzia di niente.
Quel che è certo è che tanta urgenza sta producendo effetti strani sulla discussione globale, creando una divisione tra un’adozione sregolata di queste tecnologie (vedi Vasco Rossi) e le reazioni piene di sdegno e rabbia allo slop che si leggono sui social.
La realtà per come l'abbiamo conosciuta non esiste più. Sarebbe lecito aspettarsi almeno un momento per metabolizzare questo cambiamento epocale, e invece no, non c’è tempo, bisogna andare avanti e arrendersi allo slop, anche se farlo vuol dire cambiare radicalmente Instagram, come ammette lo stesso Mosseri. E non è un caso: del resto, chi vuole farci dimenticare lo slop sono esattamente le stesse aziende – Microsoft e Meta – che vendono le macchine per fabbricarlo.
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