Andrea Masiello: 40 anni di battaglie sul campo e quel colpo di testa di pura follia
- Postato il 25 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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La partita tra Südtirol e Frosinone, giocata domenica 22 marzo allo stadio Druso di Bolzano, ha visto come protagonista – in negativo – Andrea Masiello. Al sesto minuto di gioco, infatti, il difensore ha effettuato un bizzarro colpo di testa all’indietro, indirizzato al compagno di squadra, nonchè estremo difensore, Adamonis.
Uno a zero del Frosinone, svantaggio poi recuperato momentaneamente dai padroni di casa, che lascia però varco aperto ai ciociari usciti vincitori dalla trasferta contro Castori&Co.
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La parabola umana e sportiva di Masiello meriterebbe un capitolo a parte: profilo divisivo tra gli appassionati di calcio sopratutto per vicende giudiziarie fuori dal campo che lo videro invischiato nel vortice del calcioscommesse una quindicina di anni fa.
Ma non è tanto la componente umana a interessare in questa sede, quanto quella prettamente agonistica. Insomma, la sua è una storia che merita di essere raccontata nella sua interezza.
Gli esordi in bianconero e l’apice della sua carriera
Quella di Andrea Masiello è una storia che inizia quaranta anni fa a Viareggio, figlio d’arte di Mario (ex calciatore campano) è cresciuto calcisticamente nella Lucchese prima di approdare alle giovanili della Juventus con cui conquista nel 2004 e nel 2005 il Torneo di Viareggio. Nell’aprile del 2005 esordisce – giovanissimo – pure in Serie A contro l’Inter, subentrando al 56’ ad Alessandro Birindelli.
Da lì comincia una finestra professionale in piazze importanti come Siena, Genoa e Bari. Con i liguri e i pugliesi riuscirà addirittura a conquistare la promozione sul campo, e sopratutto sotto la gestione di Antonio Conte riesce a trovare quella continuità e minuti necessari.
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L’esperienza barese non si conclude nel migliore dei modi, per motivazioni già citate, e da lì inizia un calvario che lo vede squalificato per due anni e cinque mesi sino al gennaio del 2015.
Il resto è storia: otto anni e mezzo a Bergamo culminati con la qualificazione in Champions League e la Coppa Italia sfiorata. Una metamorfosi dai contorni europei di cui Masiello è stato tra i principali artefici. I suoi numeri recitano 187 presenze totali e 10 gol, e quando parla di Gasp e della Dea gli si illuminano gli occhi.
Il suo peso al Südtirol
I detrattori lo criticano per l’età, evidenziando la sua condizione fisica considerata inadatta a calcare i palcoscenici della Serie B. Eppure, a giugno 2024 la società alto atesina ha prolungato il suo contratto fino a giugno di quest’anno (2026, ndr) confermando la fiducia al giocatore in quanto figura centrale e portatore di esperienza qualificata.
In questa stagione, Masiello ha disputato 14 partite, scendendo in campo da titolare il 28 per cento delle volte. Difensore roccioso, i suoi insight difensivi sono abbastanza esaustivi: 50% di contrasti vinti, 55,4% di duelli di successo di cui il 62,1% aerei.
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Parliamo di un giocatore che ha segnato 19 gol in carriera, di cui 12 come difensore centrale (e 8 assist, ndr) e 5 da terzino destro (fornendo 4 assist, ndr).
Un giocatore fortemente rodato, quindi, che può benissimo ancora dire la sua. E che saprà sicuramente rimettersi in carreggiata dopo quel no look folle che ha per un attimo spazzato via quarant’anni di lotta sui campi di mezza Italia.