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Italia “squadra di profughi che si fa menare”: dalla Svezia alla Bosnia, lo sfogo di Pochesci torna virale

  • Postato il 2 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
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Italia “squadra di profughi che si fa menare”: dalla Svezia alla Bosnia, lo sfogo di Pochesci torna virale

Per la terza volta consecutiva l’Italia non prenderà parte al Mondiale. Un risultato tragico per la nostra Nazionale, che dopo decenni di gloria sembra essere finita in un vortice negativo e di involuzione che non si riesce a fermare. Questo anche per colpa dei vertici del nostro calcio, che poco – anzi, forse proprio nulla – hanno fatto per provare a invertire questa tendenza. E allora dopo la debacle contro la Bosnia ecco che sui social è tornato virale lo sfogo di Sandro Pochesci, all’epoca allenatore della Ternana, dopo la sconfitta rimediata contro la Svezia nei playoff del 2017.

Dalla Svezia alla Bosnia, incubo Mondiale per l’Italia

Poco o nulla è cambiato dalla mancata qualificazione al Mondiale del 2018. Da quella sconfitta contro la Svezia, a parte l’inaspettata gioia per l’Europeo del 2021, l’Italia ha raccolto solo dispiaceri, mancando l’accesso alla Coppa del Mondo anche nelle successive due edizioni a causa di sconfitte contro squadre sulla carta certamente non all’altezza degli azzurri come Macedonia del Nord e Bosnia.

Eppure c’è chi da tempo aveva lanciato l’allarme sulle condizioni e l’arretratezza del calcio italiano, che non disputa un match dalla fase a eliminazione diretta da ormai 20 anni, quando con i nostri tanti campioni conquistammo il quarto Mondiale della storia azzurra. D’altronde le avvisaglie che qualcosa non andasse erano già diventate lampanti dopo le deludenti spedizioni del 2010 e del 2014.

Lo sfogo di Pochesci torna virale

Uno degli sfoghi contro la gestione e la condizione del calcio italiano più celebri fu quello di Pochesci dopo la sconfitta dell’Italia contro la Svezia nel 2017 tornato virale in questi giorni di profondo sconforto. L’allora allenatore della Ternana puntava il dito sulla presenza massiccia di stranieri nelle scuole calcio e nelle squadre del Bel Paese e sui troppi oriundi, oltre all’eccessiva “morbidezza” e paura dei giocatori azzurri:

L’Italia si è fatta menare dalla Svezia, oltre che ad avere una squadra di profughi ci siamo anche fatti menare e ora rischiamo pure di tornare a casa. Una volta l’Italia menava e vinceva, adesso ci menano e piangiamo. Ecco la differenza col calcio italiano, ha portato tutti gli stranieri in Italia ed è successo questo, che non c’è più un italiano che mena, andiamo in Svezia e ci menano. Siamo diventati tutti pariolini, il calcio italiano è finito. Usciamo anche da questo Mondiale per paura, siamo andati in Svezia e abbiamo avuto paura, non si può giocare con la paura, se io vedo la mia squadra che ha paura io prendo e me ne vado e ci metto un altro più coraggioso perché può darsi che io gli abbia trasmesso paura”.

Ci dobbiamo svegliare, dobbiamo cambiare le regole, le primavere sono fatte tutti da stranieri, basta, questo è il campionato italiano, se no facciamo il campionato europeo e mondiale. E qui ogni mese ne esce uno oriundo e lo mettiamo dentro. Ma andassero a prendere gli italiani nei campionati di Serie D e Serie C e gli dessero una possibilità. Con una squadra di Lega Pro contro la Svezia vincevamo, perché la Svezia vale una squadra di Lega Pro. Abbiamo perso per la paura, quando c’è la paura che succede? Ti fai autogol. È una vergogna”.

Pochesci sostenitore di Gattuso

Sfogo che lo stesso Pochesci aveva ripubblicato sul proprio profilo Instagram pochi giorni prima della sfida alla Bosnia, alternando le sue affermazioni a quelle di Gabriele Gravina, che da sempre accusa la scarsa presenza di calciatori italiani nelle primavere e nelle prime squadre, ma che durante il suo mandato come Presidente della FIGC non è riuscito a migliorare la situazione e a rialzare le sorti dell’Italia. Nel post inoltre Pochesci si diceva fiducioso delle capacità di Gennaro Gattuso (“Solo fiducia in Gattuso cuore e grinta poi però da cambiare questo vecchio sistema“), forse da lui visto come l’uomo adatto a far passare la “paura”, cosa che purtroppo non è riuscito a fare, o almeno, non fino in fondo.

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Autore
Virgilio.it

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