Addio stress: la guida al borgo del silenzio che sta incantando i viaggiatori in cerca di pace vera

  • Postato il 17 febbraio 2026
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A pochi chilometri dalla frenesia della capitale, un luogo si conferma come uno dei più affascinanti “borghi del silenzio” del Lazio.

Con i suoi appena 152 abitanti al 31 ottobre 2025, il borgo rimane uno dei meno popolati della Città metropolitana di Roma Capitale e rappresenta un rifugio ideale immerso nella natura dei Monti Lucretili.

Situato su un’altura di 757 metri s.l.m., il Comune di Vivaro Romano si sviluppa su un promontorio roccioso noto come Colle Gennaro, da cui si gode una vista panoramica sulla Piana del Cavaliere e sulle montagne dell’Appennino centrale. L’area, caratterizzata da fonti sorgive abbondanti e un clima temperato con una classificazione climatica di zona E, ha origini antichissime: abitata dagli Equi già dall’VIII secolo a.C., la sua storia si intreccia con quella della vicina colonia romana di Carseoli.

Il nome stesso, Vivaro, potrebbe derivare dal latino Vivarium, in riferimento alle numerose sorgenti d’acqua che tuttora alimentano il territorio, oppure da Viprarius, “paese delle vipere”, a testimonianza della natura selvaggia che ha da sempre contraddistinto questo angolo di Lazio.

Il borgo, oggi amministrato dalla sindaca Beatrice Sforza, mantiene ancora intatte molte testimonianze del suo passato medievale e feudale. Tra queste spicca il Castello Borghese, eretto nel XV secolo dagli Orsini e successivamente passato ai principi Borghese, che domina il paesaggio con i resti delle antiche mura e torri, rimaste testimoni di secoli di vicissitudini storiche, tra cui la resistenza agli invasori francesi guidata dal fabbro Mastro Lavinio Ferruzzi.

Luoghi da scoprire e percorsi immersi nel silenzio

Il centro storico di Vivaro Romano è un intricato labirinto di vicoli lastricati e case in pietra, dove il silenzio regna sovrano e il tempo sembra essersi fermato. Tra le attrazioni religiose, spicca il Santuario di Santa Maria Illuminata, situato a circa 3 chilometri dal borgo, su un colle panoramico. La sua fondazione risale almeno al XIII secolo e il santuario è custode di una sacra immagine della Madonna, legata a una suggestiva leggenda: si narra che un fascio di luce abbia miracolosamente illuminato l’icona nascosta, evento che ha dato origine al nome “Illuminata”. Ogni anno, in ricordo di questo episodio, si celebra il 5 agosto una suggestiva processione notturna illuminata da fiaccole, che richiama fedeli e visitatori in un’atmosfera carica di spiritualità e tradizione.

A completare l’offerta culturale e naturalistica, numerosi sentieri escursionistici attraversano i Monti Lucretili, tra boschi e panorami mozzafiato. Tra questi, il percorso verso Monte Aguzzo regala viste spettacolari sulla valle del Turano e sulle vette abruzzesi, un invito a immergersi nel verde e nel silenzio lontano dal caos urbano.

La cucina di Vivaro Romano riflette le radici profonde tra Lazio e Abruzzo, con prodotti e ricette tramandate di generazione in generazione.
Sapori autentici e tradizioni gastronomiche(www.blitzquotidiano.it)

La cucina di Vivaro Romano riflette le radici profonde tra Lazio e Abruzzo, con prodotti e ricette tramandate di generazione in generazione. Il fagiolo Cioncone, coltivato nelle umide campagne locali, è il protagonista indiscusso della gastronomia vivaresa. La sua coltivazione, che avviene ancora a mano, è celebrata ogni anno con la storica Sagra del Fagiolo, appuntamento enogastronomico che dura da quasi quarant’anni e anima le vie del borgo con stand e spettacoli folcloristici.

I piatti tipici includono paste fatte in casa come le sagne al sugo rustico e i sagnozzi con fagioli, accompagnati da carni alla brace, salumi e formaggi locali come la scamorza. Non mancano le specialità di funghi porcini e gli arrosticini di pecora, simboli della cucina montanara. Tra i dolci, spiccano le ciambelline al vino e i tozzetti alle mandorle, dolci semplici ma ricchi di storia e sapore.

Un borgo che vive grazie alla comunità e alle tradizioni

Vivaro Romano non è soltanto un luogo da visitare, ma anche una comunità che ha saputo mantenere viva la propria identità attraverso l’istituzione della università agraria, una forma associativa che risale al XVI secolo e che ancora oggi gestisce le terre e le risorse comunali. Questo modello di autogoverno rappresenta un patrimonio prezioso che testimonia la volontà degli abitanti di preservare la propria autonomia e le tradizioni.

L’adesione all’Unione Medaniene, un organismo intercomunale nato nel 2002, testimonia inoltre l’impegno di Vivaro Romano nel dialogo e nella collaborazione con i territori limitrofi, per promuovere uno sviluppo sostenibile e condiviso.

In un’epoca dominata dal rumore e dalla frenesia, Vivaro Romano si conferma così un rifugio prezioso per chi desidera ritrovare il contatto con la natura, la storia e un modo di vivere scandito dal ritmo lento e autentico di un vero borgo italiano.

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Autore
Blitz

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