Ernest Hemingway nacque in Illinois da padre medico e madre aspirante cantante, mostrò fin da subito il suo carattere irrequieto: dopo il diploma, nel 1917, si rifiutò di iscriversi all'università e divenne cronista del quotidiano Kansas City Star. Si licenziò poco dopo, come molti suoi coetanei, per partire a soli 18 anni per la Grande guerra.
Si arruolò volontario nell'esercito statunitense, ma per un difetto alla vista fu relegato ai servizi di autoambulanza nell'American Red Cross e inviato sul Piave. Qui, nel giugno 1918, mentre stava portando cioccolata e sigarette per i soldati, fu colpito da alcune schegge di mortaio e, pur ferito, riuscì a mettere in salvo un militare italiano. Per l'eroismo dimostrato, il governo di Roma gli conferì la medaglia d'argento al valore.. Passione per il Bel Paese. Ernest Hemingway amò molto Stresa, la prima volta che vide la località sul Lago Maggiore era il settembre del 1918, aveva solo 19 anni, e trascorse qui la convalescenza per una ferita di guerra, vi tornò una seconda volta nel 1949, nella stanza 106 del Grand Hotel des Îles Borromées, dove ambientò una parte del suo romanzo più celebre Addio alle armi (1929). Nel corso della sua permanenza in Italia inoltre collaborò per un quotidiano chiamato Ciao.. Uomo di mondo. Durante la guerra vide per la prima volta Parigi. Nella capitale francese tornò poi nel 1921 come corrispondente del quotidiano canadese Toronto Star e iniziò a scrivere narrativa. Molti suoi libri nacquero dai viaggi. Come Fiesta (1926), scritto dopo un tour in Spagna, a Madrid (dove nel '23 vide la sua prima corrida) e a Pamplona. Negli Anni '30 scoprì l'Africa, grazie a un parente della seconda moglie (ne ebbe quattro). Dal suo primo safari in Kenya (amava la caccia grossa) nacque il romanzo autobiografico Verdi colline d'Africa (1935)."Io sarei tornato in Africa, [...] dove mi piaceva vivere, vivere veramente, non puramente trascorrere i giorni".
In quegli stessi anni andò a Cuba e se ne innamorò. Nel '39 all'Avana acquistò una tenuta, la Finca Vigía: qui finì Per chi suona la campana (1940) e scrisse il suo ultimo romanzo, Il vecchio e il mare, vincitore del Pulitzer nel '53. L'anno dopo arrivò il Nobel.. The end. Ernest Hemingway amava il fumo, le donne, la corrida, la caccia e i liquori. Ma il suo nome resta legato soprattutto a un cocktail: l'amato daiquiri che lo scrittore si faceva servire al bar El Floridita di La Habana, a Cuba. Negli ultimi anni della sua vita, però, era diventato l'ombra di se stesso: rinchiuso nella Mayo Clinic di Rochester (Minnesota, Usa) con una diagnosi di paranoia e depressione, aggravate dall'alcolismo e forse dall'Alzheimer, non riusciva più a scrivere.
Il 2 luglio del 1961, Hemingway e la sua quarta moglie Mary Welsh cenarono al Michel's Cristiania Restaurant di Ketchum (Idaho), occupando il loro solito tavolo d'angolo. Ordinarono New York Steak, patate e Caesar's salad. Era stata una serata piacevole, ma la mattina dopo Mary fu svegliata da uno sparo: suo marito si era suicidato..