All’Università arrivano le “stanze della disconnessione”, nuovi spazi protetti per gli studenti
- Postato il 4 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. All’Università di Genova arrivano le stanze della disconnessione, spazi in cui studenti e studentesse possono trovare rifugio dallo stress, dai rumori e dagli stimoli digitali.
Cosa sono le stanze della disconnessione
I due nuovi spazi saranno inaugurati venerdì 6 marzo nel Dipartimento di Farmacia. Le stanze sono caratterizzate da luci calde, materiali naturali, libri e strumenti per la meditazione, luoghi protetti in cui gli studenti possono dimenticarsi di smartphone, tablet e computer e riconnettersi con loro stessi, prendendosi una pausa dal mondo esterno.
“Si tratta di un intervento che risponde in modo concreto alla crescente esigenza di contrastare sovraccarico, stress e iperconnessione nella vita accademica contemporanea”, spiegano da Unige. L’ateneo ha avviato il progetto nell’ambito del Piano delle Azioni Positive 2022-2024, che aveva tra gli obiettivi principali la promozione del benessere, delle pari opportunità e la predisposizione di un ambiente accogliente e rispettoso per tutte le componenti presenti al suo interno.
Uno spazio accessibile e inclusivo per decomprimere
Le stanze della disconnessione sono state realizzate in collaborazione con il progetto PRISMA , che ha l’obiettivo di potenziare il benessere psicologico della comunità studentesca attraverso attività di ricerca, formazione, potenziamento del counseling e sensibilizzazione sui temi della salute mentale e dell’inclusione. Anche lo Zonta Club di Genova, costola dell’organizzazione che riunisce club di donne impegnate nella promozione di empowerment, inclusione e pari opportunità, ha collaborato acquistando alcuni arredi.
La nuova inaugurazione risponde a un bisogno che si manifesta con sempre più frequenza nel mondo iperconnesso, iperstimolante e caotico di oggi: trovare uno spazio e un momento da dedicare esclusivamente a se stessi e in cui decomprimere.
Il caso delle Quiet Room dei musei di Nervi
Allo stesso bisogno risponde le quiet room di recente inaugurate alla Galleria d’Arte Moderna e al Museo Raccolte Frugone di Nervi. In questo caso gli spazi sono dedicati principalmente alle persone più fragili, con l’obiettivo di creare per loro uno spazio di quiete e tranquillità.
L’assessore comunale alla Cultura, Giacomo Montanari, ha già annunciato che il progetto sarà estero gradualmente a tutti i poli museali cittadini per renderli più accessibili e inclusivi.